Sulle rotte delle malvasie

Un viaggio geopoetico ispirato alla storia del vino che fa sognare e unisce il Mediterraneo
Sulle Rotte delle Malvasie senza confini è un progetto culturale che vuole riscoprire l’antichissima storia di questo vitigno che si è diffuso in tutto il bacino del Mediterraneo grazie alla Serenissima. A bordo di una o più barche a vela, ripercorreremo le rotte del vino che ha fatto grande Venezia: la Malvasia.
Un vino e un vitigno che nelle sue declinazioni territoriali lega indissolubilmente luoghi, popoli e storie, testimonianza di un destino comune che ha origini lontane e riflessi nel presente.
Dal borgo e porto medievale greco di Monemvasia (Malvasia), di fronte alla costa del Peloponneso, dove ha origine questo vitigno, il primo viaggio ci porterà lungo tutto l’Adriatico e il mare Jonio toccando i porti ed i luoghi in cui è ancora coltivato, fino a tornare a Venezia, che questo vino fece conoscere al resto del mondo.
La vite è più antica della storia del Mediterraneo. Dovunque c’erano vite e vino buono, si trovavano altresì civiltà e industria, follia e poesia
Predrag Matvejević, “Breviario Mediterraneo” (1991)
IL PERCORSO (tappe provvisorie)
06/6 CHIOGGIA-VENEZIA
09/6 VENEZIA-CAORLE
10/6 CAORLE-MARANO (GRADO)
11/6 MARANO (GRADO)-TRIESTE
14/6 TRIESTE-PORTOROSE (CAPODISTRIA-PIRANO)
15/6 PIRANO-CITTANOVA-PARENZO-ROVIGNO
18/6 ROVIGNO-LUSSINO (una tappa tecnica)
22/6 LUSSINO-ZARA (due tappe tecniche) arrivo Zara 24/6
25/6 ZARA-SEBENICO (tappa tecnica) arrivo Sebenico 26/6
27/6 SEBENICO-SPALATO (tappa tecnica) arrivo Spalato 27/6
29/6 SPALATO-LESINA-SABBIONCELLO-STAGNO
01/7 SABBIONCELLO-STAGNO-RAGUSA
03-05/7 RAGUSA
LA BARCA: JANCRIS

- Ketch oceanico in vetroresina completamente rinnovato nel 2005 e nel 2022
- Lunghezza 56 piedi (17 metri), larghezza 4,85 mt. pescaggio 2,20 mt.
- Dislocamento 20 ton. motore Perkins 135 hp. 2004
- Capacità serbatoi: acqua 1.000 lt. gasolio 600 lt. dissalatore 5 l/h. riscaldamento Webasto st 9.000, depuratore d’acqua. Pilota automatico, pannelli solari e generatore eolico, radio SSB, radar.
- Tender 3,30 mt. chiglia vetroresina e Yamaha 15 hp.
- Velatura: genoa rullabile, trinchetta avvolgibile, randa maestra full batten, randa mezzana, spi 200 mq.
- gennaker 175 mq.
- Interni spaziosi con 4 cabine doppie, 2 servizi con acqua calda-fredda, wc elettrico, salone a poppa, cucina attrezzatissima, frigo, freezer, tavolo da carteggio, stanza lavoro, iPod, televisione.
Venezia e le malvasie

