Pasqua 2013

PASQUA 2021
Ciaociao, non potevo lasciar trascorrere questa ricorrenza senza  una news direttamente dai giorni di  Pasqua,  ma di qualche anno fa, nel 2013.

Eravamo  a bordo di Refola,  in Pacifico a nord di Panama, diretti verso  Porto Armuelles, al confine con il Costarica, prima di scendere verso le isole Cocos, ( stupende!!!) e queste che vi allego sono le news che ho scritto agli amici in Italia di quelle festività.

 

30 marzo – Isla Parida

E così abbiamo trascorso il Sabato Santo a terra, “ospiti” di Kees Schuller, il canadese di Toronto che opera per il Banco Espirito e che si è fermato a Chiriqui per sviluppare il suo nuovo progetto di vita: lo sviluppo di un’attività diversificata nell’ambito del turismo qui a Panama.

Oggi mi ha spiegato le motivazioni che lo hanno spinto a mollare tutto. Confidando nello sviluppo dello stato di Panama, per le opportunità finanziarie prima ed economiche poi, ha fatto venire suo padre dal Canada ed ha iniziato acquistando terreni in zone appetibili sotto il profilo turistico ed agricolo, tutte vicino all’oceano, in primis sulle pendici del vulcano Baru vicino a David.

Nell’Isola Parida ha scommesso di riuscire ad avviare l’attività turistica ex-novo, partendo da zero (nell’isola non c’era niente), ed oggi abbiamo fatto da cavie “straniere” al suo ristorante.

Aperitivo di succo di pomodoro e kiwi, antipasto di cappesante giganti ai ferri, “tacos ” messicane con verdure, pollo e formaggio, un piatto di riso e verdura, pesce jurel ai ferri marinato in una salsa cinese (lo stesso che abbiamo pescato noi, della famiglia dei trevally(ingl)), e tonno appena pescato ai ferri servito su fette di ananas ai ferri (l’ananas ai ferri intero e poi tagliato a fette e pelato dalla scorza): delicatissimo, una leccornia. Alla fine è arrivato un dolce al ginger fatto da loro, caffè o te, e birra a volontà, il tutto per 15$.

Erano venuti a prenderci con la barca-taxi sotto bordo, ed il comandante aveva chiesto il prezzo prima, per non trovare sorprese poi: Kees aveva chiesto 20$, ma il comandante ha tirato a 15$, prezzo che non trova paragoni da noi, ma qui…….tutto è possibile.

Sotto la tettoia della capanna/ristorante abbiamo avuto a disposizione internet, musica (ha messo anche l’inno d’Italia…), e la password che utilizzeremo stasera a bordo. Poi mi ha fatto vedere il legname già pronto e tagliato (gli alberi erano già stagionati a terra) per costruire la prossima nuova capanna/lodge, ho toccato con mano la solidità di questo legnami, ben più resistente del nostro teck, la canalizzazione per la nuova sorgente d’acqua per la piantagione che vuole fare, e sono rimasto veramente sbalordito dall’energia che sta sviluppando assieme ai pescatori che ha coinvolto. Lui è il loro leader, il loro manager, da soli mai avrebbero potuto fare tanto, ma sotto la sua guida vedono nascere  un nuovo  sogno, nuova energia, e sicuramente una opportunità di realizzare qualcosa di innovativo.

 

 

 

 

Ho promesso che ve ne avrei parlato, e che avrei proposto lui come referente per una vacanza molto basic nell’isola, ma sicuramente interessante. Mi ha anche detto che se amici italiani vorranno venire, lui andrà a prenderli all’aeroporto di David. Ci siamo lasciati da quest’angolo carico di energia con l’intento di rivederci, e chissà che non capiti prima del previsto.

Piccola considerazione:…..e  così, finalmente mi sono tolto la voglia di pesce, almeno per qualche giorno, e stasera potrò concedermi a due trenette aglio olio e peperoncino.

Domani, giorno di Pasqua, trasferimento a Porto Armuelles, ex porto bananiero,  ultima tappa nello stato di Panama.

Vi lascio gli estremi di Kees, per un eventuale vostro interesse a venire da lui per una vacanza alternativa o per investire nello stato di Panama:

kees-schuller@hotmail.com

facebook: kees shuller, Toronto

skipe: kees schuller

tel: 00507 6642 1103, (Isla Parida), Chiriqui, Panama

 

01 aprile, Pasquetta

Porto Armuelles

Un molo quasi fatiscente che ricorda vecchi fasti quando, porto bananiero, le navi di grossa stazza venivano a caricare banane. Poi quindici anni fa il governo ha cambiato idea, ha creato un porto poco distante sull’Oceano Atlantico, ed è stato chiuso al traffico.

