La mia Grecia – ZANTE

 

Zante è proprio una bella isola. Arriviamo con un maestrale teso, che si calmerà verso sera, ed un cielo del colore del mare fino dentro al porto.

Una manovra ben fatta, un’assistenza e gentilezza che mai avevo ricevuto da autorità portuale prima d’ora, tantomeno in grecia,  ci fanno sentire a casa nostra.

L’addetto ci chiede il Transit log, compila i  documenti di transito, ci chiede 30€  per la sosta compresa  corrente, 25€ per ricaricare i serbatoi di acqua buona e potabile ( a corfu abbiamo sbagliato a prendere quella della banchina, salmastra, anche dopo la depurazione..), e poi a spasso per la cittadina.

Sul molo ci sono solo barche proprietarie, nessun charter, finalmente, e nessun italiano. La differenza fra le due classi (ah ah)  di naviganti si era notata già all’arrivo quando due persone si erano affrettate a venire a prenderci le cime a terra.

Lo stile del paese è quasi arabo, tant’è che i campanili delle chiese ortodosse sembrano da lontano dei minareti. Poche case hanno il tetto, molte solo la terrazza, e comunque molto verde, sui viali e anche lungo le strade. Nei vicoli pendono dall’alto le buganville, e ce n’era una anche di gialla, finora vista prima solo in cile.

Abbiamo visitato la cattedrale dell’isola, con all’interno le immagini di san giacinto, e molte raffigurazioni della guerra e relative stragi fra cattolici ortodossi  e turchi, che da queste parti devono averne combinate delle belle ( Otranto docet). Tutto sommato poca gente in giro, molti negozi di scarpe, molte ragazze, molti ristoranti vuoti. D’estate però deve esserci molto turismo, perché il porto che si sviluppa ad U, e relativa banchina, dove al posto delle bitte c’è una grossa catena, riserva moltissimi posti.

La sera l’amico renzo , finalmente ha potuto gustare la mia zuppa di sardine, pesce che avevamo comperato fresco la mattina ad Itaca. Pensate che lui teneva ad aprilia  un’alpa 34 come la mia, mitico Krianni, ed era un rivale accanito nelle regate di “quartiere” ,ma  dopo averla venduta  nel 2001 ci eravamo persi di vista: quando dopo 10 anni l’ho incontrato da paolo, la prima cosa che mi ha detto non è stata  ” <che piacere vederti, da tanto ti cercavo ma  non ho mai avuto tue notizie >”, bensì: “< sai che ho perso la tua ricetta della zuppa di sardine, bisogna che me la ridai…>”.

Dose per 4: Aglio abbondante , 2 cipolle, 3 carote, timo ed aromi miei, alloro, pomodoro 2 vasetti, acciuga mezzo vasetto, 6 patate, sale, peperoncino, acqua 15dl, 2 kg di sardine senza testa   zafferano, e  …buon appetito.

Non potevano mancare i dolcetti greci, al miele e mandorle e pistacchi, ed alla fine  è stata una gustosa serata.

Stamattina partenza con calma verso le strofadi, dove pensiamo di fermarci alla fonda anche la notte.

Appena lasciata la banchina  un attimo di apprensione che potrebbe trasformarsi in problema : gli strumenti non funzionano, il GPS non riceve, ma peggio nessuno degli strumenti di governo da segno di vita: mancano corrente e segnale, anche al pilota .

Il quadro centrale dava corrente, strumenti accesi ma senza il punto fornito dal GPS. È vero che si può navigare anche senza, ma non sarebbe molto igienico.

Lasciamo franco al timone e scende renzo: tester in mano, apriamo il quadro, ma tutto sembra in ordine: fusibili ok, e  non avevamo preso  mare che potesse giustificare qualche assestamento.

I tre interruttori:  GPS, elettronica autohelm e pilota automatico hanno una numerazione che si ritrova nel circuito all’interno del quadro, e renzo comincia a vedere se arriva corrente.

In corrispondenza del n° 18 , toccando le viti, vedo che ricompare il punto fornito dal GPS, e tutto si risolve: forse una vite allentata, forse un contatto, comunque tiro un sospiro di sollievo.

Avevo già in mano il cellulare per chiedere consiglio sul da farsi  a fredy, in Italia, ma per fortuna non ce n’è stato bisogno.

Eravamo ancora appena fuori dal porto, e quindi impostiamo con piacere rinnovato  la rotta verso sud ed iniziamo il trasferimento verso la nuova meta.

Ieri sera avevo preparato le carte, studiato il posto , individuato nella baia di Ormos Tavernas il possibile sito ove dar fondo, al riparo de venti da nord, ricevuto i grib, e quindi ..avanti tutta, sperando di avere un po’ di vento oltre al sole che si annuncia estivo.

Salutiamo zante, ammirando le colline verdeggianti declinare verso il mare, le villette immerse nel verde, e mi sovvengono due ricordi:

Alessandro, detto bubi, che da sempre ricerca una casetta in un’isoletta della grecia, magari nel pelonneso, sul mare, dove potersi rinfrancare dalle fatiche della vita, suonando al pianoforte la musica del mare, accompagnato dalla “me la dia”  delle onde  e dal profumo del vento. Ne abbiamo parlato spesso, addirittura si era cercato in internet, e magari qualcosa di percorribile era emerso, ma nulla di fatto si era perpetrato.

Ora, rivedendo l’isola in un momento  politico magari favorevole per chi ha due soldi da parte, e considerato che qui la vita non costa molto, non sarebbe male rivedere certi sogni…..

Franco, detto don  mimi perché a bordo fa il caffè come Don Mimi, di Torre del greco, cioè eccellente, con una tecnica che assicura una crema cha fa venire l’acquolina in bocca solo a pensarla, mi raccontava che con la moglie era venuto a fare una settimana a zante, e ne era rimasto entusiasta, tant’è che l’isola è rimasta una delle sue mete preferite, oltre al soggiorno sul soundofsilence.

Ho detto agli amici che sono con me, raccontando questi episodi, che anche a me piacerebbe avere una casetta sul mare, ma per il momento il piacere di navigare è ancora preponderante e prevalente.

Magari quando sarò più vecchio, dopo i 75 anni, potrebbe essere un obiettivo da realizzare…chissà….

ciaociao

 

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