ARC 2019 da Las Palmas a Santa Lucia

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L’amico Mario Fabris mi ha invitato a scrivere la mia esperienza e provo a buttare giù due ricordi della mia traversata in equipaggio:

Ariel l’Hallberg Rassy 53 di Paolo Casoni è arrivato 1° a Santa Lucia nei Caraibi  nella sua classe (Cruising B), 5° tra tutte le barche da crociera (Cruising All) e 9° in assoluto, tra tutte le barche, 13 giorni di sola vela, 2100 miglia percorse in 310 ore a una media complessiva di 6,8 nodi.

Alle 13,37 del 4 dicembre 2019 ha tagliato il traguardo di Santa Lucia.
Che dire? E’ stata un’esperienza indimenticabile, ho imparato che il mare è un mio grande amico però gli do sempre del LEI e così facendo finisce che te ne innamori.
Ho imparato che se qualche volta è incazzato ti può venire un po’ di nausea e se ti dicono di fissare un punto all’orizzonte non crederci perché in mare aperto i fottuti punti all’orizzonte non ci sono.
Poi comunque ti abitui e la linea tra i due blu diventa il tuo infinito.
Ho imparato che se ti attacchi forte forte al tetto della barca puoi farti cullare e le onde cattive si trasformano in un dolce amplesso (o in un sacco di lividi, dipende).
Ho anche imparato che non ti può prendere la paura perché non sei solo, c’è il tuo equipaggio con te, in barca si sta tutti vicini e ti senti protetto.
Ho imparato che quando fai finta di intendertene annuendo con aria saccente in realtà con la coda dell’occhio stai osservando il comandante che timona sicuro.
E poi vorresti ripassare come è articolato il circuito dello spi, del jennaker o del code zero, il caricabasso, il tangone, il braccio …
Ma non fai domande perché ormai sei grande e ti vergogni.
I turni di guardia e di riposo … tutti ben articolati e scadenziati.
In navigazione la notte ha una predominanza assoluta sul giorno, durante i turni di guardia al timone si rimane “soli e nudi” in balia della propria coscienza che ha finalmente il sopravvento sulla routine quotidiana e così si ripassa, come in un film già visto, la nostra esistenza, si rivedono fatti e persone dimenticate o scomparse che hanno segnato la nostra vita, di notte il mare non riflette la nostra immagine, riflette la nostra anima e di notte non serve voltare il viso per nascondere le lacrime, sicuramente questi pensieri si dissolveranno come sempre al primo albeggiare quando il sole avrà come sempre la prevalenza imponendo la routine quotidiana, in attesa così di un’altra magica notte .
Ma il vero protagonista di queste notti è il cielo, che ha sempre suscitato in me fin da bambino, un interesse particolare, quasi mistico, vedo per la prima volta le costellazioni di
cui ho sempre letto nei libri che hanno accompagnato le letture di mare della mia giovinezza.
Poi ho imparato che il colore “Blu Navy” esiste per davvero ed è nell’oceano profondo.
Che le stelle sono tantissime e alcune ti vogliono toccare.
Che potresti pescare ma ci vuole tanta tanta fortuna …
Che la libertà cammina a piedi scalzi, non asciuga i capelli e sa di sale.
Ma ve lo dico, la cosa più difficile è stato imparare che quando è ora di tornare a casa la nostalgia del mare ti aggredisce.
Allora deglutisci forte, tossisci un po’ e accarezzi per l’ultima volta il riflesso dell’acqua con lo sguardo.
All’arrivo a Santa Lucia ho avuto la possibilità di conoscere personalmente Patrick Phelipon, skipper oceanico, amico di Bernard Moitessier, con tante tantissime miglia di navigazione e stringere con lui un’amicizia che si sta consolidando nel tempo … mi ha invitato a vedere la sua barca “Elbereth” che sta preparando per fare la Global Solo Challenge globalsolochallenge.com
In questo momento sta navigando come co-skipper del Minimole il catamarano Neel 47 di Aldo Fumagalli.
Chi volesse può seguirlo con YB Tracking ARC 2021 Minimole www.patrickphelipon.com

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