martedì, Luglio 16, 2024

Mal di mare, come affrontarlo e gestirlo in sicurezza


Ho preso come riferimento ciò che aveva preparato Marco Nannini, e ho fatto alcune ricerche sul mal di mare… ne è uscito un articolo che mi sembra interessante, che come quello sulla gestione del sonno può essere di aiuto a chi naviga e per gli ospiti degli skippers…

Il mal di mare, più propriamente naupatia, è la più diffusa tra le forme di cinetosi: basti pensare che il termine nausea, fra i sintomi più comuni del disturbo, deriva dal greco naus, nave.
Per essere più precisi, la cinetosi colpisce il senso dell’equilibrio e, conseguentemente, il senso di orientamento spaziale. Oltre al mal di mare, altre forme di cinetosi possono essere il mal d’auto, il mal d’aria, il mal di treno, il mal di spazio (per gli astronauti) o addirittura la cybersickness: cinetosi da realtà virtuale.
In linea generale, la possibilità che si sviluppi il mal di mare, così come per ogni altra forma di cinetosi, è maggiore in condizioni di ansia o stress. Detto ciò, gli specifici meccanismi neurobiologici alla base del disturbo non sono ancora stati completamente chiariti ed il perchè viene il mal di mare ha trovato risposta solo in numerose ipotesi e teorie. La teoria ad oggi più accettata è quella del conflitto sensoriale.

Quali sono i sintomi tipici del mal di mare?
Il sintomo indubbiamente più comune del mal di mare è la nausea (termine che, come abbiamo detto, deriva dal greco naus, nave). La sensazione di nausea può essere aggravata dalla presenza di odori forti e pungenti. Inoltre, se tale sintomo persiste, è possibile che culmini nel vomito.
Oltre alla nausea, altri sintomi abbastanza comuni sono:

• vertigini;
• tachicardia;
• sudorazione fredda;
• assenza di appetito;
• mal di testa;
• attacchi di panico;
• maggiore salivazione;
• pallore;
• visione offuscata;
• abbassamento di pressione;
• iperventilazione;
• senso di malessere generale.

I sintomi della cinetosi compaiono quando il sistema nervoso centrale riceve messaggi contrastanti da:

• occhi
• orecchio interno
• recettori di pressione della pelle
• recettori sensoriali di muscoli e articolazioni

Di norma i sintomi dovrebbero cessare entro le 24 dalla scomparsa dei fattori scatenanti (quali il movimento dell’imbarcazione); inoltre, quando l’esposizione agli stimoli è particolarmente prolungata, è probabile che il corpo inizi ad adattarsi e, conseguentemente, che diminuisca l’entità del malessere.

Le cause del mal di mare
Il mal di mare è causato dall’interazione fra degli organi dell’equilibrio, il sistema visivo, quello tattile e il cervello. Mentre si viene sbattuti in barca il nostro cervello non riesce a riconciliare I messaggi che riceve ed è sovra stimolato da informazioni contrastanti causate dalle continue accelerazioni e decelerazioni.
Il risultato è che il cervello giunge alla conclusione che si tratta di un avvelenamento! Induce dunque il corpo al vomito per liberarsi delle sostanze nocive che immagina siano state ingerite.
E ’quindi un riflesso istintivo di sopravvivenza, purtroppo inutile, perchè ovviamente il vomito non risolve in alcun modo la situazione.
Si dice che nessuno sia immune, ma sicuramente alcuni soffrono il mal di mare più di altri. Soprattutto persone diverse reagiscono in maniera totalmente diversa che rappresenta un fattore di rischio significativo quando si naviga in equipaggio ridotto.

Come evitarlo
Evitare il mal di mare è possibile entro certi limiti e sicuramente ci sono molti aspetti che possono migliorare o peggiorare la situazione. Non vi parlo di che cosa mangiare a colazione o cosa fare in preparazione di una gita della domenica. Ci sono un’infinità di risorse che offrono consigli sulla dieta e rimedi della nonna. Per evitare il mal di mare bisogna innanzitutto capirne le cause ed agire su queste.
Solo un approccio metodico dello skipper di meticolosa preparazione garantisce l’incolumità di tutti. Quando il tempo diventa brutto siamo abituati a vedere scene di stress, persone che urlano ed una grande confusione. Lo skipper preparato previene e non si trova mai ad affrontare questi inutili problemi aggiuntivi.

