Andiamo in Egeo 5: l’Eubea

 

Venerdi 19 giugno

Nel marina di Khalkis ci sono pontili gestiti dall’autorità del porto e pontili dei club locali: nelle precedenti “visite” il club era stato disponibile ad ospitare qualche transito, e ci contavo anche quest’anno, ma purtroppo non è stato possibile e così mi hanno dirottato alla banchina del porto principale dove le autorità hanno reso disponibile una “red line” per il transito. Con questo scamotage si può rimanere una notte, e ne ho approfittato per tirare un po’ il fiato, ormeggiato in massima sicurezza, anche perché sapevo che il maltempo  non era finito (la notte diluvierà per 4 ore). Faccio in tempo ad andare alla Vodafone dove insisto per sapere come mai le carte SIM prepagate ed installate sull’IPAD non mi consentono né di utilizzare l’HOT SPOT nè di collegarmi ad alcuni siti, e la risposta è sempre la stessa: dipende dal PC  e non da Vodafone Gr, anche se alla fine sembra che solo con una SIM a contratto  e non con una prepagata sia possibile ottenere certi collegamenti. Per avere la carta in abbonamento però bisogna avere il codice fiscale greco, che hanno solo i residenti, e quindi…ciccia… Mi sembra impossibile che non ci siano soluzioni, anche perché gli anni precedenti mi collegavo con il PC in internet, e non avevo problemi, e comunque anche questo tentativo mi ha lasciato l’amaro in bocca.  Rientrando in barca passo a salutare “ l’autorità del porto” che mi ha concesso di rimanere la notte, e parlando del più e del meno con il responsabile mi racconta dei problemi della Grecia, della mancanza di sensibilità dell’Europa, ma anche della rigidità della Vodafone nel gestire il servizio, e mi suggerisce di passare la mattina seguente da Cosmotel dove lui conosceva un tecnico che forse mi avrebbe aiutato.

Detto fatto mi riprometto di tentare la mattina seguente, dopo aver trovato posto in marina. E così, dopo una dormita solenne (alle 9 ero già in branda, cotto a puntino), venerdì  mi accingo smaltire la burocrazia: trovo il posto in marina, concordo il passaggio del ponte martedi notte, trovo le risposte dal tecnico Cosmotel (è un problema della prepagata che non supporta  hot spot) , per cui mi adeguo a Vodafone GR e compero un’altra SIM da 10€ da usare solo con il PC ; trovo anche l’olio sintetico 15W-40 per il motore, il filo per il salpa-ancora, prenoto la macchina per 2 gg e finalmente mi concedo il relax: per qualche giorno non penserò nè al meteo nè alla navigazione, ma mi godrò Khalkis e l’Eubea  …vista da terra….

La sera una cena di pesce lungo il canale non ce la toglie nessuno, alle 23.40 presenziamo  all’apertura del ponte, vediamo passare anche gli inglesi di Bufalo, e al rientro assistiamo alla caccia ai cefaletti dal pontile da parte dei gatti: ci deve essere qualche preda grossa che va a caccia ed il pesce più piccolo per sfuggire ai predatori spicca dei salti da record (come i pesci volanti in Oceano) ed immancabilmente spesso finisce proprio sul pontile o in coperta sulle barche o sui dinghi in acqua; ne ho visti almeno 5, e per capire che pesce fosse ne ho carpito uno ad un gatto:  cefaletti da etto, un bel boccone non solo per i gatti, basta  organizzarsi… altro che pesca alla traina….

Sabato 20 giugno

Che bello starsene a bighellonare lungo le strade di Khalkis: ritrovo il pescivendolo, dove prendo un paio di cefali da sfilettare, il fruttivendolo con le albicocche del campo, piccole, non certo belle, ma gustosissime, il panificio con il buon pane integrale e le focaccine croccanti salate, i negozi di dolci che ti invitano ad entrare, ed infine il via vai di persone che non fanno pensare ad una Grecia in crisi. Mi dispiace un po’ non essere a casa, sarebbe il tempo della marmellata di ciliegie, e magari anche di albicocche, ma mentre le prime me le procura Massimo direttamente dal contadino, per le albicocche non c’è più storia: di buone non ce ne sono in giro, a meno di conoscere qualcuno che abbia l’albero sotto casa. E così è più facile mangiare frutta e verdura  fresca e buona comperandola nelle isole qui in Grecia, dove la catena del consumo  è molto corta, piuttosto che nei supermercati in Italia che difficilmente possono assicurare queste performances.

