La Global Solo Challenge 2023/2024 – parte 7

Sono ormai 50 gli iscritti a questa regata, e nello spirito di coinvolgere gli iscritti a RTM a questo avvenimento, oltre ad avervi fatto conoscere i 4 skipper italiani, proseguo presentandovi altri partecipanti,  con la formula di brevi interviste rilasciate agli organizzatori dell’evento  ,<<”… sicuro e abbordabile economicamente per realizzare un sogno che molti navigatori hanno in sé…..“>>come ha spiegato Marco Nannini.

 

Il tedesco Philipp Hympendahl è il 50° iscritto alla Global Solo Challenge

Da dove viene la tua passione per la vela?

Ho iniziato da ragazzo. Mio padre ha navigato in tutto il mondo, e sebbene la famiglia e i figli abbiano fatto cambiare le priorità non ho mai smesso di pensare alla vela.

Che lezioni hai imparato dalla vela?

In mezzo all’oceano da solo le cose contano e le decisioni sono importanti. Essere rispettoso e umile nei confronti dell’ambiente intorno, giocare con gli elementi e accettarne i meccanismi, sono cose che ti premiano con un universo di momenti meravigliosi.

Cosa ti ha portato alla vela in solitaria?

E’ l’esperienza più intensa tra la natura e le tue emozioni più profonde, senza nessun filtro.

Non c’è niente di più sublime, niente che mi faccia sentire così vivo e felice. Più navigo da solo più mi piace.

Cosa ti ha portato a iscriverti a questo evento?

Sogno una giro del mondo non-stop da molto tempo. Questa sembra la volta buona e questo evento si confà alla mia filosofia di vela. Inoltre, apprezzo l’idea della sostenibilità ambientale ed economica.

Come intendi prepararti per questo evento?

Prendere una buona barca, prepararla e fare qualsiasi cosa per diventare la versione migliore di me stesso al momento della partenza.

Quale credi sarà la più grande sfida?

Oltre allo stress del prossimo anno, saranno gli ultimi giorni in porto prima della partenza: odio aspettare. Per esperienza, prima di una grande impresa pensi a tutto ciò che può capitare, senza poterci fare niente. Durante l’evento le cose possono anche mettersi male, ma sei in grado di reagire e di trovare le soluzioni.

Parlaci della tua barca o di quella che vorresti avere.

Navigherò su una barca simile a quella che ho avuto negli ultimi sette anni, magari un po’ più grande. Ho un Sigma 36 e presto acquisterò un Oyster 41. Voglio mantenere i sistemi i più semplici possibili, la tecnologia ti molla sempre, è solo questione di tempo. Per arrivare alla fine devi avere un mezzo molto affidabile, ed è ciò a cui punto.

Intendi legare questa tua sfida personale ad una causa sociale?

Le questioni ambientali sono sulla mia agenda personale sin da quando ero giovane, il mio messaggio personale è : la “crescita” uccide, consuma meno! Che è il motivo per cui mi piace l’idea di preferire barche esistenti piuttosto che costruirne di nuove.

C’è altro che vorresti aggiungere?

Un progetto simile è impensabile senza aiuto. Sono fiero di poter contare su un piccolo team di supporto e ho ancora bisogno di qualche sponsor per arrivare alla linea di partenza. Essendo l’unico tedesco ed essendo completamente dedicato sono ottimista sul buon esito. Come fotografo e filmmaker non sto solo chiedendo finanziamenti. Sono certo di poter restituire molto ai miei sostenitori. Un grazie alla mia squadra, che spero di veder crescere sempre più.


Esperienza di vela

Per un lungo periodo della mia vita sono stato un ciclista fino a diventare ultraciclista, partecipando a eventi e corse su lunghe distanze. Oltre alla resistenza questo mi ha insegnato come affrontare i momenti duri in attesa di giorni migliori.

Ho navigato molto con mio padre quando ero giovane. A vent’anni ho veleggiato dal Guatemala ad Haiti, partecipando alla Lapita Voyage Expedition 2008. Ho posseduto un Mini 6.50 con cui ho fatto diverse regate e da sette anni ho la mia amata half-tonner AFRICAN QUEEN. Di recente ho fatto un viaggio in inverno intorno alla Danimarca, ho navigato in Francia e Inghilterra e sono appena tornato da un giro in solitario dei mari del nord.

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