martedì, Febbraio 24, 2026

Buonasperanza

Di Adolfo Mellone

Mi chiederete perchè posto questo articoletto: è presto detto, perchè trasuda di amore per la sua Buonasperanza, e mi ricorda come anch’io desideravo che il mio Sound of Silence fosse sempre perfetta, perchè anche LEI si sentisse seguita ed amata.
Le barche sono le nostre fidanzate, spero che tutti gli armatori le trattino così, perchè se non si sentissero amate potrebbero vendicarsi, e quando meno te l’aspetti lasciarti a…non a piedi, ma a mollo…
E poi…. è bello guardarle di sottecchi quando ormeggiate in banchina o lungo il molo di un porto si pavoneggiano quando si sentono dire dai passanti …”ma che bella…. non se ne fanno più così…che fortunato l’armatore”.
Ricordo che ogni fine anno, al momento del rimessaggio, mi trovavo con gli appunti che raccoglievo durante l’estate con tutti i lavoretti da fare: una volta ho contato quasi 100 interventi fra il falegname, il meccanico, l’elettricista, l’elettronico, il rigger, il pittore …..
Durante l’inverno erano viaggi periodici fino a Monfalcone per controllare l’avanzamento lavori, spesso dormivo in barca con la stufetta ad olio accesa, ed era sempre una sensazione meravigliosa sentirsi coccolato in cuccetta, magari con la musica dei testimoni che battevano sull’albero o il vento che fischiava sulle sartie…
Chi ama il mare ed ha navigato conosce bene queste confidenze che vi racconto, e non vi nascondo che Adolfo mi ha emozionato: per questo le sue note sono dedicate agli amici che hanno (anche se avuto) la barca…

Buonasperanza, la vecchia Byzance  quest’anno si rifà il trucco
Quest’ anno ho portato la barca (Buonasperanza, la vecchia Byzance) in cantiere, a Crotone, 70 nm che mi sono sciroppato tutte da solo, in una bella giornata di metà settembre gratificata da una splendida tramontana a 15/25 knt.
Dieci ore, 7 knt di media, randa piena, poi presa una mano, poi tolta, tutto genoa, alla fine dato un paio di giri pensando di dover risalire per entrare in porto.
Ci sarà la sabbiatura della carena fino al vecchio (quasi vent’anni) Gelshield, poi due o tre mani di nuovo Gelshield o prodotto similare, quindi primer ed autolevigante rossa.
Per le murate, e lo specchio, preparazione delle superfici (finalmente potrò sistemare per bene le zone a contatto con la ferramenta di prua e di poppa) e Boero bianca. Oltre a questo, sostituzione di tutte le prese a mare e relative valvole (salvo il passascafo per il raffreddamento dell’asse elica, quello non si cambia), revisione alternatore e pompa acqua salata, e qualche altra cosuccia.
In realtà, non è che ci fosse reale necessità, l’osmosi è una perfetta sconosciuta, le murate avevano un, diciamo, piacevole aspetto “vissuto”, il valvolame smontato non mi si è affatto sbriciolato in mano come altri hanno raccontato, sul motore non avevo problemi, però…meglio prevenire e, siccome la barca deve essere anche una gioia per gli occhi, meglio incrementare la gioia!
Nelle foto le vecchie prese a mare, e poi le nuove in Randex.

Ho appena ricevuto da Pantaenius, che copre i rischi di Buonasperanza, una mail rassicurante in cui si dice che in caso di eventi catastrofici come quelli di questi giorni le polizze R.C. sono per legge sospese, mentre invece i clienti Pantaenius coperti anche dalla Corpi possono stare tranquilli perchè saranno da loro risarciti, nel caso, senza difficoltà.
Buonasperanza è al sicuro a terra, ma una mail così è comunque di conforto perchè un guaio può sempre capitare e in questi giorni molti avevano sollevato dubbi sulla disponibilità delle Compagnie ad accollarsi l’onere dei risarcimenti.
Non ho la possibilità di controllare se le cose stiano davvero come mi hanno scritto, ma comunque mi fido di quello che dicono: meglio così, sperando che poi non si rifacciano su tutti aumentando i premi al momento del rinnovo