Sabato ho definito e risolto   il problema della vela: all’Hannibal Marco e Mauro hanno recuperato lo Yankee, piegato, pesato, insaccato e impacchettato (90x35x30)x 25Kg, Gianmatteo ha trovato con DHL la soluzione da Verona a Limnos via Atene, Carlo R. mi porta il sacco da Monfalcone a Verona, e nel giro di una decina di giorni il pacco dovrebbe arrivare a destinazione, grazie alla collaborazione di questi amici preziosi: pensate che c’era già l’alternativa pronta per la spedizione da Udine……come si fa a non credere nell’amicizia? È comunque questo un capitolo a parte, forse difficile da trattare con le news, anche se fra velisti ho sempre trovato grande aiuto e significative testimonianze. Ricordo uno per tutti Mauro Levrini che ha tradotto il manuale SOB dall’inglese in Italiano mantenendo l’impaginazione con le foto originali, e che spero  abbia trovato il contatto in Digital per un aspetto commerciale.

Domattina con David andremo in gita: vorrei vedere il marina di Artaki che mi hanno detto essere molto valido, a sole 5 miglia a Nord  di Khalkis, passare da Psaropouli, a NNE  dell’isola, un porticciolo dove vorrei andare ad ormeggiarmi salendo verso le Sporadi, ed infine  rivedere un po’ l’interno dell’isola.

 

Domenica  21  giugno

Una polo con 120Km, nuova di pallino, tutta per noi per due giorni. L’ho presa ieri sera alle 19, e stamane alle 9.30 eravamo già in giro per la città. Ci credete se vi dico che ho impiegato quasi mezz’ora e cercare la strada di uscita? Un vero dedalo di stradine a senso unico, strette, con auto parcheggiate da un lato e dall’altro, per di più in salita e discesa che riconducono sempre allo stesso punto, fra case mal messe, e ci si è messo anche un camion della nettezza urbana, i cui operai raccoglievano i sacchetti delle  immondizie con le mani nude….,  Infine ho imboccato un senso unico all’incontrario, e così mi sono difeso da una viabilità impietosa verso gli stranieri ( le scritte sono in greco…), e pur attirandomi gli improperi di un tassista sono riuscito ad imboccare l’unica  strada verso Nord.

Artaki: una piacevole sorpresa con un bel porto sia per i pescherecci  che per  le imbarcazioni da diporto, profondo a sufficienza anche per barche grosse….un mulino con le pale azzurre fa da richiamo turistico, e potrebbe essere una sosta alternativa a Khalkis per il ritorno verso Sud prima di fare il ponte a levatoio. Anche qui ad Artaki è difficile orientarsi,  tutte strade a senso unico,  da una parte il mare e dall’altra un’unica arteria che si dirama in più direzioni, e senza indicazioni stradali leggibili è un po’ difficile orientarsi, tant’è che se non avessi avuto l’Ipad con gps e mappe forse sarei ancora in giro per le montagne dell’Eubea . Le strade sono tutto un saliscendi, piuttosto strette, tortuose, da rally, ed infatti molti motociclisti forse provenienti da Atene ci superano a gruppi rombando ed affrontando le curve pancia a terra…..che ricordi , quando avevo la Laverda 750SF…..si partiva il sabato pomeriggio da Berti, a  Bassano del Grappa e si andava a provare su e giù per il monte Grappa, per poi la domenica fare un gran giro, almeno 200 Km, rombando su quelle meravigliose macchine a due ruote: c’erano le Guzzi 750, la California, la Triunph, la Cavasaki, la Ducati, ed eravamo padroni della strada: anni 70……..

Tornando all’Eubea, dove non c’è bosco la terra è  ben coltivata, e lungo la strada molte bancarelle espongono i prodotti a Km.0….c’è di tutto, e se potessi mi fermerei a fare man bassa: aglio fresco, pomodori, peperoni, melanzane, cipolle, fagiolini, zucchine, cetrioli, e poi ciliegie, albicocche, meloni  ed angurie dal campo; ho gli occhi più grandi della pancia, lo so, ed allora aspetto per fare cambusa martedì mattina, prima di partire.

Impiego due ore per arrivare a Psaropouli, che riconosco sulla mappa grazie al porticciolo costruito con i soldi della comunità europea, e conto di venirci fra qualche giorno: ci arrivo per una strada sterrata, quasi franata, che scende dall’arteria principale attraverso il bosco, per spuntare in riva al mare, dove purtroppo abbondano i rifiuti portati dalle mareggiate del meltemi. Nonostante tutto Il contesto è piacevole, una spiaggia di sassi lunga almeno 3 Km che termina in un borgo pedonale, le docce direttamente vicino all’acqua, pochi bar sulla spiaggia e due trattorie con i tavoli davanti al  mare, invitanti ….sembra di tornare indietro di 50 anni in Italia, quando il turismo doveva ancora iniziare. Ricordavo questo posto che già tre anni fa mi aveva colpito, ci ero venuto con Bruno Massioli (ti ricordi il bar con i tavoli sulla strada e le stanze al primo piano? C’è ancora…), e tuttora mantiene un fascino che sa di tempi passati. Chi ha figli può lasciarli liberi tutto il giorno che sicuramente non corrono il rischio di finire sotto ad una macchina….

