lunedì, Marzo 2, 2026

Antartide, 9.000 anni fa uno scioglimento record dei ghiacci

di Leonardo De Cosmo

Dovuto a un effetto a cascata che potrebbe ancora ripetersi.


Dispositivo di carotaggio viene posizionato sul fondale marino

Circa 9.000 anni fa in Antartide si verificò uno scioglimento rapido di una parte dei ghiacci nella zona orientale, conseguenza di una concatenazione di eventi e ci sono indizi che quell’effetto cascata potrebbe ripetersi anche nel prossimo futuro.
Lo indica la ricerca pubblicata sulla rivista su Nature Geoscience e condotta da Yusuke Suganuma, dell’Istituto giapponese di ricerche polari (Nipr) e dell’Università giapponese di studi avanzati Sokendai.
Utilizzando tipi di dati molto diversi, a partire da carote di sedimenti marini raccolti nella baia nei pressi della stazione antartica giapponese di Syowa, fino alle analisi morfologiche della costa, gli autori della ricerca sono riusciti a ricostruire la catena di eventi che portò a un rapido scioglimento dei ghiacci oltre 9mila anni fa.
A innescare la cascata di eventi fu l’arrivo in mare di acqua fredda prodotta dallo scioglimento di alcuni ghiacciai interni, che portò al raffreddamento degli strati superficiali di una parte dell’Oceano.
L’acqua fredda, inoltre, non si miscelò con quella più profonda e provocò una sorta di stratificazione che portò allo sviluppo di nuove correnti e all’arrivo in profondità di acque più calde.
A sua volta questo calore andò a erodere i lembi dei ghiacciai che dall’entroterra finivano in mare e che agivano da contrafforti, limitando lo scivolamento dei ghiacciai in mare.
Questa nuova condizione favorì quindi l’arrivo di nuova acqua fredda superficiale e l’aumento di queste correnti calde, in un effetto a cascata che fece aumentare in modo rapido la velocità di scioglimento di gran parte della calotta orientale.
Un fenomeno che, come rilevano i ricercatori, dovrebbe essere un vero e proprio avvertimento per il futuro.
E’ infatti possibile che un fenomeno analogo possa verificarsi nuovamente e che la velocità di fusione dei ghiacci antartici possa accelerare, ben più di quanto si immagini finora.


Scavano una grotta in Antartide sotto la neve e risolvono un problema per il futuro      

di Vanda

Ci sono sempre più prove che la crisi climatica sta causando gravi danni alla natura stessa del nostro pianeta. Secondo gli ultimi dati disponibili, il 2026 è considerato il terzo anno più caldo mai registrato finora, causando lo scioglimento dei ghiacciai montani della Terra. Per questo motivo la comunità scientifica si è già messa al lavoro per gestire questa situazione.


L’Arca dell’Antartide che Salva i Ghiacciai in Cilindri

Questa iniziativa ha portato alla creazione dell’Ice Memory Sanctuary, un progetto che consiste nella conservazione di nuclei di ghiaccio a forma di cilindro. Questi vengono estratti dai ghiacciai che rischiano di essere notevolmente colpiti dal riscaldamento globale. Per questo motivo, tale misura è già in fase di attuazione in Antartide, il luogo più freddo del nostro pianeta.

L’area in cui tale sistema viene adottato si trova nelle vicinanze della stazione franco-italiana Concordia, nel cuore dell’altopiano antartico, uno dei luoghi con il clima più estremo. Ne sono prova i -50 °C che caratterizzano le condizioni climatiche abituali di questo luogo.


Sistema per la conservazione futura

Con questa iniziativa, si prevede la conservazione di grandi quantità di ghiaccio per centinaia di anni senza l’uso obbligatorio di sistemi elettrici o di refrigerazione artificiale. La risposta risiede proprio nell’Ice Memorial Sanctuary, poiché non richiede generatori o motori per essere efficace e funzionale.

Essendo scavato direttamente sotto la neve artica, si ricorre al freddo naturale del continente ghiacciato per svolgere la sua funzione conservativa. In questo senso, tale sistema funzionerebbe in qualsiasi circostanza, anche con il collasso del mondo esterno. In questo modo, il ghiaccio protetto funge anche da archivio storico del clima delle epoche passate.

È proprio il costante progresso della tecnologia che ci offre diverse alternative per affrontare i problemi del presente. Ma, inoltre, ci permette anche di studiare il passato per conoscere meglio il nostro pianeta, anche dopo un deterioramento così esteso da complicarne lo studio ancora più di quanto non sia già oggi.