Il Canale di Corinto
Una breve storia della straordinaria opera del Mediterraneo che fu costruita in 2.000 anni
Situato in Grecia, attraversa lo stretto istmo che collega il Peloponneso alla terraferma e unisce il Golfo di Corinto al Mar Egeo

Il Canale di Corinto è una delle più straordinarie opere di ingegneria del Mar Mediterraneo. Situato in Grecia, attraversa lo stretto istmo che collega il Peloponneso alla terraferma e unisce il Golfo di Corinto al Mar Egeo. Sebbene sia stato inaugurato nel XIX secolo, la sua storia ha inizio duemila anni prima, nell’antica Grecia, quando fu concepito da imperatori, tiranni e re che sognavano di aprire una rotta marittima diretta tra i due mari.

Konstantinos Volanakis
Un vecchio sogno che si avvera
Il Canale di Corinto fu costruito tra il 1881 e il 1893, anno della sua inaugurazione, sotto la direzione dell’ingegnere ungherese István Türr, ma su progetto di Ferdinand de Lesseps. Il suo progetto non era del tutto nuovo, in quanto si basava su un piano elaborato da Nerone, ma l’ultimo imperatore di Roma fu uno dei tanti che immaginarono un canale di trasporto.

Julien Seguinot
L’idea di perforare l’istmo risale al VII secolo a.C., quando il tiranno Periandro di Corinto prese in considerazione la costruzione di un canale per collegare i due mari, ma le conoscenze tecniche dell’epoca non lo permisero.
Al suo posto, venne costruito il Diolkos, una strada rialzata lastricata lungo la quale le navi venivano trasportate su rulli di legno attraverso la stretta striscia di terra. Questo sistema permise per secoli di evitare la pericolosa circumnavigazione del Peloponneso.

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Con l’ascesa al potere di Nerone la costruzione iniziò nel 67 d.C. Le cronache narrano che egli partecipò persino simbolicamente al primo colpo di piccone. Per quest’opera, migliaia di prigionieri iniziarono a scavare il terreno, ma il progetto fu abbandonato dopo la sua morte. Per secoli, l’idea di un canale rimase completamente sopita.
Già nel XIX secolo, dopo l’indipendenza della Grecia dall’Impero Ottomano, il progetto fu ripreso con i necessari mezzi tecnici e, negli anni 1880, i lavori ripresero, concludendosi nel 1893 dopo undici anni di scavi.

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Il risultato è stato un canale stretto ma spettacolare, che evita una deviazione di 400 km attorno alla penisola del Peloponneso e ha trasformato completamente la geografia dell’istmo, rendendolo di fatto un’isola.
Un’opera notevole… ma limitata.
Il Canale di Corinto è lungo circa 6,3 chilometri e si snoda nella roccia con pareti quasi verticali che in alcuni punti raggiungono oltre 80 metri di altezza. La sua larghezza alla base è di circa 24 metri, il che lo rende uno dei corsi d’acqua artificiali più stretti al mondo.

Charles Nadeau
Queste dimensioni, che sembravano sufficienti nel XIX secolo, si rivelarono presto un problema. Il rapido aumento delle dimensioni delle navi fece sì che molte moderne imbarcazioni commerciali non potessero attraversarlo. A differenza di canali più ampi come il Canale di Suez o il Canale di Panama, il Canale di Corinto rimase limitato a navi relativamente piccole, imbarcazioni turistiche e traffico regionale.
Ciononostante, la sua importanza è stata considerevole per decenni. Il canale ha ridotto di circa 400 chilometri la distanza che le navi dovevano percorrere intorno al Peloponneso, evitando anche il pericoloso Capo Malea, noto per le sue tempeste. Questo risparmio di tempo e di rischi ha reso il canale una rotta strategica per il commercio e la navigazione nel Mediterraneo orientale. Attualmente, circa 11.000 navi attraversano il canale ogni anno, molte delle quali su rotte turistiche.

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Una delle sue caratteristiche più sorprendenti è la presenza di ponti sommergibili a entrambe le estremità. A differenza dei tradizionali ponti levatoi, questi si immergono per consentire il passaggio delle navi e riemergono quando il canale è libero. Questo sistema, insolito in altre infrastrutture, aggiunge un elemento unico al funzionamento del canale.
Oggi il Canale di Corinto è ancora in uso, sebbene principalmente per imbarcazioni di piccole dimensioni e per il turismo marittimo. Il suo scenario spettacolare lo ha inoltre reso una meta popolare per i visitatori che vengono ad ammirare il passaggio delle navi attraverso questo stretto canale roccioso.
