Andiamo in Egeo 10: da Limnos a Lesbo a Samos

C’ero anch’io

Un salvagente rosso, una camera d’aria nera che galleggia in mezzo al mare, un gommone sgonfio sugli scogli, pacchi avvolti nella plastica gonfi d’acqua sulla riva

C’ero anch’io

Fischi, urla, grida, un gommone traboccante di esseri umani alla deriva davanti a Petra, sul canale fra la Turchia e Lesvos, una vedetta greca che poco distante attende……un epilogo scontato

C’ero anch’io

Sulla riva a Mitilini, in mezzo a salvagenti rossi e tubolari neri alcuni profughi stanno prendendo terra: sono stremati, tutti guardano ma nessuno li aiuta, nessuno

C’ero anch’io

Prima di Oinoussa, sulla costa Turca, un assembramento sulla riva: un gommone nero, carico di persone nere, si stacca alla riva grondante di profughi e  velocemente si dirige verso il sogno di libertà: uno cade in acqua, l’hanno già perso, almeno per il momento, e da lontano è solo un punto nero,  anche se c’e’ il sole…

Lungo la nostra rotta incontriamo gommoni sgonfi, barchini capovolti e tante, tante camere d’aria rotonde che galleggiano alla deriva: sembra che sia passata una tromba marina, o uno tzunami.

Noi stiamo navigando sotto costa, e dopo gli avvertimenti di Sergio, che ci aveva spiegato che in caso di incontri con profughi in mare era preferibile non prenderli a bordo, ed invece chiamare sul canale 16 le autorità greche o turche, stiamo sul chi va la, specie dopo la scena del giorno prima richiamata poco sopra. Dopo un promontorio, dove alcuni operai stavano lavorando con mezzi meccanici, vediamo una spiaggia con delle persone raggruppate, e mi viene da pensare che potrebbero essere dei profughi che tentano di lasciare la Turchia verso la Grecia. Ad un tratto  quando noi eravamo al traverso, il gommone si stacca da terra, dirigendosi velocemente verso di noi; vorranno salire a bordo ? Vorranno impedirci di continuare sulla nostra rotta? Sono in tanti, come faremo a prenderli tutti? In questo caso non hai tempo di pensare, e la reazione immediata è stata di evitare il contatto: giro la prua di 90° verso il largo, aumento al massimo i giri del motore, sperando di distanziarmi dal gommone, e aspetto di vedere cosa succederà. Realizzo che non è possibile fare alcunché, sono preda degli eventi, il loro gommone corre più di noi, la distanza diminuisce ma aumentano i gradi  del loro rilevamento, ed in pochi minuti capisco che il loro obiettivo non siamo noi: forse è una nave che sta passando poco distante, forse la costa di Kyos a 10 miglia….insomma, incidente evitato.

Ma non è finita, perché poche miglia più avanti incontriamo un rimorchiatore con una gru posacavi che ci viene incontro, in uno specchio di mare con decine di palloni gialli in doppia fila, mentre un altro rimorchiatore a circa due/tre miglia sta lavorando. Considerato che siamo sul confine fra Grecia e Turchia, e sapendo che a terra su altri confini stanno costruendo il muro, mi viene da pensare che stiano posando cavi e palloni con reti a pelo d’acqua per impedire il transito da un lato all’altro del canale, largo solo alcune miglia. Intanto mentre il gommone di prima sparisce all’orizzonte,  vicino  a terra vediamo altri enormi palloni, una serie di vasche ed un silos, e realizzo che i Turchi stanno predisponendo un enorme allevamento ittico, su un  fronte di mare di almeno tre miglia…..business è business, a pochi metri dal gioco della vita, si, perché ormai  la vita è una roulette russa

Non vi nascondo che sono stato perplesso, perché gli avvenimenti e le sopravvenute novità degli ultimi due giorni già mi avevano costretto ad una buona dose di autocontrollo, e non volevo trovarmi a gestire nuove situazioni; ma non c’è tempo per l’apprensione, qui a bordo comandano la barca, il mare ed il tempo, e bisogna pensare a domani.

 

Mercoledì 29 luglio

Arrivo a Lesbos sotto un sole cocente, con gli occhi ancora pieni di ciò che abbiamo vissuto in diretta anche solo pochi minuti prima e che vi ho raccontato sopra .

