La barca a vela che sbanda fino a quando è sicura?
di Maurizio Anzillotti

Una barca a vela può sbandare sino ad avere il pozzetto in acqua, ma come si molleranno le scotte delle vele questa tornerà in posizione
Una barca a vela può sbandare molto senza essere in pericolo. Il rischio nasce quando entra acqua a bordo o l’equipaggio non è in sicurezza.
Una barca a vela, quando sbanda, è sicura? È una domanda che prima o poi si fanno tutti i velisti, nessuno escluso. Dopo il naufragio del Bayesian, il Perini di 56 metri affondato nella baia di Porticello nell’agosto del 2024, il tema è diventato ancora più attuale.
Il Bayesian non è affondato perché in baia ci fosse una burrasca eccezionale. C’era maltempo, ma nulla che potesse essere definito catastrofico. Tra le cause dell’affondamento, però, c’è certamente il fatto che la nave, spinta dal vento mentre era a secco di tela e ferma in rada, sia arrivata a uno sbandamento superiore all’angolo di non ritorno, cioè oltre quel punto in cui lo scafo non riesce più a tornare in posizione verticale.
Lo sbandamento come possibile concausa dell’affondamento è finito su tutti i media e in molti si sono chiesti: se una barca grande come il Bayesian può affondare stando ferma in rada perché sbanda troppo, cosa può accadere a una barca più piccola?
Da questo punto di vista, però, il Bayesian era molto più delicato di una normale barca a vela da diporto, di quelle che usiamo noi velisti.

La coppia raddrizzante di una barca è costituita dal baricentro e dal centro di spinta dello scafo. Più questi si allontanano tra di loro, più la coppia è potente. Come si vede nell’ultima immagine a destra, anche quando il pozzetto ormai è sott’acqua, la coppia rimane molto forte. In quel momento se si mollano le scotte, la barca ancora torna in piedi
Perché una barca a vela sbanda
Gli elementi che determinano la stabilità di una barca sono molti: la distribuzione dei carichi, le sovrastrutture, il pescaggio, la carena. Ma al di là dei carichi, che dipendono molto anche dallo skipper e da come vengono distribuiti, è il progetto a fare la differenza.
È a livello progettuale che si stabilisce quanto la barca deve sbandare. Il progettista di una barca da crociera, come può essere un Oceanis 40.1, stabilisce che la barca non debba sbandare velocemente né eccessivamente. Quindi disegnerà una deriva più contenuta, un piano velico meno importante di quello di una performance e una carena che tenda a spostarsi di lato più che a sbandare.
Quando si è in mare, però, queste informazioni servono a poco. L’unica cosa che si vuole sapere è fino a quando la barca è sicura, quanto può sbandare prima di diventare pericolosa.
Quando andate di bolina e i vostri amici meno esperti si innervosiscono perché la barca è molto sbandata, la falchetta sfiora l’acqua e stare in piedi diventa difficile, con tutta probabilità l’angolo di sbandamento non supera i 23 gradi.
Se si considera che la massima coppia di raddrizzamento di una barca a vela si raggiunge, in media, intorno ai 65-70 gradi di sbandamento, si capisce che quando una barca naviga con la falchetta in acqua non è affatto vicina al punto di capovolgimento.

Un attuale Oceanis 40.1, dal punto di vista dello sbandamento, è molto più sicuro di quanto fosse stato il Bayesian
Per rifarci al discorso del Bayesian e capire quanto quella barca fosse più pericolosa di un comune Oceanis 40.1, si consideri che se per l’Oceanis la coppia massima si raggiunge a 70 gradi, per il Bayesian a 70 gradi, meglio 74 gradi di sbandamento, si raggiungeva il punto di non ritorno, ovvero la coppia si annullava e la barca perdeva la sua capacità di tornare in posizione eretta. Vi chiederete: ma com’è possibile che una barca che costa 160 milioni di euro a nuovo sia più pericolosa di una barca che costa 200.000 euro? Eppure è così. Il discorso è molto lungo e complesso e prima o poi lo affronteremo sulle pagine di SVN.
Con la falchetta in acqua la barca non è in pericolo, ma naviga male
Quando la barca naviga con la falchetta in acqua, quindi, non è in pericolo, non sta per scuffiare. Però qualche problema c’è: la barca naviga male.
Una barca a vela non è progettata per avanzare appoggiata sul bordo libero. È disegnata per navigare sulla carena. Lo si capisce facilmente osservando il comportamento della barca.
Quando siamo molto sbandati, il timone diventa duro; su alcune barche bisogna aiutarsi spingendo con i piedi sulle razze della ruota per riuscire a governare. La barca rallenta, sembra pesante e dà la sensazione di essere poco reattiva.
Basta prendere una mano di terzaroli e tutto cambia. Il timone torna leggero, il rumore dell’acqua sotto lo scafo diventa più regolare, la barca accelera e la navigazione torna piacevole.
La barca con la falchetta in acqua, quindi, naviga male, ma non per questo è in pericolo.

