lunedì, Gennaio 19, 2026

Un caveau naturale nel cuore dell’Antartide

Un caveau naturale nel cuore dell’Antartide: ecco la banca mondiale del ghiaccio
di Stefano Sergi

Custodire la memoria del pianeta per i secoli a venire: “Ice Memory” è un santuario sotterraneo a 52 gradi sotto zero.

Un caveau naturale scavato nel cuore del luogo più inospitale della Terra, l’Antartide, diventa un archivio scientifico di inestimabile valore da lasciare alle generazioni future per capire chi siamo e chi siamo stati, grazie a campioni estratti dai ghiacciai che racchiudono l’atmosfera di un passato che risale fino a diecimila anni fa. «Capsule del tempo» le definiscono i ricercatori.

Con un taglio del nastro trasmesso via satellite e reso un po’ goffo dai 32 gradi sotto lo zero, è stato inaugurato alla base italo-francese Concordia il «santuario» del progetto Ice Memory lanciato nel 2015 dal Cnr e dall’università Ca’ Foscari con team francesi e svizzeri.

Lo scopo è raccogliere campioni da 20 ghiacciai sparsi per il pianeta e custodirli per i secoli a venire: nel caso dovessero scomparire del tutto le grandi superfici di ghiaccio, le prossime generazioni avrebbero a disposizione informazioni cruciali sull’umanità grazie a questo caveau lungo 35 metri e largo 5 scavato ai 3.233 metri di quota della Concordia.

In questa grotta c’è una temperatura costante di 52 gradi sotto lo zero e nessuna contaminazione esterna. Stamattina i ricercatori hanno depositato i primi carotaggi eseguiti nel 2016 sul Col du Dôme del Monte Bianco e nel 2025 sul Grand Combin svizzero.

Per far arrivare quei due campioni all’Ice Sanctuary in Antartide, un totale di 1,7 tonnellate di ghiaccio, è stato organizzato un viaggio senza precedenti: sono stati stivati (a una temperatura costante di 20 gradi sotto zero) sulla nave rompighiaccio italiana Laura Bassi, che è salpata da Trieste a metà ottobre e, dopo aver attraversato il Mediterraneo, l’oceano Atlantico, l’oceano Pacifico, l’oceano Meridionale e il Mare di Ross, ha raggiunto la stazione Mario Zucchelli il 7 dicembre.

Da lì un volo speciale dell’Enea ha trasportato le carote di ghiaccio sulla base Concordia, dove da oggi resteranno per secoli e forse millenni in questa grotta nel cuore dell’Antartide, come testimoni di un tempo lontano.