Marinai si nasce o si diventa?

Credo che fin da piccoli ognuno di noi abbia tenuto dei sogni nel cassetto, e fra questi anche fare il marinaio avrà occupato la fantasia di molti, catturati magari dai fumetti di Corto Maltese, o ascoltando le regate di Azzurra in Coppa America, o leggendo dei viaggi attorno al mondo di Moitessier, Dumas, Slocum, Chichester.
Nella vita poi…basta guardarci attorno, e pochi lo sono diventati.
Beh, il mio aspirante marinaio/aspirante skipper non lo sarà mai, e mi ha lasciato a Lavrio.
Non so se sia stata l’ultima news che avevo scritto sul marittimo a far scattare la molla, o se effettivamente marinai si nasce e non si diventa, sta di fatto che Dhavid mi ha lasciato a Kiato, ha pensato, maturato e deciso che è meglio fare l’operaio in acciaieria 8 ore al giorno, forse meno…, e poi essere libero, piuttosto che essere sempre a bordo, patire il mal di mare e dire sempre signorsì…
Non che con me quest’ultima fosse la regola, di fatto le regole le dettano il mare, il tempo e la barca, ma evidentemente navigare non fa per lui, tant’è che mi ha scritto che “Sicuramente la patente andrà nel dimenticatoio, e spero che la navigazione faccia la stessa fine, fino al punto di ricordarmi più nulla”.
Peccato, perchè aveva una buona manualità e curiosità di imparare cose nuove, per questo avevo investito su di lui, perchè mi sarebbe piaciuto vederlo diventare uno skipper, con un percorso che avevamo programmato assieme: navigazione oceanica, corso a Glenans o Caprera, affiancamento con artigiani che operano nella cantieristica per tutte le operazioni di manutenzione ordinaria e straordinaria…….