Mi aspetta una brutta sorpresa, la gru del marina non alza pesi sopra le 12 tonnellate, e devo rinunciare alla sosta invernale a Mitilini. Se me lo avessero detto prima, quando avevo preso contatti inviando i dati della barca, avrei evitato di fare programmi egei, e così devo velocemente prendere una decisione: o lasciarla in acqua tutto l’inverno, o cambiare isola, Leros o Kios, dove mi dicono esserci posto. Ma non è la stessa cosa, a me piaceva l’idea di stare a Lesbos, di fare soste nell’isola e frequentarla, e dopo un breve consulto con me stesso decido: tornerò a casa, riprendendo il programma alternativo che comunque avevo preso in considerazione prima di partire. Dopo Samos acompagnerò Franco a Kios, poi in settembre piano piano attraverserò l’Egeo toccando isole che non ho ancora fatto, fra le quali Astipalia e Milos, per risalire in ottobre presumibilmente dal Peloponneso, con un vento favorevole, oppure,in alternativa, da Corinto.

E così cambiano i programmi, ci si da una mossa a bordo, Davide si curerà tutti i lavori invernali, e l’anno prossimo vedremo che si farà, sicuramente si vivrà…..

Ripartiamo in fretta da Mitilini, andiamo a dormire in una bella baia a sud di Lesbos, ad Agios Ermogenis, proseguiamo la mattina presto per Samos con una sosta notturna a Kamari, una baia protettissima, a sud di Kios, e  venerdi  tardo pomeriggio arriviamo a Pitagorico, con una veleggiata finale con 25 nodi di vento.

In pochi giorni abbiamo sceso metà Egeo, dalla Calcidia a Samos, e prima della fine dell’estate mi farò anche l’altra metà…..spero senza troppo motore, come mi è accaduto questa volta.

Le previsioni danno in arrivo una settimana di meltemi forte, beaufort 7, e non sarebbe igienico essere per mare con questi presupposti, ed è per questo che ho accelerato la discesa a Samos dove abbiamo l’appuntamento del 6 agosto…

 

Sabato 1 agosto

Finalmente sono riuscito a ricucire lo strappo con le news….e spero di non avervi annoiato.

Siamo alla fonda davanti a Pitagorio, Franco e Dhavid sono a terra a fare spesa, io controllo….la situazione. Qui in rada fa molto caldo ma per fortuna c’è vento, appena fuori il meltemi è forte, c’è chi viene e chi va, ma senza fretta: qui si può stare senza problemi, ben ridossati.

Andremo in banchina lunedì o martedì, prima faremo il pieno di gasolio a Samos Marina, e giovedì cambio di guardia: Dhavid ci lascia per tre settimane e ritornerà il 25 agosto.

Forse scriverò poco prossimamente, darò qualche news in lista, spero di incontrare Toni Coppi a Leros, e magari qualche altro amico che si è perso da queste parti.

 

Martedì 4 agosto

Fa un caldo pazzesco. Per fortuna c’è acqua a volontà, e mai come adesso apprezzo il frigorifero funzionante, i pannelli solari che danno energia alle batterie e il depuratore/igienizzatore   che mi permettere di avere sempre acqua potabile a volontà senza doverla comperare.

La celletta del frigo mi crea ghiaccio per una discreta scorta di aperitivi, ed è una grande comodità, quasi un lusso…..anche senza il congelatore. Con i pannelli e la garanzia di avere le batterie servizi sempre cariche  (o quasi) tengo la piastra a 24V sempre accesa e mi tiene una bassa temperatura che impostata al massimo mi congela tutto ciò che è nella cella. Con motore acceso accendo anche il frigoboat, e specie quando riempio tutti gli spazi (nel pozzetto, bottiglie, e nei cassettoni frutta e verdura) con le due piastre accese contemporaneamente, con l’accortezza di tenere una decina di bottiglie d’acqua nel frigo che mi fanno da batteria del freddo, ho un’autonomia quasi senza limiti, anche perchè nei giorni le riserve vanno in …riserva.

Il depuratore della eSpring – Amway installato grazie anche all’insistenza dell’amico  Dieter ha portato un grande beneficio allo spazio ( non devo più tenere una riserva consistente di bottiglie d’acqua), alla tasca ( l’investimento rientra in poco più di un anno di crociere) e al fisico ( non si deve più trasportare un centinaio di bottiglie alla settimana dal supermercato alla barca), oltre ad evitare l’eliminazione settimanale di altrettanti vuoti di plastica.