Porto Armuelles è l’ultimo porto a nord dello stato di Panama, prima di entrare in Costarica, e potrebbe essere una destinazione interessante anche turisticamente: è praticata l’agricoltura, c’è uno scalo privato per il rifornimento di gasolio alle navi che non toccano Panama, appena al largo ci sono l’isola di Parida (dove siamo appena stati) ed un altro arcipelago che offrono molte opportunità di praticare la pesca sportiva. La gente è cordialissima, e altrettanto disponibile è l’autorità del porto: a questo riguardo vi racconto l’avventura che ci è capitata, per fortuna  finita bene.

 

 

 

 

Alla partenza da Colon, prima di fare il canale, era stata commessa una leggerezza (usiamo questo termine): non avevamo fatto il permesso per navigare nelle acque interne di Panama, ne avevamo fatto timbrare il passaporto in uscita, quindi eravamo passibili di sanzioni se controllati dalle autorità.

Altri amici ci avevano detto che non ci sono controlli, e pertanto pensavamo di farla franca: l’altro ieri a Parida la polizia ci aveva chiesto i documenti e per loro eravamo in ordine, ma all’arrivo qui a Porto Armuelles le cose si sono messe subito male: sale a bordo la polizia marittima e ci chiede i documenti: permesso di navigazione, visto di uscita, documento di quarantena, passaporti. Nulla era in ordine, anzi non avevamo nulla, perché il nostro visto di uscita da Panama datato 11 marzo prevedeva come destinazione Galapagos, mentre noi il 31 marzo eravamo in ben altra direzione, ed avevamo navigato venti giorni senza permesso, cosa difficile da giustificare.

Il funzionario ci chiede se vogliamo procedere subito con le visite ai vari distretti delle autorità a

terra, oppure la mattina seguente, scelta quest’ultima optata. E stamane alle 9 ci siamo recati a testa china ed in processione presso tutti gli uffici: abbiamo deciso di presentare una versione di ripiego, e cioè che causa mancanza di vento avevamo dovuto salire a nord in cerca di una depressione ed avevamo consumato gasolio, onde per cui ci siamo appoggiati a Porto Armuelles, solo per fare rifornimento e non perché fosse una destinazione del nostro percorso.

L’ufficio dell’autorità mercantile non voleva crederci, la multa era di 220$ oltre a rifare tutti i documenti mancanti, compresa l’immigrazione (per i passaporti), la visita ispettiva a bordo sia per la quarantena che per il controllo combustibili, perché in assenza di pompe una recente norma prevede che ogni carico di combustibile da terra a bordo via mare sia fatto sotto il controllo di un ispettore per garantire il regolare compimento del travaso, senza produrre inquinamento .

Si è aperto uno spiraglio quando l’autorità mercantile ha detto che eravamo la quarta imbarcazione proveniente da Panama che si presentava in tali condizioni, sprovvista di documenti, e quindi adduceva la responsabilità all’ufficio in Colon che aveva rilasciato il visto di uscita senza controllare che fossimo effettivamente in ordine ne darci il permesso di navigazione in acque interne. Ha telefonato a Colon, ha rintracciato il funzionario, ha ricevuto disposizioni “dall’alto” perché come turisti di fatto eravamo in uscita dallo stato di Panama, e ne siamo usciti con il rifacimento del permesso di navigazione e di quello di uscita con poco meno di 25$, e ci è andata di lusso.

L’ispettore per il gasolio non ha voluto niente, abbiamo fatto due viaggi con 5 taniche da 20 litri (30 galloni) su e giù con il dinghi fra il distributore e la barca all’ancora, sotto un sole cocente, e finalmente alle 14 ci siamo messi a tavola da Carlos, un personaggio simpaticissimo, che ci ha fatto mangiare divinamente.

Il comandante ed io abbiamo preso un filetto di corvina (super) e l’armatrice riso con gamberoni, mentre gli altri due ospiti hanno mangiato una pizza. Ho accompagnato il tutto con due frullati, uno di papaia ed uno di fragole freschi, che da soli mi hanno fatto dimenticare la fatica della mattina. Il tutto per meno di 55$….

Ben satolli abbiamo fatto una visita al supermercato per un piccolo rifornimento, domani andremo a David a visitare questa città, e mercoledì faremo l’uscita dallo stato di Panama, diretto verso le isole del Coco.

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