Come prevenire il mal di mare?
Prevenire il mal di mare, o qualsiasi altra forma di cinetosi, è sicuramente più semplice che porvi rimedio in seguito alla comparsa dei sintomi.

• Consumare pasti leggeri nelle 24 ore che precedono la partenza
• Chiedere di poter occupare una cabina sul ponte superiore, nella parte anteriore dell’imbarcazione
• Durante il viaggio posizionarsi in un ambiente ventilato evitando gli spazi stretti e chiusi
• Cercare di tenere lo sguardo fisso sull’orizzonte o a terra
• Respirare in modo lento e con respiri profondi.

Pertanto prima di salire sull’imbarcazione (o, in generale, qualsiasi sia il mezzo di trasporto in questione), è consigliabile;

• evitare di bere caffè, alcol o in generale grandi quantità di liquidi.
• è bene evitare di mangiare cibi particolarmente pesanti.
• durante il viaggio in mare è importante ricordarsi di rimanere idratati, di evitare odori pesanti quali quello del fumo e di non stare in un ambiente chiuso
• è bene evitare di leggere, guardare schermi, parlare fissando il proprio interlocutore o sedersi a prua.
• Guardare in direzione del senso di marcia può invece aiutare a ridurre il contrasto sensoriale e dunque diminuire la severità dei sintomi da mal di mare.

Come curare il mal di mare?
In generale il mal di mare non necessita di essere curato a livello farmacologico: con le dovute precauzioni si potrà tenere a bada l’entità dei sintomi che, una volta terminato il viaggio in mare, spariranno autonomamente nel corso di 24 ore. Per chi lo ritenesse necessario, sono tuttavia presenti in commercio numerosi farmaci e prodotti (come ad esempio dei cerotti specifici) che aiutano contro il mal di mare.

Cerotti mal di mare: vengono usati dei piccoli cerotti con principi naturali da applicare dietro l’orecchio circa 10 minuti prima di iniziare il viaggio. Adatti sia per adulti che bambini (sopra i 4 anni di età), i cerotti ani nausea hanno la funzione di attenuare la nausea, la sensazione di vertigini e l’anoressia causati dalla cinetosi. Esiste anche il cerotto che rilascia scopolamina da applicare dietro l’orecchio circa 2 ore prima del viaggio. Si tratta di un farmaco che può provocare effetti indesiderati (come per esempio la dilatazione della pupilla), quindi va usato solo dietro consiglio medico.
Bracciali per il mal di mare: esiste anche un braccialetto fatto a polsino per bambini e per adulti dotato di un bottone rigido. Tale supporto in rilievo va posizionato circa tre dita sotto il polso per stare a contatto con un preciso punto del corpo, quello che secondo la medicina cinese è coinvolto nei meccanismi che scatenano il malessere.

Per quanto riguarda i farmaci, un consiglio è sempre quello di assumerli preventivamente in quanto la gastroparesi (paralisi parziale dello stomaco) che spesso si verifica in risposta ai sintomi interferisce con il corretto assorbimento dei farmaci. I farmaci più comunemente adottati al fine di combattere i sintomi da mal di mare sono agenti anticolinergici ed antistaminici, spesso associati ad agenti simpaticomimetici in modo da ridurre gli effetti collaterali dei primi due.

• Uno dei farmaci più utilizzati, la scopolamina, può essere assunta in forma di cerotto transdermico. Sarà sufficiente applicare il cerotto dietro l’orecchio circa 4 ore prima dell’inizio del viaggio e si noterà un’efficacia di circa 72 ore.
• Xamamina compresse o gomme masticabili. Principio attivo: Dimenidrinato.
• Geffer-Granulato. Principio attivo: Metoclopramide/Dimeticone/Potassio Citrato/Acido Tartarico/Acido Citrico.

