Un pomeriggio da…
coglioni, altro che da leoni!

Corfu 27 agosto.

Quando andar per mare non diventa più un piacere mi passa la voglia di scrivere.

Ad Itaca la mattina mi ero preparato all’arrivo del brutto tempo, non cera molto spazio in banchina  per nuovi arrivi, e oltre ad uno spring da mezza barca avevo rinforzato gli ormeggi a poppa,  messo a terra anche una cima da prua: non si sa mai….. ed invece quel pomeriggio da….coglioni….non lo dimenticherò.

È trascorsa una settimana, ma non mi passa facilmente l’incazzatura che mi sono preso con tutti quei sedicenti skipper, e sono tanti, che credono che andare in barca per mare  sia come andare in macchina: l’ormeggio anche con 30 nodi di vento al traverso? Basta andare indietro decisi…. e tiri su  tre ancore, sbatti contro altre barche, e poi……vai a cena lasciando la barca incustodita, così i problemi sono per gli altri…anche per salvare la barca dell’incosciente.

E poi  mi ha fatto incazzare un fatto: è arrivato uno  skipper parlando in italiano con il suo amico   che a prua combatteva con l’ancora…. poi quando sono andato  per parlagli parlava solo greco…da non credere……. Forse perché era la settimana di ferragosto?

Ma non è tutto,  vi racconto il pomeriggio da …coglioni, altro che da leoni.

Paolo era in gita, toccava a lui la giornata di libertà: siamo ormeggiati con la prua a Nord, fa molto caldo, e non sarebbe stato certo l’arrivo di una nuova imbarcazione a creare problemi, tanto più che le barche in porto erano preparate….si sapeva cosa stava  arrivando….

Alle 14 arrivano le prime avvisaglie del brutto tempo, le raffiche di  vento da Ovest si abbattono  sulla baia ed iniziano i problemi: arrivano molte barche per cercare posto, ma un ormeggio facile  non c’è, a meno di prepotenze su chi si è già in banchina. Così prima arriva un  plasticone da oltre 50 piedi, poco pescaggio, con uno skipper francese di   pochi scrupoli che mi obbliga a togliere i due spring per mettersi alla mia sinistra. Logicamente senza spring mi abbatto a dritta, e arretro verso la banchina, nonostante 30 metri di catena…..

Nel frattempo a dritta un charter di 34 piedi  con inglesi a bordo era arrivato senza problemi, e l’equipaggio per andare in gita aveva  abbandonato la barca ….….questa  era sottovento al sound of silence, e quando avevo lo spring non c’erano problemi per lei…addirittura mi avevano chiesto una cima per tenersi sulla mia prua….

Poi arriva un polacco per ormeggiarsi a destra  di fianco agli inglesi: non c’è posto, gli dico che con il vento che sta arrivando starebbe  meglio alla fonda,  ma  la prudenza non fa parte della logica, evidentemente. Questo si butta nel poco spazio libero, sbaglia a dare fondo, il vento spinge la barca contro le altre, e così è costretto a fermare la manovra di ormeggio. Spero che capisca che se insiste ci saranno problemi, ma lui continua a volersi ormeggiare a terra, e nel ritentare la manovra inizia ad andare su e giu,  agganciando tre ancore, fra cui anche la mia….

A questo punto la situazione è brutta: siamo tutti a rischio, io vorrei andarmene alla fonda,  ma senza Paolo e l’ancora agganciata non posso manovrare, inoltre il francese a sinistra  non mi tiene  al vento, con le sue cime di  poppa  mi impedisce di allontanarmi da terra, e così……tocco il fondo con il timone…..

Azzzzzzzzzzz. Zio briccccccc……non so come fare, sono  da solo……. E allora chiamo Paolo al telefono sperando che mi senta, per fortuna mi risponde,  e gli dico di rientrare in fretta….

Nel frattempo accendo i motori, e per quel poco che serve tengo la barca discosta dalla riva pur tutta sbandata.

Non è finita, perché il polacco nel frattempo con la sua ancora ben piantata sulle nostre riesce ad ormeggiare, lasciando il charter degli inglesi in difficoltà.

Sono già le 16, il vento aumenta, le raffiche arrivano a 40 nodi, il mare è spumeggiante, siamo tutti in apprensione perché……manca chi faccia da testa e tenga tutti gli altri .