Però l’investimento più importante degli ultimi anni,sono stati i 4 pannelli flessibili da 75W,  e considerato che sopra il bimini ho ancora uno spazio libero aggiungerò un ulteriore pannello per sfruttare al massimo la disponibilità offerta dal telo; a questo proposito devo rinnovare i complimenti sia ad Alessandro che ad Eva/Magic  che mi hanno permesso di realizzare  questa soluzione.

 

i capi-banchina

I capo-banchina li ho trovati a  Skiros e a Samos, tutti e due con la motoretta, una però moderna a tre ruote, elettrica, l’altra une vecchia vespa 150 bianca.

Sono due macchiette, due personaggi che già si impongono all’attenzione di chi arriva perché monopolizzano l’attenzione di tutta la banchina, con gesti plateali per indicare il posto di ormeggio.

Non fanno niente di particolare, se non riscuotere la fattura ed indicare il posto di ormeggio, ma sembra che facciano tutto loro:

Di buono c’è che tengono ordine riscuotono un modesto…. obolo, 10€ a samos compresi acqua e corrente,  e 15 a Skiros, con uso dei bagni e docce pulitissime con musica ed acqua calda, con in più WF che però non ha potenza sufficiente .

Dovreste vederli, scorazzano su e giù  per la banchina, sempre avanti e indietro, parlano con tutti senza …dire niente…. e quando non sono in piedi sono seduti al bar.

Si sentono i capi del porto, ed in effetti un po’ lo sono con la differenza che il loro incarico è stato affidato dal comune e quindi non hanno alcuna autorità istituzionale sui diportisti, solo la delega ad incassare ed emettere fattura per conto del comune.

La gente del posto un po’ li prende in giro, ma alla fine sono diventati parte dell’atmosfera che si vive  in banchina.

I capo-banchina li ho trovati a  Skiros e a Samos, tutti e due con la motoretta, una però moderna a tre ruote, elettrica, l’altra une vecchia vespa 150 bianca.

Sono due macchiette, due personaggi che già si impongono all’attenzione di chi arriva perché monopolizzano l’attenzione di tutta la banchina, con gesti plateali per indicare il posto di ormeggio.

Non fanno niente di particolare, se non riscuotere la fattura ed indicare il posto di ormeggio, ma sembra che facciano tutto loro:

Di buono c’è che tengono ordine riscuotono un modesto…. obolo, 10€ a samos compresi acqua e corrente,  e 15 a Skiros, con uso dei bagni e docce pulitissime con musica ed acqua calda, con in più WF che però non ha potenza sufficiente .

Dovreste vederli, scorazzano su e giù  per la banchina, sempre avanti e indietro, parlano con tutti senza …dire niente…. e quando non sono in piedi sono seduti al bar.

Si sentono i capi del porto, ed in effetti un po’ lo sono con la differenza che il loro incarico è stato affidato dal comune e quindi non hanno alcuna autorità istituzionale sui diportisti, solo la delega ad incassare ed emettere fattura per conto del comune.

La gente del posto un po’ li prende in giro, ma alla fine sono diventati parte dell’atmosfera che si vive  in banchina.

 

6 agosto

Sono arrivati, i tanto attesi ospiti per le vacanze, ospiti amici, logicamente, e con loro sono trascorse quasi tre settimane, girovagando fra Samos, Agatunisi, Arky, Lipsi  e Patmos.

È un percorso semplice, trasferimenti al massimo di 20 miglia, con ridossi affidabili, soprattutto con un mare bellissimo. Le condizioni meteo sono state buone, a parte i primi giorni che ci hanno dato il benvenuto con baie piene di barche  e la prima notte con  tre temporali che mi hanno costretto a stare in piedi fino alle tre, e gli ultimi a Samos, dove il meltemi si è impegnato a soffiare ad oltre 30 nodi in porto…ne abbiamo approfittati per girare l’isola, che offre angoli inaspettati, dove si respira l’aria della Grecia “congelata” nel tempo, come nel paesino di Kalithea. Si trova all’estremo lato ovest dell’isola, in montagna a picco sul mare.  Lo avevo adocchiato dalla barca arrivando a Samos da Kios, perché dal verde dei boschi spiccava una grande chiesa bianca che faceva da chioccia ad alcune casette, e mi ero ripromesso di raggiungerlo una volta a terra. La strada si inerpica lungo il costone della montagna, con qualche strapiombo non protetto che si affaccia sulle Furni ed Ikaria, con alberi di fichi che invitano a fermarsi ( qualche tappa è obbligatoria) e  si arriva in un paesino dimenticato da Dio,  con una unica stradina che attraversa il paese dove  una macchina  passa a stento, e dove il tempo si è fermato.

