Parliamo di meteorologia con Andrea Boscolo

Parliamo di meteorologia… (1)

Da tempo desideravo introdurre una sezione del pozzetto virtuale dedicato alla meteorologia, non certo per fornire un nuovo sito (ce ne sono già in abbondanza), bensì per parlare di previsioni con un linguaggio aggiornato, per condividere i segreti di  questa “scienza”  troppo spesso  usata da noi velisti senza appropriata conoscenza..

Ho cercato fra i professionisti  del settore ed ho scoperto che Andrea Boscolo, mio compagno di scuola al nautico di Venezia, è un’autorità nel settore, e l’ho contattato per verificare la sua disponibilità a collaborare con RTM. Non vi nascondo che non ero certo di  riuscire nell’impresa, ma le mie perplessità si sono sciolte al primo incontro, a Mira, ed ha accettato di aiutarmi.

Mi ha confidato come la meteorologia sia effettivamente  una materia poco conosciuta nella realtà applicata, ma mentre a terra l’ignoranza del singolo non fa danni, per il velista possono esserci problemi.

Non parliamo poi   del tecnicismo applicato nelle regate, dove invece una buona conoscenza delle previsioni, dei modelli usati, fa differenza per il regatante che vuole vincere.

La sua esperienza, https://www.veladuemila.it/cv-andrea-boscolo/      e  competenza  in materia me lo hanno confermato,  così abbiamo ipotizzato un percorso da seguire assieme, dedicato soprattutto a chi va per mare, per parlare di meteorologia, con l’obiettivo di essere pronti non solo ad entrare in un sito di previsioni  e capirne il campo di applicabilità e conseguente affidabilità, ma anche disponibili a fare da soli una previsione attendibile, pensando che  Moitessier senza tanti strumenti  girava il mondo con un barometro, un termometro e guardando il vento……..meditate gente, meditate…..

Non mancherà l’aderenza con la realtà, per cui abbiamo individuato due aree da monitorare , Mar Tirreno e Mar Ionio, per le quali  verranno segnalarti degli allert su carte sinottiche per eventi con scala Beauffort superiore a 5, e che  quindi potranno da tutti essere seguiti nella possibile evoluzione.

 

IL MAGICO ELOGIO DELLA TEMPESTA. MOITESSIER , La lunga rotta (Ed. Mursia)

Il mare diventa molto grosso, molto lungo, molto alto, sotto il vento che soffia forza 9 dalla meridiana. Lo spettacolo, visto dalle crocette alte, è impressionante, con la mezzana che appare minuscola davanti a quelle ondate che spesso sembrano sul punto di dare un’incappellata e spazzare via tutto. Quelle masse producono certamente un effetto ipnotico. Si guarda, si guarda, si guarda… Sono vagamente inquieto, ma sento anche che non c’è un vero pericolo grazie alla corrente abbastanza forte (1,5 nodi, in linea di massima) che va nella stessa direzione del vento, di modo che le onde sono regolari. Inoltre, la costa è troppo vicina a sinistra (quaranta miglia) perché venga da lì un mar lungo secondario. C’è mare grosso, tuttavia, veramente grosso. Avanza con alte e lunghe creste quasi orizzontali, salvo i rilievi annessi e i crepacci; ma non è affatto dentato o a dune irregolari, come la notte scorsa. Talvolta una cresta, piu alta delle altre, diventa un muro liquido e il sole ne attraversa la sommità traslucida, di sbieco, dandole dei riflessi verde azzurri. Si direbbe allora che il mare abbia voglia di cambiar pelle. Ma il resto rimane di un turchino profondo in cui le sfumature si fondono a ogni istante in altri toni di azzurro, come una grande onda musicale in vibrazioni perpetue. E sul pendio scorre il bianco, iridato da un’infinità di azzurri, in cui traspare anche il verde, in fugaci riflessi. Di quando in quando, una frazione del muro si stacca dalla sommità, pencola in avanti e produce un enorme rombo che balza a cascata. (…) Guardo questo mare formidabile, respiro i suoi spruzzi e sento sbocciare qui, nel vento e nello spazio, una cosa che vuole l’immensità dell’universo per giungere a compimento.