Arriva Paolo, sale a bordo e decido di allontanarmi dalla banchina di un paio di metri, lui a prua  tirandosi sull’ancora ( pur incattivata con le altre….ma io avevo dato fondo per primo) ed io con il motore avanti,  lascando  le 4 cime ( i rinforzi….!!!!)  che avevo a poppa.

Ci riusciamo, anche se la poppa alta del plasticone del francese mi tiene obbligate le cime, e verso le 18 sembra che si possa tenere la posizione senza ulteriori problemi.

Addirittura verso le 19 il vento cala, un motoscafo pensa ben di lasciare la banchina e mettersi alla fonda,  io vorrei fare lo stesso  ma non posso perché ho l’ancora incattivata, e così approfitto della pausa per preparare qualcosa da mangiare…

Però non sono tranquillo, nel frattempo sono rientrati gli inglesi e facciamo due parole: ringraziano, credono che sa finito lo…spettacolo, si cambiano per uscire a cena, ma li avviso che dalle previsioni del meteo  non è finita, anzi….. ed infatti nel giro di pochi minuti arriva il fronte vero, con raffiche a 50 nodi, tutte le barche si abbattono perchè manca chi tiene la posizione a monte, e non rimane che proteggere le barche dalla banchina con parabordi e palloni  per impedire danni …

E qui, ciliegina sulla torta: arriva quello che parla greco ed italiano, con un charter, sparato a marcia indietro, nonostante  tutti gli gridino di  non ormeggiare,  sbattendo prima su un motoscafo poi sul francese e con la poppa anche in banchina….. dove  finalmente riesce a fermarsi……ma a che prezzo….. e poi se ne va a cena a terra lasciando la barca incustodita….

Io sono sempre con i motori accesi….. pari avanti mezza quasi indietro… e so che la notte sarà lunga…non posso lasciare la mia fidanzata  da sola, si deve soffrire assieme…

 

Ma che cazzate sto dicendo, soffrire….. preoccuparsi…..  sono in vacanza, potrei starmene tranquillo a terra  ed invece per colpa di qualche cogline che non sa andare in barca e rispettare alcune regole devo starmene in piedi sperando di riuscire a fronteggiare eventuali ulteriori situazioni…..

Verso le 23 a monte dell’ultimo ormeggiato sento arrivare un  motore…..un altro incosciente con un barchino di 28 piedi viene sparato in banchina, arriva di prua, ancora di poppa, la barca è piccola, leggera, lo aiutano in 4-5 persone tenendo la barca lontana da terra ma non ci riescono…., la sua fiancata struscia tutta sul charter del greco/italiano che non è a bordo, nonostante qualcuno vi salga a  bordo per tenerlo scostato, e finalmente  l’ultimo incosciente di quella notte  decide di  …scappare da terra….. e così a tutta marcia indietro, con un DIO che lo aiuta, riesce a tornare in baia pur con qualche danno …..

Ma chi glielo fa fare, dico io, ma che gente c’è sulle barche,  ma che gente va per mare, e comunque chissà quante di queste situazioni si perpetuano in queste occasioni…..

Io me ne sono stato in piedi fino alle 3, cerata e berrettino in testa, e non son stato l’unico, anche perchè non era facile dormire sottocoperta…. È stata un’opportunità per conoscere gli inglesi della barca a fianco, che poi non sono andati a cena….  mentre i francesi si sono fatti portare la pizza a bordo…..  dopo mezzanotte è tornato l’incosciente greco/italiano che si è preso un sacco di parole……

Ecco come una tranquilla giornata che doveva e avrebbe potuto trascorre in relax diventa una giornata di “ pura follia” per  colpa di qualche deficiente che crede di gestire la barca come una bicicletta, neppure come una macchina…

Mi renderò conto solo il giorno dopo che il sound of silence ha avuto qualche danno:

  • la stazione del vento Rymarine che non funziona più bene,  velocità e direzione…
  • la pompa di sentina che ha cambiato rumore,
  • il gasolio del serbatoio che sbalzato sul cielo del serbatoio stesso ha mandato in tilt il sensore del livello
  • il timone che toccando il fondo per effetto del forte vento ha bisogno di un intervento sulla vetroresina….

E  così mi sono arrabbiato, molto, sia per i problemi che sono intervenuti ma soprattutto perché con questa gente in giro e con il tempo che fa quello che vuole non mi sono più sentito libero di lasciare la barca da sola…..almeno fino a Corfu, al marina di Guvia….

 

 

Lascia un commento