In commercio sono presenti anche delle particolari gomme da masticare che, se assunte al momento in cui comincia il malessere, avranno l’effetto di alleviarne l’entità. Ricordiamo tuttavia che, prima di optare per una soluzione farmacologica, sarebbe meglio chiedere un parere al proprio medico.

Per chi invece preferisse adoperare rimedi naturali, alcuni fiori di Bach (ad esempio lo Scleranthus) possono rivelarsi efficaci contro gli effetti del mal di mare per via delle proprietà lenitive a livello intestinale. Inoltre, anche i preparati a base di radice di zenzero (o anche zenzero in capsule) si rivelano molto utili: lo zenzero è ottimo per contrastare nausea e vomito, oltre ad avere un effetto calmante e antinfiammatorio.

Un altro rimedio naturale contro la nausea è qualche goccia di olio essenziale di menta piperita o di limone. Il limone può anche essere assunto fresco, se si è in grado di sopportarne l’asprezza.

Un rimedio alternativo, dimostrato da alcuni studi, è infine quello di premere (per un tempo abbastanza prolungato e con una pressione costante) sul punto P6, situato nella parte centrale interna del polso.

Come trovare il punto P6? Per trovarlo è sufficiente appoggiare le tre dita della mano (indice, medio, anulare) sull’interno del polso, facendo attenzione che l’estremità dell’anulare sia sulla prima piega del polso. Il punto P6 si trova proprio sotto l’estremità dell’indice, tra i due tendini flessori centrali.


È chiaro però che, qualunque sia il rimedio scelto per combattere gli effetti del mal di mare, il risultato sarà massimo se al contempo ci si è comportati adeguatamente al fine di prevenire il più possibile il malessere.

Ridurre la confusione
La radice del mal di mare sta nell’incapacità del cervello di interpretare i segnali ricevuti dai vari organi. Ogni azione che riduce questa confusione aiuterà sia a evitare sia a ridurre la sensazione di mal di mare.
Se siete in pozzetto l’occhio vedrà le onde e il movimento della barca. Troverà dunque parziale spiegazione di ciò che gli organi dell’equilibrio stanno comunicando. Non a caso timonare è un ottimo rimedio, concentrandosi sulla rotta e sulla barca. In questo modo tutto il movimento inizia ad avere molto più senso e il cervello riduce il tentativo di reazione al presunto avvelenamento.
Stando in piedi, non vi sono continui punti di pressione sul corpo come accade da seduti, una fonte in meno di segnali da interpretare. Anche il passare del tempo e l’esperienza contano, perchè il cervello man mano si abituerà alla situazione anomala considerandola sempre più normale.
Se spegniamo uno dei canali di comunicazione diretti al cervello la situazione migliorerà. Se siete sottocoperta l’occhio è fonte di immagini preoccupanti, l’interno della barca non si muove. Veniamo però sbattuti al suo interno, quindi guardarsi intorno peggiora la situazione, sotto coperta è meglio stare ad occhi chiusi.
Il cervello dovrà solo più decifrare I messaggi dell’organo dell’equilibrio e la pressione sulla superficie corporea. Non a caso sdraiandosi la situazione migliora ulteriormente, con tutto il corpo disteso. La pressione uniforme è meno interessante da analizzare per il cervello.
Se scegliamo una posizione più centrale e bassa possibile il movimento sarà ridotto e l’organo dell’equilibrio meno stimolato. Paradossalmente è preferibile dormire addirittura per terra, a centro barca vicino alla chiglia. Primo perchè da lì non si può cadere e rischiare di farsi male. In secondo luogo si riesce a dormire meglio per il minore moto anche in condizioni estreme.
Dunque pensando ai vari fattori in gioco stare al timone o in cuccetta sono senz’altro I due posti migliori. Se navigate in equipaggio ridotto potete proprio fare spola fra queste due postazioni senza perdite di tempo. O svegli al timone o sdraiati a dormire.