 

La “nostra” previsione… i “nostri” modelli… PARTE PRIMA

Nel lungo percorso della mia carriera, impegnato nei vari campi di regata internazionali, mi è capitato spesso di confrontarmi e consultarmi con i regatanti circa la situazione meteorologica che la giornata ci poteva offrire, fosse questa una regata tra le boe o una regata costiera piuttosto che d’altura, per non parlar poi del mormorio dei crocieristi lungo le banchine delle varie darsene distribuite in tutto il Mediterraneo. La mia attenzione cade spesso sul grande entusiasmo che questi hanno guardando le varie cartine meteo reperite autonomamente o spesso fornite dall’organizzazione dell’evento; entusiasmo che a fine giornata è spesso smorzato con la seguente frase… “anche oggi non ci hanno azzeccato… il meteo non vale nulla”.

Normalmente a queste osservazioni NON rispondo mai nell’attesa che le stesse persone, mi vengano a chiedere che cos’è successo… Dopo un po’ di indagine NORMALMENTE (ovvero 3 volte su 4) “scopro” che i modelli che sono stati consultati (ovvero X e Y) sono due modelli con caratteristiche ASSOLUTAMENTE differenti ovvero uno è a scala sinottica, mentre l’altro è a scala locale o a meso-scala…

 

In un mondo in cui oramai Internet la fa da “padrone” (per fortuna o per sfortuna?) diventa fondamentale, anche nel mio campo, potersi destreggiare tra le “miriadi” di informazioni che possiamo “scaricare” dal web e proprio per evitare questo tipo di atteggiamento negativo nei confronti di una scienza che, seppur non sempre perfetta è sempre comunque una scienza, in questo spazio dedicato alla meteorologia e strategia, voglio parlarvi dei modelli fisico-matematici che vengono utilizzati per produrre la previsione che tutti noi possiamo consultare nei vari siti web dedicati.

 

La previsione che noi velisti, e non solo, consultiamo, sia questa reperita tramite internet, piuttosto che ascoltando il bollettino Meteomar o tramite TV non è altro che l’elaborazione, grazie a potenti computer, di modelli fisici-matematici dell’atmosfera che simulano il comportamento dell’atmosfera e pertanto l’evoluzione del tempo fino addirittura a 2 settimane…

Per descrivere l’evoluzione del tempo, c’è la necessità di conoscere le condizioni iniziali, in pratica le condizioni meteorologiche in atto in un preciso istante. Proprio per questo motivo l’OMM (Organizzazione Meteorologica Mondiale) dispone in tutto il mondo di una rete di osservazioni (stazioni sinottiche) che simultaneamente (00.00 – 06.00 – 12.00 – 18.00 UTC) raccolgono i dati meteo sia al suolo che in quota (Fig. 1). Le stazioni sinottiche a terra, affiancate dalle navi e dalle boe oceaniche in mare misurano i dati sinottici più significativi (pressione atmosferica, temperatura, umidità, nuvolosità, quantità di precipitazioni, vento) oltreché ai fenomeni atmosferici in atto come ad esempio pioggia, temporali, nebbia ecc. Alcune di queste stazioni a terra sono attrezzate per il lancio di palloni sonda i quali, muniti di sensori, durante la loro ascesa rilevano tutti i vari parametri che automaticamente vengono inviati alle postazioni a terra via radio. A queste stazioni dobbiamo inoltre ricordare le osservazioni dei vari satelliti presenti in orbita siano questi polari che geostazionari. I dati così raccolti vengono poi inviati a dei centri di raccolta i quali successivamente li smistano ai vari centri meteorologici che li utilizzeranno per l’elaborazione.

I centri meteorologici in possesso dei dati iniziali, possono iniziare l’elaborazione per simulare il comportamento dell’atmosfera per istanti successivi. Ma come si svolge questa elaborazione? Per simulare l’evoluzione dell’atmosfera è fondamentale la risoluzione di equazioni della meccanica e termodinamica molto complesse e più precisamente delle variabili che ne definiscono lo stato iniziale. Queste variabili sono il vento (in tre assi), la pressione atmosferica, la temperatura e l’umidità per un totale di 6 variabili. La risoluzione, nella loro complessità ed approssimazione, di tali equazioni, non è altro che il modello fisico-matematico. E’ importante sottolineare come tutti questi processi fisici siano tra l’altro interdipendenti uno con l’altro e che una piccola modificazione di uno di questi si ripercuota in maniera pesante sugli altri.

Al fine pratico come si deve procedere?

Nel prossimo incontro lo scopriremo….

Lascia un commento