martedì, Luglio 14, 2026

La rotazione della Terra cambierà e non è una bella notizia: c’è già la data

di Diego Rossi


La rotazione della Terra cambierà e non è una bella notizia: c’è già la data – ecoblog.it

La rotazione terrestre mostra variazioni misurate in millisecondi e gli enti scientifici valutano correzioni del tempo universale.
L’accelerazione della rotazione terrestre è tornata sotto osservazione. I dati più recenti mostrano che diversi giorni del 2025 risultano leggermente più corti rispetto allo standard delle 24 ore. Il 10 luglio è stato finora registrato come il giorno più breve dell’anno, con una durata inferiore di 1,36 millisecondi rispetto ai canonici 86.400 secondi che segnano il tempo quotidiano sul nostro pianeta. Un valore minuscolo, invisibile nella vita di tutti i giorni, ma non irrilevante per i sistemi digitali che scandiscono le attività globali. I rilevamenti provengono dall’International Earth Rotation and Reference Systems Service e dall’Us Naval Observatory, confermati e raccolti dagli analisti di timeanddate.com, piattaforma specializzata nel monitoraggio delle variazioni temporali. Le rilevazioni non sono ancora definitive, ma altri due giorni anomali sono stati segnalati: 22 luglio e 5 agosto, con una riduzione rispettivamente di 1,34 e 1,25 millisecondi.

La questione può sembrare solo un dettaglio tecnico, eppure coinvolge discipline essenziali per la vita moderna. Il tempo atomico, basato sulle vibrazioni degli atomi di cesio, non coincide sempre con il tempo universale legato alla rotazione terrestre. Un disallineamento troppo ampio crea difficoltà nei sistemi che richiedono sincronizzazione continua, come reti di telecomunicazione, satelliti, navigazione GPS, software bancari e calcolo scientifico distribuito.

La durata del giorno e il ruolo dei secondi intercalari
Misurare la lunghezza di un giorno significa osservare quanto impiega la Terra a compiere un giro completo attorno al proprio asse. Il valore medio di 24 ore è infatti un’approssimazione utile nella vita pratica, non una costante perfetta. Il giorno più corto mai registrato resta quello del 5 luglio 2024, accorciato di 1,66 millisecondi. Scarti così piccoli non influiscono sul sonno o sulla giornata lavorativa, ma diventano cruciali in ambiti tecnologici dove anche un errore di microsecondi può compromettere la stabilità dei sistemi.


La durata del giorno e il ruolo dei secondi intercalari – ecoblog.it

Per mantenere allineati gli orologi atomici con il tempo universale (UTC) si utilizza il meccanismo del secondo intercalare. Dal 1972 sono stati aggiunti 27 secondi al tempo ufficiale, perché per decenni la rotazione del pianeta ha mostrato una tendenza al rallentamento. L’aggiunta avviene in genere a fine giugno o dicembre, introdotta quando lo scarto rischia di diventare significativo. La situazione recente però è diversa: la Terra ha iniziato a ruotare più velocemente. Da quasi dieci anni, infatti, non viene inserito alcun secondo intercalare. E qui arriva la novità valutata dagli scienziati: un possibile secondo intercalare negativo, cioè da sottrarre anziché aggiungere. Una prima volta nella storia. Il geofisico Duncan Agnew, dell’Università della California a San Diego, stima una probabilità del 40% che una correzione di questo tipo possa verificarsi tra oggi e il 2035.

Non si tratta di uno scenario privo di rischi. Per i sistemi informatici una modifica improvvisa come la rimozione di un secondo può diventare fonte di bug e malfunzionamenti. La gestione del tempo, quando entra nel software, non ammette improvvisazioni.