Fattori secondari
Oltre agli ovvi stimoli motori descritti finora ci sono importanti fattori secondari per tutto l’equipaggio, che, anche se di per sé non sono causa del mal di mare, sicuramente contribuiscono a peggiorare la situazione.

Primo fra tutti il freddo, ma anche la stanchezza, lo stress. Alcuni patiscono gli odori come il gasolio, ma non sottovalutate la paura e persino la paura di avere il mal di mare.
Controllo della temperatura: solitamente il mal di mare sopravviene e peggiora con l’aumentare del vento e dello stato del mare. In queste condizioni, per via del windchill , la temperatura percepita inizia a precipitare. Ma cos’è il wind chill? È l’indice di raffreddamento, esprime la sensazione di raffreddamento causato dall’effetto combinato di temperatura e vento. Il corpo umano non percepisce infatti la temperatura dell’aria misurata dal termometro.

I membri dell’equipaggio accalcati in pozzetto rischiano man mano di infreddolirsi. Purtroppo l’avere freddo contribuisce a sua volta allo svilupparsi del mal di mare. Se siete skipper dovrete dunque assicurarvi che siano tutti ben vestiti. Se il cielo si copre e il vento aumenta chiedete ad ogni membro dell’equipaggio di vestirsi.
Ancora meglio, portate loro vestiti da sottocoperta, vedrete che non esiteranno ad indossarli. Una delle caratteristiche del mal di mare è che porta a chi ne soffre alla pigrizia ed apatia. La persona che ne è affetta non riesce a pensare a semplici gesti che lo aiuterebbero a migliorare la situazione. Come banalmente indossare un pile sotto la cerata, una giacca a vento o un cappello.
Se siete molto vestiti fate però attenzione a quando scendete sotto coperta. Lo sbalzo di temperatura improvviso potrebbe darvi un colpo di nausea immediato. Dunque, prima di scendere, aprite la giacca e il pile se ha una zip. Poi scendete e senza esitazioni sdraiatevi e chiudete gli occhi. Man mano che il corpo si riadatta alla nuova temperatura potrete eventualmente richiudere il pile o coprirvi con una copertina. Dipende tutto dalla stagione ovviamente e luogo di navigazione.

Capire chi sta per soffrire il mal di mare
Come skipper dovete darvi la priorità assoluta di capire chi sta soffrendo o potrebbe soffrire il mal di mare. La regola numero uno è valutare di continuo la reattività di ogni membro dell’equipaggio. Chi sta parlando e continua a parlare sta bene, ma I chiacchieroni diventeranno molto silenziosi al primo accenno di mal di mare.
Quindi chiedete sempre ai silenziosi come stanno, se vi rispondono sbrigativamente “bene bene” vuol dire che hanno già il mal di mare. Di solito tutti si vergognano di ammetterlo e fino all’ultimo faranno finta di nulla. Vi diranno che gli è rimasto il salame sullo stomaco o che il panino a pranzo non lo hanno digerito!
Insomma hanno il mal di mare e basta e farebbero meglio a farlo sapere subito allo skipper perchè si regoli di conseguenza.

Gasolio: l’odore del gasolio dà fastidio a molti anche se è semplicemente un acceleratore del fenomeno. Se sottocoperta c’è odore di gasolio alcuni lo potrebbero difficilmente tollerare. Ma se il loro mal di mare è importante costringeteli comunque a sdraiarsi e chiudere gli occhi piuttosto che tenerli in pozzetto.

Stanchezza: la stanchezza è un fattore secondario importante specie nelle lunghe navigazioni. Spesso sono proprio I meno esperti che hanno il terrore di andare sottocoperta e insistono di rimanere in pozzetto.
Alla fine stravolti ed infreddoliti, capitolano e iniziano a stare male. Meglio invece alternare il pozzetto a brevi riposi da sdraiati. Se non cincischiate andando sotto coperta ma vi buttate subito in branda e chiudete gli occhi potreste rialzarvi dopo una decina di minuti completamente ripresi.