I miei molti impegni (e casini) mi hanno impedito di dare notizie, ma le cose sono andate avanti, e le foto stanno a dimostrarlo. La carena è stata interamente sabbiata rigorosamente a Garnet, rimuovendo 12 strati di autolevigante rossa e 5 di dura (?) azzurra, fino ad arrivare al Gelshield dato nel 2001.
Il trattamento ha confermato che l’opera viva è in condizioni perfette, asciutta, qualche modestissimo graffio sotto il bulbo, dove due o tre strisciatine su sabbia o fango ci sono state. E’ stata poi la volta dell’opera morta, e qui si è visto che era necessario abrasivare fino al gelcoat originale, visto il degrado della vernice risalente ad una quindicina di anni fa.
Qualche attenzione in più richiedevano lo spigolo dello specchio di poppa che aveva visto troppo da vicino, qualche volta, gli spigoli delle banchine, ed anche le zone di contatto con le ferramenta di prua e di poppa il cui alluminio, ossidandosi, aveva fatto qualche danno. Anche le murate erano, diciamo, non proprio immacolate, insomma, era ora di intervenire. Quindi carteggiatura a fondo e stuccatura, due mani di fondo Boero, ed a finire le canoniche tre mani di Boero color white cloud 002.
La linea di bellezza è stata rifatta dello stesso azzurro scuro originario, così come la linea di galleggiamento entrambe autoadesive.
Chi l’ha vista mi dice che la barca è uno spettacolo, e non fatico a credergli. Intanto la carena continua ad asciugarsi di quel niente di umidità che aveva, in attesa di ricevere un paio di mani di Epossidica.
A breve rimetterò mano alla plancetta di poppa, su cui incollerò un altro, ma più sottile (10 mm), strato di teak, ed al musone supplementare di prua, entrambi rimossi per la verniciatura. Poi verrà l’autolevigante rossa, e poi…e poi… Beh, fermiamoci qui, per ora…ma la primavera è in arrivo, l’aria comincerà a riscaldarsi, bisognerà riportare la creatura in lidi a lei più familiari…

Vi avevo aggiornato sui problemi incontrati nel montaggio di passascafi e valvolame. Problemi dovuti al rilevante spessore dello scafo in certi punti, agli spazi veramente angusti in cui si deve lavorare, e naturalmente alla mia inesperienza.
Comunque adesso è fatta, ho dovuto far tagliare dal falegname una paratia divisoria in uno stipetto, finestra poi allargata da me, mi sono dannato per montare tutto utilizzando nastro Teflon, Teflon liquido e Sika 292 (o 1? boh!), e poi tanto tanto olio (di gomito) ma alla fine ce l’ho fatta.
Poi è stata la volta del motore: rimontato alternatore dopo revisione, sostituiti filtri olio e gasolio, sostituita girante e relativo O ring (o paraolio?), sostituito olio, tutto anche con l’intervento dei meccanici, rinviata per ora la sostituzione degli zinchi, mandato un tubo dalla pompa a pescare direttamente nel serbatoio dell’acqua, si è proceduto con l’avviamento. Un po’ problematico perchè ho pensato bene, invece di riscaldare le candelette, di tirare il manettino che taglia il gasolio: non ci crederete, ma il motore non partiva!
Poi ho ritentato con la procedura corretta, Luca ha spurgato un po’ di aria residua ed il piccolino si è avviato ronzando allegramente, e sputando fuori un salutare getto d’acqua. Tutto bene anche su questo fronte, piano piano i vari tasselli vanno a posto. In questi giorni Luca sostituirà la boccola dell’elica, induritasi dopo dieci anni dall’ultima sostituzione.
Nei prossimi giorni si completerà anche il lavoro in carena, con la carteggiatura a mano, la stuccatura di alcune irregolarità, quindi le tre mani di epox previste e poi l’antivegetativa rossa autolevigante: solo una mano, perchè la barca starà in acqua tre mesi e quindi è inutile appesantirla troppo di pittura.
Presto, ma comunque con la barca già in acqua, procederò con le grandi pulizie e quindi col montaggio dei due nuovi gadget di quest’anno: gli stopper per genoa (o yankee) e trinchetta, ed il PilotOne, il telecomando per il pilota Raymarine (foto) che Benedetto Carbone mi ha appena inviato.
Spero che mi possa aiutare concretamente quando devo salpare l’ancora con tempo cattivo, allorchè devo stare a prua per gestire la catena ma ho comunque bisogno di aiutarmi col motore per risalire il vento o le onde: motore al minimo ed il telecomando mi permetterà di tenere la prua al vento.
Vi saprò dire. Entro dieci o quindici giorni sarà tutto pronto e la barca andrà in acqua, l’ultimo viaggio Lecce – Crotone, questa volta in treno, e poi potrò mettere la prua a NE per tornare a casa.