Vi ricordate di Jasna Tuta?

Ciao a tutti dalla Polinesia!
Non avete idea di quanto mi piaccia potervi salutare così. Quando avevo la possibilità di rimanere a vivere nel Pacifico del Sud ho deciso di tornare in Italia e so di aver fatto la scelta giusta. A Sistiana sento di essere a casa, sono circondata da persone che mi fanno stare bene e faccio tante cose che mi rendono felice, ho una barca stupenda e tanti progetti che mi fanno sentire viva. Però la Polinesia rimane lì, in un angolino del cuore, sempre presente, e quando si presenta un’occasione per poterci ritornare, la prendo sempre al volo.

Beh, a dir la verità, quest’anno l’occasione non si è presentata, ma me la sono creata da sola. Ho radunato un gruppo di amici e conoscenti e siamo partiti insieme. Ho noleggiato un catamarano per vedere se fosse possibile concentrare il meglio della Polinesia Francese in 10 giorni di crociera.

L’esperienza è stata molto positiva, al di sopra di tutte le aspettative, e visto che le cose belle bisogna condividerle, porterò a bordo anche voi raccontandovi in un paio di puntate la nostra avventura polinesiana.

Come tutte le crociere anche questa è cominciata con una spesa enorme. Quando il frigo era pieno di birre e di tonno fresco e la rete piena di frutta tropicale, allora si poteva mollare gli ormeggi.

Il multiscafo che ci ha portato a zonzo è un Lagoon 400, piccolino ma carino.

Premetto di non essere amante dei catamarani – parlo da istruttrice di vela. Ma per esplorare le lagune intorno a Tahiti devo ammettere che sono ideali, sia per lo spazio che offrono che per il pescaggio minore.
E quindi siamo partiti!
Prima navigazione Raiatea – Huahine, tutto a motore purtroppo, l’altra opzione erano 40 ore di bolina contro venti nodi di vento reale e una bella onda tosta …. dopo la quale tutti i miei amici sarebbero sicuramente sbarcati.

Il premio per la navigazione un po’ impegnativa era Huahine, un’isola stupenda ed altrettanto tranquilla.

Pomeriggio dedicato al riposo e a tante nuotate nella bellissima baia di Avea. Non l’abbiamo scelta a caso, il giorno dopo infatti era domenica e sapevamo che in un ristorante sulla spiaggia c’è un banchetto da non perdere!

Abbiamo provato tutti i piatti tipici di queste isole, dal possion cru al pane al cocco, dall’uru (frutto dell’albero del pane) al taro, dal pesce affumicato a banane in tutte le forme.

Ed ovviamente, non poteva mancare tanta buona musica!

Nei giorni seguenti abbiamo visitato gli angolini più belli dell’isola:

La spiaggia di Hana Iti è una delle più belle dell’isola e ce l’avevamo tutta per noi! E poi l’acqua bassa era caldissima, meglio delle terme. Saremmo rimasti lì se non fosse stata ora di pranzo…
Per tornare in barca gli altri sono andati col gommone, io invece avevo bisogno di muovermi un po’. Allora ho preso maschera e boccaglio e ho fatto una lunga nuotata.
Non mi aspettavo di vedere niente in acqua, ed è proprio quando non ci aspettiamo niente che arriva qualche bella sorpresa. Dopo qualche minuto il mare è diventato profondo e guardando giù vedevo solo blu scuro. Ad un tratto sotto di me sono apparse sette aquile di mare maculate. Sono quelle nere con le macchie bianche. Le adoro. Si muovevano piano, giravano su e giù per un po’ ed io ferma immobile mi godevo la bellezza di un incontro magico ed inaspettato.

La nostra ultima fermata è stata Fare, il paese principale, per fare un po’ di spesa e per bere una bella Hinano allo Yacht Club con vista laguna.
Questa era la mia quarta volta a Huahine. L’isola mi è piaciuta da subito perché c’è poco turismo e la vita scorre lenta. La gente è rilassata e cordiale e le spiagge sono spesso vuote.
Ho notato con tanto piacere che anche il mio equipaggio ha percepito la sua energia speciale, anche se la visita è durata solo tre giorni.

Per oggi vi saluto qui, ci sentiamo a breve.
La prossima volta vi porto a Taha’a, dove tra le altre cose abbiamo fatto una bellissima nuotata con gli squali.

 

 

Lascia un commento