venerdì, Maggio 24, 2024

Resinare i fori passanti in coperta… e non solo

Quante volte abbiamo scoperto che sulla coperta in teck della nostra barca, magari acquistata usata,  hanno fatto dei fori passanti  per fissare i candelieri o per passare sottocoperta i cavi dei fanali di poppa o dell’antenna trasmittente posizionata spesso  a poppa? Per non parlare dei fori passanti non più utilizzati e lasciati senza opportuna stuccatura.

I fori passanti con viti e bulloni su una coperta di sandwich possono trasformarsi facilmente in vie d’acqua che a lungo andare impregnano gran parte dello strato intermedio circostante.

Per sigillarli si può intervenire prima allargando leggermente con un trapano il foro, quindi utilizzando un chiodo piegato ad hoc per asportare il materiale interno e successivamente aspirando quanto più possibile il materiale di risulta. Quindi si procede chiudendo la parte inferiore del foro con del nastro e poi iniettando resina epossidica addensata con silice colloidale. Se non è possibile raggiungere la parte inferiore del foro col nastro si può lasciare cadere dentro una pallina di stucco pressando leggermente con un cacciavite.

Una volta seccato il tutto, si effettuerà di nuovo il foro della corretta misura rimontando il tutto, senza più infiltrazioni d’acqua.

Purtroppo ci sono anche altri fori passanti che non sono così facilmente visibili, perchè non sono in coperta, ma magari sull’opera viva.  E così ci ritroviamo a leggere di tragedie legate all’affondamento di imbarcazioni in alto mare, spesso con esiti funesti che dovrebbero farci riflettere .Troppe volte infatti, tali eventi sono riconducibili non a un evento accidentale come una collisione, maltempo o pirati, ma a negligenza proprio sotto l’aspetto preventivo.
L’unico modo per fare prevenzione riguardo a questi brutti episodi è una corretta manutenzione ordinaria dell’imbarcazione.

Durante la manutenzione ordinaria dell’opera viva, con la barca in secca, dobbiamo obbligatoriamente eseguire una attenta ispezione e manutenzione delle prese a mare, che costituiscono sicuramente uno degli elementi di maggior vulnerabilità del nostro scafo, poiché essendo posizionate sotto la linea di galleggiamento, in caso di rottura, fessurazione o blocco, rappresentano una pericolosissima via di ingresso per l’acqua sia dolce che salata.
Il fatto di essere poi generalmente nascoste alla vista, rende difficile agire con tempestività.