Perché la Terra accelera la sua rotazione e quanto c’entra il clima
Le variazioni nella velocità della rotazione terrestre dipendono da diversi fattori. Le forze gravitazionali del Sole e della Luna contribuiscono da sempre a modificare la dinamica del pianeta. Ogni estate, per motivi fisici legati alla distribuzione delle masse terrestri e all’inclinazione dell’asse, la rotazione tende naturalmente a essere più rapida. Nel quadro attuale però subentra un elemento noto, ma solo recentemente misurato con precisione: il clima.

Uno studio guidato proprio da Agnew e pubblicato nel 2024 ha analizzato l’effetto dello scioglimento dei ghiacci in Antartide e Groenlandia. La massa dell’acqua che si sposta verso gli oceani modifica l’assetto complessivo del pianeta, una sorta di ridistribuzione del peso che influisce sulla velocità del movimento rotatorio. Una seconda ricerca, del Politecnico Federale di Zurigo, guidata da Benedikt Soja, ha evidenziato trasformazioni che riguardano anche l’asse terrestre. L’ipotesi più rilevante riguarda il futuro: in uno scenario considerato pessimistico dagli studiosi, entro la fine del secolo gli effetti del riscaldamento globale potrebbero superare quelli della Luna, che per miliardi di anni ha rappresentato il principale freno naturale della rotazione terrestre.

Gli scienziati continuano a seguire con attenzione l’evoluzione della situazione. Non si esclude che entro pochi anni si possa intervenire ufficialmente sull’orario, una misura che richiederà test, simulazioni e aggiornamenti diffusi su scala internazionale. Il tempo scorre sempre allo stesso ritmo per chi vive le giornate una dopo l’altra. Per chi deve misurarlo con estrema precisione, le differenze iniziano a contare.

Il nostro pianeta quest’estate gira più velocemente e le ragioni di questa accelerazione della Terra sono diverse
di Filomena Fotia


Immagine a scopo illustrativo realizzata con l’Intelligenza Artificiale © MeteoWeb

Quest’estate, la Terra gira più velocemente del solito. Il nostro pianeta sta compiendo le sue rotazioni più rapidamente, rendendo le giornate impercettibilmente più brevi e suscitando l’interesse degli scienziati. Domani, 5 agosto, è prevista un’altra giornata insolitamente corta, che durerà 1,25 millisecondi in meno rispetto alle canoniche 24 ore. Non è la prima volta che accade in queste settimane: lo scorso 9 luglio, la giornata è stata più corta di 1,36 millisecondi, seguita da quella del 22 luglio con 1,34 millisecondi in meno, secondo i dati del Servizio Internazionale per la Rotazione Terrestre e i Sistemi di Riferimento (IERS) e dell’Osservatorio Navale degli Stati Uniti.

Un dato impercettibile ma reale
A livello pratico, queste variazioni sono minuscole: un giorno dura in media 86.400 secondi, ma fattori come le forze gravitazionali della Luna, i movimenti atmosferici stagionali e le dinamiche del nucleo liquido terrestre fanno sì che la durata effettiva cambi leggermente da un giorno all’altro. Differenze così piccole non hanno effetti immediati sulla vita quotidiana. Tuttavia, nel tempo, anche millisecondi possono creare problemi a sistemi altamente sensibili come satelliti, reti di telecomunicazioni e orologi digitali.

Per questo, dagli anni ’50, il tempo ufficiale – il Tempo Coordinato Universale (UTC) – viene calcolato grazie a circa 450 orologi atomici, capaci di misurare le oscillazioni degli atomi con una precisione straordinaria. In parallelo, astronomi e geofisici controllano la rotazione terrestre usando satelliti e osservazioni astronomiche, così da rilevare eventuali discrepanze tra il tempo misurato dagli orologi atomici e il tempo reale impiegato dalla Terra per completare una rotazione.

Il record risale al 5 luglio 2024, quando la giornata è risultata più corta di ben 1,66 millisecondi: il giorno più breve mai registrato da quando esistono gli orologi atomici.

