PARENTESI LETTERARIA

Ci vorrebbe una vita dedicata solo a leggere libri, perchè da quando frequento più da vicino  l’”antro“ del Frangente vorrei “bermi” tutti quelli che sono esposti, dissetarmi con tutte le avventure  che parlano di viaggi per mare e di conseguenza  la voglia di conoscere gli autori è grande.

Antonio mi da la possibilità di leggere, di volta in volta, quelli che ritiene mi possano interessare. Così parlando del mio desiderio di affittare un catamarano alle Dhalak  gli ho riscontrato il racconto per RTM di Paolo Liberati con il quale mi piacerebbe tornare in quei posti. Al riguardo mi ha detto che conosce  Renato Marchesan che ha scritto Prua al mare, e ha frequentato in lungo e in  largo il tratto del Mar Rosso fra Port Said e l’Eritrea, oltre al Sudan. Pensando alla rubrica  “un personaggio al mese“ di RTM mi ha dato i libri di Moretti e Damigella, ai quali non ho saputo……. resistere ed ho scritto per avere un loro contributo “letterario”. La grande sorpresa è venuta dalla lettura del libro di Alex Carozzo, che  non sapevo avesse fatto il Nautico a Venezia, pur ricordandomi di lui al tempo della farmacia dei Sani, osteria di Lignano, dove d’inverno ci si radunava con gli skippers irriducibili.

Così, mi son preso la briga ( ed il gusto) di leggere il suo ultimo libro LA MIA LUNGA STORIA CON IL MARE, una lettura un po’ impegnativa perchè ogni capitolo è talmente pregno di notizie, episodi, “lezioni di navigazione” , che potrebbe essere riscritto come un libro di Arte navale, oppure in un  manuale di navigazione, o per raccontare un giro del mondo, uno dei tanti che ha fatto….

Mi sono soffermato molte volte a rileggerne alcuni passaggi, ho sentito parlare di molti personaggi che lui nomina ed ha conosciuto, da Moitessier a Gardini, e mi piace accennare in questa news del “ THE ULYSSES FACTOR”.

io non ne avevo mai sentito parlare, pur intuendone il significato,  ma avendone  lui parlato in un intero capitolo del libro, ho voluto approfondire…..

Ho trovato il libro in internet, costa parecchio ed è solo in inglese; il contesto in cui Carozzo lo introduce  mi ha fatto pensare alle sfide che l’uomo si pone, navigatori solitari e scalatori di 8.000, dove ad un certo punto della sfida ci si chiede: “ che c….. sto facendo qui? perchè siamo qui?”

La spinta a compiere imprese stupefacenti è giustificata dal fatto che ci deve essere nell’individuo uno specialissimo fattore genetico che lo spinge ad adattamenti e comportamenti straordinari, che, per quanto a prima vista indecifrabili o inutili, servono comunque alla totalità, alla razza”…….

….e nel testo “the Ulysses factor” l’autore Anderson lo identifica in “ dal sentire dello spirito all’antropologia…..

Ho pensato al Pinelli, allievo di Benedetto Croce, nostro “mentore” al Nautico, e  mi piacerebbe sapere se anche Carozzo lo ha avuto come professore , e per questo ho chiesto ad Antonio se sarà possibile parlare con lui….adesso ha 89 anni, ha appena superato il corona virus, ma se riesco ad andare a trovarlo sul Lago di Garda vi racconterò di lui….

Mi piacerebbe che mi raccontasse perchè vede in  Ulisse lo spirito dell’UOMO…… senza il corpo, senza la materia, da dove nasce lo spirito? dove alberga? …..E’ più importante la cera che  tiene in vita la fiamma o la luce che rischiara la Via?

 

ciaociao

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