martedì, Maggio 28, 2024

Le buone regole dell’andar per mare

Raccolgo da parte di amici usi al buon navigare prole di rincrescimento per i cattivi comportamenti di armatori e skipper che navigano lungo le coste dei nostri mari.  Le sorprese sui prezzi applicati lungo le coste croate nei marina e nei porti sono una costante rilevazione, alla quale si aggiunge il peggioramento degli atteggiamenti specie da parte dei charteristi.

Quella che segue è una significativa lamentela “postata” da uno skipper di provata esperienza che dovrebbe invitarci tutti a prestare maggiore attenzione a segnalare chi trasgredisce alle norme di buona educazione in mare (ma non solo),  e possibilmente a farle rispettare

  

Ho pensato che ricordare alcune regole sia sempre utile, perchè  appena patentati siamo tutti bravi diportisti ma poi… …poi come sempre ci si lascia andare: “ma siii, chi vuoi che ci veda!”.

Le regole fondamentali  per la sicurezza vengono abitualmente rispettate, e  nessuno si sognerebbe mai di non tenere a bordo i giubbotti di salvataggio, di non assicurare la barca oppure non dotarsi di VHF (portatile o fisso che sia).

Altre regole invece vengono spesso ignorate volutamente o per ignoranza…

Vediamone alcune

 

1) 3 nodi in porto

IN TEORIA: La velocità di navigazione andrebbe sempre moderata a seconda delle situazioni, ad esempio nel passare in un tratto di mare particolarmente trafficato oppure vicino alla costa, ma soprattutto all’interno del porto!

Occorre fare attenzione a molte cose mentre ci si prepara alla manovra di ormeggio o disormeggio. Per questo motivo il limite di velocità è generalmente fissato a 3 nodi.

IN REALTA’: La regola sarebbe valida per tutti, indipendentemente dalla stazza e dalla motorizzazione ma quanti la rispettano?

 

2) Distanza minima dalla costa

IN TEORIA: Per ragioni di sicurezza ogni capitaneria di porto stabilisce una distanza minima dalla costa, valida sia per la navigazione a motore che a vela. Questo limite può variare dai 150 ai 500 m a seconda delle disposizioni; il minimo in genere corrisponde ai tratti di scogliera mentre le distanze massime vengono richieste per le spiagge frequentate da bagnanti.

IN REALTA’: Se la regola venisse sempre rispettata probabilmente i TG non parlerebbero più di persone falciate da eliche e i danni da incaglio sulle imbarcazioni sarebbero meno frequenti.

 

3) Bandiere

IN TEORIA: Secondo il codice di navigazione a bordo le bandiere vanno issate in questo modo:

La bandiera nazionale va alzata dalle 8.00 al tramonto, di poppa, e deve essere di dimensioni maggiori a tutte le altre bandiere a bordo. L’esposizione della bandiera è obbligatoria per tutte le imbarcazioni e navi, sia in navigazione che in porto. Sono i natanti (sotto i 10 m) possono decidere di non esporla.

Il guidone sociale può essere issato in testa d’albero e tenuto fisso.

La bandiera di cortesia dello stato ospitante va alzata alla crocetta di dritta o sull’ asta di prua per le barche a motore. Questa azione non è obbligatoria ma fa parte dell’etichetta nautica, è perciò buona norma osservarla ogni volta possibile.

La bandiera del proprietario può essere issata sulla crocetta di dritta, quando non è presente la bandiera di cortesia, oppure su quella di sinistra.

Tutte le bandiere, escluso il guidone, devono essere ammainate quando è ammainata la bandiera nazionale.

IN PRATICA: La bandiera di nazionalità si vede in tutte le barche ma le altre bandiere spesso non vengono esposte affatto o vengono issate in modo sbagliato. Sulla vostra barca quali bandiere usate?

 

4) Segnali diurni (Pallone e cono)

IN TEORIA:  “Le navi a vela che navigano mosse da macchine sono equiparate a tutti gli effetti a navi a propulsione meccanica. Devono mostrare di giorno un cono con il vertice in basso“.

Allo stesso modo tutte le navi e imbarcazioni quando sono alla fonda (all’ancora) devono mostrare un pallone nero di dimensioni adeguate a prua.

IN PRATICA: I navigatori scrupolosi che utilizzano correttamente i segnali diurni sono davvero pochi! Voi lo fate?