Un bar sulla strada, una combriccola di persone, quasi tutte donne, che bevono Uzo come aperitivo,  l’ombra dei gelsi che con i loro rami e foglie  riparano dal sole, una vista incantevole su Ikaria, il mare increspato di ochette giù in basso, una pace che concilia lo spirito. Parcheggio in un fazzoletto su uno strapiombo,  “copiamo”  anche noi l’Uzo ( 4 uzo 6€……compresi 4 bocconcini di contorno) e ci lasciamo perdere fra le mura imbiancate del paese.

Le stradine solo pedonali sono così strette che il sole non arriva a terra…..e riusciamo persino a perderci perché la chiesa, purtroppo chiusa, che costituiva la nostra meta, era incastonata fra le case, quasi introvabile al primo tentativo. Il 15 agosto qui c’è la festa della madonna, e su Youtube alcuni filmati ripropongono la capacità attrattiva che ha questo luogo.

Credo che nelle isole, un po’ come nel nostro Sud, le ricorrenze siano sempre un motivo di festa grande, dove tutto si riconduce alla solita processione, abbuffata in piazza con canti e danze popolari.

Quasi ogni anno a ferragosto siamo stati ci siamo trovati in un’isola, ed è sempre stata la stessa atmosfera: aria di festa, i paesani che si danno da fare per i banchetti e pitturare di bianco le strade (solo in Grecia accade..)  ed il palco per la musica….che poi si diffonderà ad alto volume fino a mattina. Grecia da vivere, un po’ come nel film Mediterraneo……e da riproporre a noi, lasciando a casa in Italia stili di vita non più adeguati ad un sentire più semplice e più vero.

 

Arky, Lipsy,  Marathos, Agatunisi, Furni, costituiscono un angolo dell’Egeo veramente unico: panorami  caraibici, uno per tutti lo scoglio di Aspronisia, a NE di Lipsy, con una spiaggia di sabbia bianca che risplende sul blu del mare sotto un sole accecante, fondali di pochi metri che emergono sotto la chiglia con  sfumature dell’acqua che passano dal blu, all’azzurro, indaco, violetto…..un mare da bere…..

Le baie sono protette, specie a Lipsy,  purtroppo molto frequentate sotto ferragosto, ma c’è posto per tutti, anche dando fondo in mezzo alla baia, come faccio io, con due ancore, in modo da essere tranquilli la sera e la notte quando con il naso all’insù guardiamo le stelle cadenti perforare la volta celeste.

 

Previsioni meteo

Il sito weather track, che sembra disponibile solo su Ipad, è stato il vero riferimento per pianificare  gli spostamenti . Non lo avevo mai usato, e l’app fornisce i trend sia con immagini a colore che con grafici per pressione, vento, precipitazioni, nuvolosità, temperatura dell’aria, altezza delle onde e Cape (j/kg, parametro per i temporali). Io ho impostato  le previsioni di 3 ore in 3 ore, e mi sono trovato bene, e spero di confermarlo a fine crociera.

Non sono però riuscito a prevedere …il salto di un giorno, e così a Samos abbiamo allungato la nostra vita di 24 ore: altro che il giro del mondo in 80 gg, si puo’ perdere la cognizione del tempo anche nell’arco di 3 settimane. È capitato a noi, perché dopo il 15 agosto in virtù di uno spostamento di baia anticipato, a causa dell’arrivo del  meltemi, previsioni poi riviste in miglioramento di un giorno, abbiamo continuato a pensare alle date del programma iniziale. E così, convinti di aver goduto un giorno in più in rada, con una sosta “regalata“ ad Agatunisi, siamo arrivati  a Samos sabato pomeriggio. In previsione di girare l’isola siamo andati a  prenotare la macchina , ma con nostra sorpresa veniamo a sapere che era venerdì e non sabato.

Sorpresa, stupore, l’abbiamo buttata in ridere, perché alla fine ci siamo allungati la vita di un giorno, un sabato da …leoni……

 

 

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