Giancarlo Damigella – luglio

Il personaggio di questo mese è Giancarlo Damigella, un navigatore che dal 1975 non ha mai smesso di navigare:  trecentomila miglia di mare,  su e giù per gli oceani, un giro del mondo con il Coconasse con il quale naviga tutt’ora.

L’ho  ”raggiunto”  a Malaga dove sta svernando, e gli ho chiesto se aveva voglia di raccontarmi di se, della sua vita, della sua esperienza con il mare,  delle sue barche,  qualcosa per cui  i lettori di RTM si sarebbero ricordati di lui.

Quando scriviamo di noi e dei nostri viaggi di fatto raccontiamo noi stessi, e fra le righe il lettore può leggere quello che non è scritto, quello che le parole non esprimono,  quello che solo l’esperienza di una vita consente di capire.

Se poi “noi” parliamo di mare, di navigazione, di barche, di situazioni vissute “nel vento”, solo un altro velista, un navigatore che ha tante miglia sotto la chiglia può capirci, e nella “fotografia” che Giancarlo ha fatto della sua vita emerge la sua filosofia .

….. “ un marinaio è un po’ filosofo che scrive, perchè, come diceva Conrad, davvero dietro ad un marinaio si cela un filosofo. Realizzare i propri sogni è più facile di quanto sembri e, si, ci vuole un po’ di coraggio, ma molto meno di quanto ne serva per affrontare una quotidianità che non si ama………..

E’ molto scarno nello scrivere, essenziale, per questo integro la sua presentazione attingendo dal suo libro VIVERE A VELA uscito  quest’anno,  nel quale racconta la sua vita, un libro che si legge tutto d’un fiato e che sta incontrando i favori dei lettori, nel quale trova riscontro il messaggio che ha mandato per RTM.

Nasce a Messina, sullo stretto tra i due mari, ed il mare è stato il suo imprinting. A quattordici anni si trasferisce con la famiglia in Toscana, terra che ama molto, dove studia….per diventare commercialista. Per fortuna realizza in tempo che non è la sua rotta, e abbandona l’università poco prima della laurea. Trascorre la maggior parte della sua vita da adulto in mare, e non sentirsi galleggiare gli provoca un certo disagio, mentre in mezzo all’oceano trova la pace.

Ha avuto cinque  barche:

  • Il CBS 25, l’ultima evoluzione del famoso Piviere, una barchetta  di 7,5 m con cui si è fatto le ossa.
  • Il Serenity, un bel cabinato di 11 m con ben 8 posti, la  barca con cui ha iniziato a lavorare.
  • Il Nova Samantha, ketch di 14 mt. con linee d’acqua di Giles, con cui ha fatto la prima traversata.
  • Il Coconasse, cutter in alluminio firmato Sciarrelli, con cui ha percorso circa 200.000 miglia in 22 anni….<<” quando penso alla mia barca penso sempre al Coconasse”>>.
  • Attila 2 la sua ultima creatura, un Soleada 41 progetto Scott Kaufman, su cui vie in estate nel sud della Spagna.
  • in inverno … lo troviamo”ovviamente” ai Caraibi su un Beneteau 52, clipper di un suo caro amico.

Scrive di se: ………..“ho venduto sogni e ho fatto sognare moltissime persone, che sono venute con me negli oceani e in Mediterraneo, e questo è uno degli aspetti più gradevoli e gratificanti della  mia vita in barca e del mio lavoro, scuola di vela, di crociera e di vita.

Perchè un sogno si realizzi davvero a un certo punto bisogna guardare in faccia la realtà, e a volte può esser molto sgradevole. Un sogno può infrangersi contro la dura realtà come un’onda in coperta, ma quando accade l’acqua ritorna in maree la barca continua la sua corsa…………..

  

Quello che segue è  “dedicato” ai lettori di RTM

Scrivere un libro è sicuramente un sogno per tutti coloro che hanno avuto la fortuna di vivere una vita “sopralerighe”.

Il mio sogno era relegato nel tavolo da carteggio già da qualche anno, poi incalzato da amici e familiari ho iniziato questa bella avventura. Non è per niente facile… sono stato ore e ore bloccato davanti al computer a ricordare e raccontarmi decine e decine di esperienze ed episodi per poi scrivere poche frasi… comunque alla fine è andato in porto anche grazie all’editing e alla fiducia dell’Editore che naviga davvero: Il Frangente.

Vivere a vela è per me una filosofia di vita, in cui la vita la vivo come una grande viaggio a vela, con tanti scali programmati ed altri imprevisti, ma l’importante è ripartire sempre. Ricordo bene la prima volta che lessi Moitessier, tantissimo tempo fa, e rimasi colpito dal suo “tornare è come non essere mai partiti” e ci sono voluti molti anni e moltissime miglia per capire che era vero e aggiungere che “ripartire è forse come non essere mai tornati”.

Così mentre entro in un porto dopo una navigazione di un giorno o di trenta, il mio massimo, penso già a quando ripartirò anche se ho programmato una lunga sosta.

Quello che all’inizio credevo fosse solo un viaggio e che poi invece era la mia vita, mi ha portato a vedere e visitare centinaia e centinaia di posti in giro per il mondo e a conoscere migliaia di persone.

Non riesco a ricordare tutto e tutti… mi piacerebbe avere una memoria come quella di un computer dove posso visualizzare tutto e scegliere una cartella ed aprirla a mio piacimento… purtroppo un errore constante che ho fatto in tutto il viaggio è stato di non scrivere quasi nulla, anche le foto sono poche fino all’avvento del digitale, il mio log book è molto riassuntivo: dati meteo sempre con pressione letta dal mio barografo, miglia percorse, persone a bordo, qualche breve appunto con avarie varie vele rotte, un blue marlin pescato e qualche bella frase scritta da qualcuno dell’equipaggio.

Scrivendo queste poche righe per RTM ho pensato intensamente a quando tantissimi anni fa all’Argentario iniziai a fare scuola di vela, ero molto giovane poca esperienza e credevo di sapere, adesso ho molta esperienza ma so di non sapere (Soscrate)… quando i sogni erano ancora in embrione ma quando tutto era possibile… ho pensato sarebbe bello tornare alle origini di nuovo scuola di vela e di vita… poi ancora una traversata dell’oceano Atlantico e dopo un altro giro del mondo… ecco ancora sogni sul tavolo da carteggio, il primo il ritorno alle origini scuola di vela lo metto in cantiere subito qui in Spagna da Malaga.

Forse c’è ancora qualcuno che, attratto dalla magia della vela, desidera provare l’emozione e lo stupore della prima volta che la barca si muove in silenzio e si allontana dalla terra come una liberazione e diventa una creatura del mare… questo il primo ricordo che mi ha stregato ed anche adesso se passo un po’ di tempo senza navigare quando riparto è la stessa sensazione bellissima.

Chiudo con una frase che condivido completamente:

“Dopo l’istante magico in cui i miei occhi si sono aperti nel mare, non mi è stato più possibile vedere, pensare, vivere come prima”

J. Cousteau

Lascia un commento