Stress e paura lo stress agisce in maniera simile alla stanchezza ed è semplicemente un fattore che contribuisce a peggiorare la situazione. Lo skipper dovrà fare del suo meglio per rimanere calmo e sorridente e rassicurare tutti. Agendo con azioni chiare e tenendo la situazione sotto controllo.
Al suo primo tentennamento inevitabilmente ci saranno le prime defezioni tra i meno esperti che si sentiranno in pericolo. I novizi impensieriti diventeranno silenziosi e sarà solo questione di tempo prima di ritrovarsi con una gatta da pelare. Gente infreddolita, stanca, nessuno disposto a scendere sotto coperta e apatica ad ogni comando

Legarsi ed indossare il giubbetto di salvataggio: in pozzetto potrebbero alzarsi all’improvviso e gettarsi verso la battagliola per rimettere e potrebbe cadere in acqua. Dunque siate decisi e fermi sull’argomento, chiunque non sia in grado di timonare o mantenere una conversazione è arrivato ad un livello critico. Prima questa persona si sdraierà minori saranno le conseguenze da gestire.
Per quelli che sono ancora in pozzetto, se mare e vento aumentano, è giunta l’ora di legarsi. L’immagine di chi soffre il mal di mare ed improvvisamente si butta sottovento per vomitare fa gelare il sangue.

Preparare la barca
Man mano che la situazione peggiora potreste ritrovarvi con più di un membro dell’equipaggio fuori uso. È importante dunque preparare la barca prima di ogni uscita in cui ci si possa aspettare condizioni difficili.
Date per scontato che qualcuno soffrirà di mal di mare preparando I teli anti rollio delle cuccette e mettete buglioli a portata di mano. Ogni situazione diventa emergenza per mancanza di preparazione e prevenzione. Uno skipper esperto non si farà sorprendere e anticipando ogni mossa terrà la situazione sotto controllo.

Cosa fare se qualcuno sta male
Sempre e comunque mandarli e tenerli sotto coperta sdraiati con un bugliolo a disposizione, mai in pozzetto in quelle condizioni anche se protestano. Quando si soffre di mal di mare molto violento si preferirebbe morire ma rimarrete delusi scoprendo che non ci sarà rapida soluzione alla tortura, vivrete. Solo se una persona soffre di mal di mare per vari giorni consecutivi avrete per le mani una reale preoccupazione.
In primo luogo assicuratevi che bevano e se possibile che integrino I sali minerali persi. Ove possibile fate che mangino qualcosina per recuperare le energie. Ma se siete usciti dal porto la mattina e dovete rientrare la sera l’unica vera e reale preoccupazione è che cadano in mare. Oppure, che si facciano male mentre si trascinano come zombie da un lato all’altro del pozzetto.

Rientrare in porto
Il modo migliore per far stare meglio il vostro equipaggio e di portarsi al riparo e rientrare in porto. Se non siete in regata o in navigazione verso una meta specifica tanto vale che rientriate in porto. Tanto, quando il vostro equipaggio sta male, non si divertirà di certo. Allo stesso modo, un po’ di mal di mare non uccide nessuno. Se un membro dell’equipaggio ne soffre mentre rimangono sufficienti braccia per proseguire la navigazione mandate lo sfortunato a dormire, fa parte della vita di mare.

La conduzione della barca
Se non siete in regata e se la vostra rotta può essere cambiata, lo skipper intelligente scegliere un’andatura più comoda per la barca. Specie se si ritrova con un gruppo di persone pallidine al primo colpo di vento. Potrà lascare le vele, poggiare e magari puntare in direzione di un porto alternativo invece di insistere su una scomoda bolina.

Conclusioni
Nessuno è completamente immune al mal di mare ma sicuramente alcuni soffrono più di altri. Se vi viene un attacco di mal di mare dovrete avere pazienza e cercare quanto possibile di rilassarvi. Contrariamente a quanto I più immaginano, il posto migliore dove stare e sdraiati in cuccetta dove probabilmente vi addormenterete.