REFITTING del Sound of Silence

 I lavori procedono bene, e mi sono fatto un crono-programma ( come chiamano i politici…)  per tenere sotto controllo l’avanzamento lavori.  L’obiettivo è trasferire la barca a Monfalcone  con la sigizia del 24 giugno, sperando che in quei giorni la marea sia favorevole sull’Aussa….

In questi giorni sono arrivate le valvole che avevo ordinato, e per sicurezza di aver preso quelle giuste ho parlato con il titolare della Mestrini, che mi ha spiegato la differenza fra i vari tipi di valvole di loro produzione, in particolare mi interessava  la  composizione di quelle in ottone anticorrosione (CR) che ho preso.

Un punto dolente è stata la ricerca dei rivetti in alluminio ( testa e chiodo) anodizzati per fissare la rotaia del tangone all’albero: sono attrezzature in alluminio, e i rivetti devono essere per forza in alluminio possibilmente anodizzato  e/o monel per evitare corrosioni…;   ho telefonato a mezza Italia, ed ho scoperto che sono praticamente introvabili, ci sono solo 2 ditte che li fanno, solo di colore  nero ( una è la FAR di Bologna)   mentre quelli in monel ( pure quasi introvabili) li ho trovati alla nautica Sail Point ad Aprilia Marittima, unico store fornitissimo.

E per finire l’ultima notizia tecnica è stata l’informazione che per pulire l’incrostazione del calcare e del sale sulle masse in chiglia si può usare l’acido ossalico, assicurandosi di utilizzarlo con le dovute cautele: mascherina e guanti per darlo con il pennello sulle superfici interessate.

Il prossimo intervento sarà la pulizia della catena, rinfrescare le tacche ogni 10 metri  e sostituzione dell’ultima maglia prima dell’ancora….  Io adopero il colore  che si usa in marina, cioè il bianco, pitturandole un tratto ogni 10 metri ( non 25 come per le navi)  aumentando un tratto ad ogni decina; così ai 10 metri un tratto bianco, a 20 due tratti bianchi e così via, mentre da 50 inserisco un tratto rosso, a 60 un tratto rosso ed uno bianco, a 70 uno rosso e 2 bianchi…. non capisco come molti  velisti adottino un colore diverso ad ogni decina,  e mi chiedo come facciano a ricorderselo, soprattutto se all’ancora poi vanno gli ospiti….

 

 

1 Response

  1. Ruggiero Ascione ha detto:

    Semplice, con una tabella colori all’interno del gavone dell’ancora.
    Personalmente con lo stesso colore mi perdo.

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