Ci fermiamo alla trattoria che  avevo adocchiato, chiedo se hanno pesce fresco, e mi aprono il frigo:  mi limito a tre piatti,  uno di barboni fritti, uno di alici ed uno di sarde ai ferri, un piatto grande di pomodori, olive, cipolla e fiori di cappero, ¾ di litro di un vino secco (che dovrò andare a comperare se effettivamente ci  ritornerò con la barca) e due caffè: 35€ …da tornarci tutti i giorni…

Il ritorno è difficile, richiede una sosta per un Illy caffè, giusto per vedere l’arrivo del Gran Premio di formula uno,  e prima di sera siamo a bordo.

Ma la sapete la vera sorpresa del giorno? Ieri Davide ha comperato la SIM per il suo Nokia, che ha l’hot spot, e mi dice: <sai Mario che io ho WF dal mio cellulare al  mio Ipad? Forse anche il tuo PC  può collegarsi>. Non ci credo, ma è vero: ho la connessione anche sul mio PC in WF, potente, forte, prendo tutto, anche Vlamis Weather, ed immediatamente penso a tutti gli improperi che ho lanciato ingiustamente a Vodafone Gr. La colpa, perchè trattasi proprio di colpa,  delle mancate connessioni è tutta dell’IPad, le cui impostazioni per Hot  Spot sono valide solo in Italia.

Zio bric, quando ritorno a Verona andrò al punto vendita in Via Marconi    e mi sentiranno  ben bene…….altro che PC o Sim prepagate o con  abbonamento. Aveva ragione Sergio Milazzi che gentilmente mi telefonò per suggermi di prendere una scheda normale e metterla su un ripetitore Hot Spot della Vodafone: avrei risolto prima di incazzarmi tanto…..

A domani….altro giro altra corsa…..

 

Lunedì 22  giugno

Certo che quando inizia a fare brutto tempo, abituati al bel sole dei giorni passati, si fa fatica ad accettare anche una giornata di pioggia; magari è stato un po’ di più, ma questa mattina appena è arrivata  una schiarita siamo partiti in macchina verso Kimi. Volevo rivedere quel paese, se il porto da dove partono i traghetti per Skiros era stato completato, e passare da Eretria, che  avevo visto  da lontano durante il forte temporale di giovedì pomeriggio.

Eretria: una piacevole sorpresa, assieme ad Artaki che avevo visto ieri,  da tener presente per chi dovesse in futuro cercare un’alternativa a Khalkis. Una baia molto ampia e protetta da un molo nuovo ed attrezzato, con buone profondità, scalo per i traghetti che attraversano in continuazione  il canale verso il continente a prezzi modici (8€ anziché fare il giro di 30 Km per il ponte).

Il paese si apre sulla baia, non mancano negozi, bar e trattorie, e passando ho buttato l’occhio sui banchi di pesce e verdura ben forniti, oltre a constatare che c’era un bel via vai di macchine che denotano una frequentazione economicamente interessante. Le spiagge sono pulite e molte strutture alberghiere evidenziano una valenza turistica che non immaginavo.

Le strade non sono però nè comode nè supportate da segnalazioni leggibili, per cui senza l’Ipad mi sarei perso; in compenso ho percorso una strada alternativa in mezzo alle colline che mi ha presentato una faccia dell’sola che non conoscevo: fiori dappertutto, in prima fila non  mancano buganville  ed oleandri, di tutti i colori,  che fanno da cornice ad estese  piantagioni di frutteti ed ulivi, ben tenute, tant’è che sembrava di essere in toscana.

Una strada che scendendo dalle colline arriva direttamente sul mare fa sempre un certochè, e la ricordavo con le spiagge piene ed i tavolini frequentati da molte persone, ma quest’anno non era così: non c’era nessuno, neppure più i tavoli , forse per la crisi che tutti dicono che si fa sentire.