 

5) Precedenze in mare

IN TEORIA: Il codice di navigazione prevede che in caso di incrocio senza pericolo di collisione si debba mantenere sempre la destra rispetto alla barca che si avvicina, moderando la velocità.

Nel caso in cui le rotte siano a rischio di collisione invece l’imbarcazione con migliori capacità di manovra dovrebbe tenersi discosta da quella con maggiori difficoltà. Ad esempio:

  • Un’imbarcazione da diporto che naviga a motore dovrebbe avere migliori libertà di manovra rispetto ad una che sta navigando a vela perciò dovrebbe darle la precedenza.
  • Un’imbarcazione da diporto a vela o a motore dovrebbe avrà sicuramente maggiori libertà di manovra rispetto ad un peschereccio in opera, una draga, o una grossa nave da carico; per questo motivo dovrebbe riconoscergli il diritto di precedenza.

Le precedenze tra barche a vela sono un discorso un po’ più complicato ma vale comunque la regola generale.

IN REALTA’: L’abbondante uso del condizionale in questo paragrafo non è affatto un caso visto che purtroppo in molti ignorano queste regole in favore della legge del più forte. Ma quella è gente che non ha ancora imparato a stare in mare!

 

6) Precedenze in ingresso/uscita dal porto

IN TEORIA: Non tutti sanno che in corrispondenza dell’imboccatura del porto ha diritto di precedenza chi esce rispetto a chi entra e che uscendo ci si dovrebbe sempre allontanare facendo rotta a 90° rispetto alla riva.

IN REALTA’: Anche in questo caso non è difficile incontrare prepotenti o vedere qualche barca tagliare l’imboccatura del porto da una parte all’altra. A volte ci sono ragioni legate alla morfologia del territorio o allo stato del mare ma non sempre.

 

7) Distanza dalla boa dei sub

IN TEORIA: Nonostante le autorità lo ripetano milioni di volte ogni anno c’è qualcuno che non lo ha ancora capito ma attenzione: anche nel caso in cui nessuno si faccia male transitare con una imbarcazione ad una distanza inferiore a 100 metri da una boa segnasub costituisce un illecito penale. Su questo punto in effetti c’è ben poco da scherzare!

IN REALTA’: Non serve dire quello che succede in realtà, le cronache nere estive sono già abbastanza eloquenti…

 

8) Partenza dalla spiaggia

IN TEORIA: Arrivo e partenza dalla spiaggia sono consentiti alle seguenti condizioni:

  • nei corridoi di atterraggio, procedendo a velocità minima,
  • in assenza di corridoi, nelle zone frequentate dai bagnanti, l’attraversamento della fascia è consentita soltanto a remi.

IN REALTA’: Ora vi chiedo: quante volte vi è capitato di vedere gommoni, barche a motore, barche a vela e moto d’acqua con motore acceso a pochi metri dai bagnanti e fuori dal corridoio apposito? A me davvero tante!

 

9) Limiti di velocità

IN TEORIA: Eh si, anche le barche devono rispettare dei limiti di velocità, soprattutto in prossimità delle coste! In generale il limite di velocità è fissato a 10 nodi per tutte le barche che navigano entro i 1000 m dalle spiagge e 500 m dagli scogli ma possono esistere ordinanze locali che rettificano tali valori.

IN REALTA’: 10 nodi ad un km di distanza??? Non credo di aver mai visto rispettare questa regola se non da barche che non possono proprio raggiungere velocità maggiori! E voi?

 

10) Sci nautico

Lo sci nautico anche praticato per fini non di lucro è strettamente regolamentato in italia. Non bastano una moto d’acqua o il tender dell’imbarcazione e una corda per provare!

ll regolamento prevede molte limitazioni tra cui:

  • Il conducente deve possedere ed essere munito di patente nautica, anche quando la potenza del motore non lo richiede
  • La distanza tra la barca trainante e lo sciatore deve essere superiore a 12 metri
  • La corda di traino deve essere galleggiante e l’asta conforme alle disposizioni RINA
  • La  barca trainante deve essere dotata di specchio retrovisore convesso
  • Lo sciatore deve sempre indossare un giubbotto di salvataggio.

IN REALTA’: Molti si improvvisano nell’attività non conoscendo questa legge ma attenzione, le sanzioni possono essere salate! Il mio consiglio è di provare con un centro specializzato, in tutta sicurezza oppure al largo, facendo attenzione a rispettare la normativa.