Calle Malvasia, Calle larga de la Malvasia, Sotoportego della Malvasia … sono innumerevoli i toponimi a Venezia che parlano ancora del legame della Serenissima con questo vino.
A partire dal XIII secolo la Malvasia diventa un brand, il vino più importante della Serenissima, e verrà esportato in tutta l’Europa medievale. Considerato molto pregiato, è sinonimo di eccellenza, prediletto da nobili e aristocratici. Compare nel Riccardo III di Shakespeare con riferimento a Giorgio Plantageneto, duca di Clarence. È il vino apprezzato da Lutero, Dumas, Guy de Maupassant e Leonardo Da Vinci lo coltivava nel suo vigneto milanese di Casa degli Atellani. Era un “vino navigato” che poteva essere trasportato senza pericolo di essere rovinato, ed è per questo, oltre che per il gusto unico, che la Malvasia si diffonderà in tutta Europa e troverà tanti epigoni.
Oggi solo in Italia ci sono 17 vitigni che prendono questo nome e molti altri sono stati piantati tra il Mediterraneo e l’Atlantico, fino alle isole Canarie.
E a Venezia nascono locali chiamati malvasie, rivendite di quel vino navigato e costoso, frequentate da una clientela di ceto più elevato, rispetto alle normali osterie…
IL MARE COME CULTURA, MEMORIA E RACCONTO
Il mare non è solo uno spazio fisico o un panorama: è un’enciclopedia a più dimensioni di storie, incontri, fusioni e contaminazioni.
Nel progetto Sulle Rotte delle Malvasie, diventa uno strumento narrativo e culturale, capace di collegare e raccontare geografie costiere, e non, attraverso un patrimonio condiviso fatto di tradizioni, saperi e identità.
La cultura del mare è un “organismo vivo” in continuo mutamento, relazione, scoperta e incontro. È ciò che ha permesso a uomini, merci e idee di viaggiare, mutando lungo il percorso, e creare comunità, città e nazioni.
Raccontare tutto questo significa oggi, riportare il mare al centro della nostra società, con i suoi valori, e restituire profondità al viaggio, trasformandolo in esperienza di divulgazione capace di coinvolgere un pubblico ampio, tra storia, paesaggio e immaginario.
Un racconto che, navigando tra passato e presente, renda accessibile e contemporaneo un patrimonio culturale antico, ma sempre attuale.
ROTTE E PRODOTTI: IL VALORE DELLE ECCELLENZE ITALIANE
Le antiche rotte commerciali del mare non hanno mai trasportato solo merci, ma identità, culture, fedi e tradizioni. Trasformando i porti in luoghi di ecumenismo laico.
Ogni prodotto raccontava un territorio, la sua cultura e le sue tradizioni, ogni scambio costruiva relazioni: è così che eccellenze come la Malvasia sono diventate simboli culturali prima ancora che commerciali.
Ripercorrere queste rotte significa valorizzare il legame tra prodotto e origine, promuovendo una nuova e più affascinante narrazione del Made in Italy nell’ambito dello sviluppo della Blue Economy.
Un racconto che, unendo vino, cibo e tradizioni, dà vita a una “cambusa culturale” dove ogni ingrediente diventa ambasciatore del territorio.
Dalla riscoperta di queste storie nasce un nuovo modo di comunicare le eccellenze italiane: esperienziale, identitario, che trova nel giornale di bordo il filo rosso che rende unico questo viaggio.
IL DOCUMENTARIO
Il documentario della durata indicativa di 30’ racconterà le storie dei vitigni e dei produttori di Malvasia lungo la rotta, oltre a memorie storiche e pareri di esperti sul legame tra Venezia e il vicino Oriente tratteggiato dalla diffusione di questo vitigno.
Oltre ad alcuni tra i più significativi festival legati al viaggio ed al documentario, potrà essere presentato in luoghi simbolo della cultura veneziana.
IL TEAM
Maurizio Crema, giornalista e scrittore. Già autore di “Sulle Ali del Leone”, racconto del viaggio alla scoperta delle rotte della Serenissima e prequel del presente progetto, oltre a “Naviganti di Frodo”, “Viaggio ai Confini dell’Occidente”, “A Est del Nordest”.
Enrico Stocco, filmmaker e musicista, autore dei documentari “Sulle Ali del Leone” (2008) e di “Venezia Oltremare” (2014), frutto dei viaggi nel Mediterraneo orientale insieme a Crema. Ha lavorato come freelance per RAI, Mediaset, BBC, CNN.
Pietrangelo Pettenò, progettista culturale, ha contribuito a fondare il Marco Polo Project, un percorso di ricerca ispirato dalle storiche rotte della Serenissima tra porti e forti. Protagonista nei progetti di valorizzazione e recupero del patrimonio culturale veneziano nel Mediterraneo, è presidente del Centro Studi MedFord-Faro per i Forti-Forti che Uniscono.
Alfredo e Nicoletta Giacon sono skipper e armatori di Jancris, barca a vela con oltre 140.000 miglia navigate. Testimonial di progetti internazionali su clima, microplastiche e fondali marini, hanno pubblicato numerosi libri di viaggio per mare, ricevendo premi internazionali per l’impegno ambientale.
Renato Carafa, presidente della Lega Navale Italiana Delegazione Universitaria di Roma. Negli anni ha ideato, coordinato e condotto progetti di rilievo nazionale ed europeo legati al mondo del mare nelle sue varie declinazioni.
Patrizia Loiola, vicepresidente di Slow Food Veneto e coordinatrice della Guida Slow Wine per il Veneto, è degustatrice, narratrice del vino e del cibo. Formatrice di cultura del vino, organizza eventi enogastronomici, sviluppa progetti di valorizzazione turistica e di innovazione sociale.