La massicciata aperta alle mareggiate è spaccata in parecchi punti, però in compenso il porto è stato ultimato: c’è un ampio piazzale asfaltato che sembra una piazza d’armi, peccato che sia deserto, un paio di traghetti aspettano i passeggeri che non arrivano, la piazza che due anni fa era affollata di persone quest’anno è vuota: non un avventore nei bar e neppure nelle trattorie. Salgo nel paese alto, e l’atmosfera per fortuna cambia, sembra che tutta la gente sia finita lì: piovigginava, ma le strade erano piene di macchine e  di persone ed anche qualche turista, i negozi stavano esponendo i rifornimenti appena arrivati, nella piazza nonostante  la pioggia c’era movimento, e ci siamo riparati nel bar principale  sia per scaldarci un po’ (c’erano 19,5°C) che per gustarci un uzo, giusto per non perdere le buone abitudini, prima di mettere qualcosa sotto i denti. Avevo adocchiato giù nel porto una trattoria di pesce, vuota a dire la verità, ma era l’unica che esponeva l’offerta del giorno: baccalà fresco fritto ed il solito pesce azzurro , e quindi mi sono lasciato convincere, ed ho fatto bene. C’era tutta la famiglia: il pescatore con il figlio che prendevano una pasta, la moglie in cucina e la nuora ai tavoli,  e ci siamo anche fatti due chiacchiere sulla crisi e contro la Germania. Mi sono schierato con loro, contro anche la Francia, e questo mi ha portato un premio inaspettato: mi è arrivata al tavolo una caraffa di vino….e al momento di pagare non è mancato il rituale apostrofo  ”italiani e greci, una raza una faza”.

Ma il ritorno a Kimi non era finito, perché all’estremità della baia mi incuriosiva una spiaggia che non era possibile raggiungere dal paese, e per raggiungerla  ho dovuto percorrere a ritroso la strada e prendere una deviazione poco visibile che in pochi chilometri mi ha portato in un posto fuori dal mondo, che farebbe gola ad un poeta o ad un pittore per sentirsi ispirato; noi abbiamo fatto alcune belle foto,  e se ieri mi ero ritrovato e vi avevo consigliato Psaropouli , oggi vi consiglio Mourteri, da Almirikia  www.almirikia.gr, non ve ne pentirete.

Il ritorno a Khalkis adesso è veloce, devo riportare la Polo entro le 20, e ci arriviamo giusto in orario. Il tempo (weather) intanto si è rimesso al bello, il tramonto è di quelli giusti, e prima di rientrare in barca ci facciamo due passi sul lungomare, dopo il ponte, dove i raggi del sole calante illuminano i cespugli di oleandri creando un’esplosione di colori ; c’è anche una bancarella di libri, mi avvicino per vedere cosa c’è, e parlando con Davide gli indico alcuni titoli che riconosco in italiano; il libraio greco, sentendo parlare in italiano, mi si avvicina e parlandomi con un buon italiano mi dice  che lui ha studiato a Perugia, dove si è laureato in biologia, che ha lavorato per la Glaxo dove si è trovato bene, anche se alla fine con la crisi hanno tagliato il ramo greco. Però lo avevano pagato bene, per cui lui  stima l’Italia e gli italiani, perché di loro ha solo  bei ricordi, e mi ringrazia per essere in Grecia dove con il turismo contribuiamo ad aiutare il suo paese….beh, mi sono sentito imbarazzato, perché non credo sia di tutti i giorni sentirsi fare i complimenti perché sei italiano…..

Ma le sorprese non sono finite, perché ormeggiata alla banchina vedo una barca italiana: mi avvicino, rivolgo un saluto all’equipaggio che non vedo ma sento parlare in dinette, e mi salta fuori Silvano, un caro amico velista che faceva il saldatore sulle piattaforme petrolifere in Oceano, con il quale abbiamo passato belle serate assieme agli amici del cantiere Serigi ad Aquileia… Non lo vedevo da oltre un anno, e così abbiamo azzerato il tempo trascorso raccontandoci le novità , dandoci poi appuntamento allo spettacolo di mezzanotte…per l’apertura del ponte .

A proposito del ponte: lo sapevate che il passaggio fra la terraferma e l’Eubea era già stato aperto ai tempi dei veneziani? Solo nei primi anni del XX secolo è stato scavato l’attuale canale,  ed oggi rimane una caratteristica che attrae anche il turista.

Domani sera attraverseremo anche noi  il ponte, saremo sul palcoscenico a beneficio degli spettatori a terra, e presumibilmente proseguiremo con una  notturna verso Loutra, al confine ovest dell’isola, dove vorrei rimanere alla fonda un paio di giorni, per cui domattina piccolo rifornimento di pesce a verdura, per non perdere il vizio di mangiare cose sane.

 

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