La barca ha straorzato e si sta sdraiando sul mare
Quando lo sbandamento diventa davvero pericoloso
Torniamo allora alla domanda del titolo: fino a quando è sicura una barca a vela che sbanda?
Una barca a vela è sicura anche con livelli di sbandamento molto elevati. Se per sicura intendiamo fino a quando la barca può sbandare senza capovolgersi, la risposta è semplice: l’albero può arrivare a sdraiarsi sull’acqua e, appena si mollano le scotte delle vele, la barca torna in posizione eretta. Se invece vogliamo vedere il quadro generale, allora possiamo dire che la barca è sicura fin tanto che non carica acqua.
Parliamo di tanta acqua, migliaia di litri.
Se sbandando la barca carica molta acqua, il suo equilibrio può cambiare e questo le può impedire di tornare in posizione, facendo sì che l’acqua continui a entrare. A quel punto la barca è in serio pericolo.
Ma che cosa c’entra lo sbandamento con il fatto che entri acqua a bordo?
Se il vento è forte e ho troppa tela a riva, è possibile che la barca strapoggi o straorzi. In entrambi i casi sbanderà violentemente e potrebbe mettere una metà del pozzetto in acqua.
A quel punto, se il tambuccio o i passauomo sono aperti, la barca si potrebbe allagare.
Se il randista è veloce nel mollare la scotta e far raddrizzare la barca, riporteremo qualche danno ai divani e ci troveremo con le sentine piene d’acqua.
Ma se è lento, cade, perde la scotta o in qualche modo non riesce a mollare, la barca potrebbe caricare tanta acqua che, quando il randista riuscirà a mollare la randa, non le permetterà più di tornare in posizione eretta.
La risposta alla domanda è quindi questa: la barca è sicura fin tanto che noi la teniamo in sicurezza.
Quando c’è vento forte e mare formato, spesso si vedono barche con tutti gli oblò chiusi e le prese a mare chiuse, ma con il tambuccio aperto. Il tambuccio, specialmente oggi nelle barche moderne, è molto grande. Se quando è aperto viene immerso, riesce a far entrare migliaia di litri d’acqua in pochi secondi.
Perciò, se decido di chiudere i passauomo e gli oblò, devo chiudere anche il tambuccio.
Equipaggio, terzaroli e prudenza
L’altro elemento di rischio è l’equipaggio. Se una barca sbanda di 22-25 gradi, reggersi in piedi non è facile, ma ci si riesce. Ci si puntella con i piedi e si trova la posizione giusta.
Ma se la barca sbanda di 45-50 gradi, la situazione cambia: stare in piedi diventa molto difficile e le possibilità di cadere in acqua sono molte.
Quindi, se prevedo di fare un bordo di bolina con mare formato, molto vento e tanta tela a riva, devo far indossare i giubbotti salvagente e le cinture di sicurezza assicurate alla barca.
Con queste due precauzioni, la barca può sbandare quanto vuole, ma rimane in sicurezza.
In conclusione possiamo dire che una barca ben portata, portata con prudenza, anche se sbanda non è mai pericolosa.
Portare la barca con prudenza significa prendere i terzaroli poco prima che sia necessario e assicurarsi che la barca sia preparata per affrontare le condizioni di mare e di vento in cui voglio navigare.