Verso un secondo intercalare negativo?
Dal 1972, per compensare la discrepanza tra la rotazione terrestre e il tempo atomico, l’IERS ha introdotto i cosiddetti “secondi intercalare”: dei veri e propri “aggiustamenti” che inseriscono occasionalmente un secondo in più nell’UTC, un po’ come accade con gli anni bisestili. Ne sono stati aggiunti 27, ma negli ultimi anni il ritmo si è fermato: l’ultimo è stato inserito nel 2016.

Ora, però, si profila una novità mai sperimentata prima: se la Terra continuerà a girare più velocemente, potrebbe diventare necessario togliere un secondo invece che aggiungerlo. Si tratterebbe di un “secondo intercalare negativo”. Duncan Agnew, geofisico della Scripps Institution of Oceanography, ha stimato che la probabilità di doverlo introdurre da qui al 2035 sia attorno al 40%.

La prospettiva di un secondo intercalare negativo solleva preoccupazioni. Judah Levine, fisico e membro del National Institute of Standards and Technology, ha spiegato alla CNN che permangono ancora problemi con i secondi intercalare positivi dopo 50 anni.

“Ci sono ancora luoghi che lo fanno in modo errato o al momento sbagliato, o con il numero sbagliato, e così via. E questo con un secondo intercalare positivo, che è stato fatto più e più volte. C’è una preoccupazione molto maggiore per il secondo intercalare negativo, perché non è mai stato testato, mai provato”.

Dato che molti sistemi tecnologici fondamentali si affidano agli orologi e al tempo per funzionare – come le telecomunicazioni, le transazioni finanziarie, le reti elettriche e i satelliti GPS, solo per citarne alcuni – l’avvento del secondo intercalare negativo è, secondo Levine, in qualche modo simile al problema del Y2K.

Perché la Terra gira più velocemente
Le ragioni di questa accelerazione sono diverse. La Luna e le maree influenzano costantemente la velocità della rotazione terrestre: la rallentano quando il satellite si trova sopra l’equatore, la velocizzano quando si sposta a latitudini diverse. Inoltre, d’estate, la Terra tende naturalmente a girare un po’ più in fretta per via di cambiamenti atmosferici: ad esempio, quando il jet stream si sposta, rallenta l’atmosfera e, per conservazione del momento angolare, il pianeta accelera.

Un altro fattore è il comportamento del nucleo liquido terrestre, che negli ultimi decenni ha mostrato segnali di rallentamento, provocando un’accelerazione della parte solida del pianeta.

Il ruolo del clima
Paradossalmente, anche il cambiamento climatico ha un ruolo. Lo scioglimento dei ghiacci in Groenlandia e Antartide ridistribuisce grandi masse d’acqua negli oceani, contribuendo a rallentare leggermente la rotazione terrestre.

“Se quel ghiaccio non si fosse sciolto, se non avessimo avuto il riscaldamento globale, allora avremmo già un secondo intercalare negativo, o saremmo molto vicini ad averlo”, ha dichiarato Agnew alla CNN.

Secondo uno studio recente, in uno scenario in cui le emissioni continuassero a crescere, entro fine secolo l’effetto del cambiamento climatico potrebbe diventare più forte persino di quello esercitato per miliardi di anni dalla Luna.

Un futuro incerto
Al momento, la situazione resta sotto controllo e gli scienziati continuano a monitorare attentamente ogni micro-variazione.

“L’accelerazione è ancora entro limiti ragionevoli”, ha rassicurato Benedikt Soja del Politecnico di Zurigo. “Forse tra qualche anno, potremmo vedere di nuovo una situazione diversa, e a lungo termine, potremmo vedere il pianeta rallentare di nuovo. Questa sarebbe la mia intuizione, ma non si sa mai”, ha dichiarato alla CNN.

Intanto, domani vivremo – senza accorgercene – un’altra giornata leggermente più corta. Una dimostrazione affascinante di quanto il nostro pianeta sia vivo, dinamico e sorprendentemente veloce.