martedì, Maggio 12, 2026

Schettino e l’inchino

Ricevo questo messaggio da un amico, e vi propongo lo scambio che ne è seguito.

Oggetto: RTM del 16 marzo

Il destino di un capitano

ciao Mario
ci siamo sentiti l’estate scorsa, dopo averti ritrovato su RTM a 23 anni di distanza dal Lycia in Polinesia.
Si dice che bagnati di acqua salata non ci si asciuga più ed ora senza RTM sarei in crisi di astinenza.
Ti scrivo per l’articolo su Schettino che non condivido.
Con la nave che affonda, timone che non governa, senza motore, è difficile credere che abbia immaginato la manovra descritta per invertire la rotta di 180 gradi.
Non sempre l’ancora agguanta il fondo, ancorché buon tenitore, in retromarcia e con il tiro sufficientemente orizzontale, figuriamoci in quelle condizioni! Banalmente avrà dato fondo sperando con molta fortuna di ridurre in qualche modo abbrivio.
Vorrei poi vederli i tracciati della rotta effettiva e stenterei ad accettarli. Insomma il tentativo di riabilitazione postuma accostando Schettino a Piero Calamai non lo accetto.
Tu che dici, hai fatto la peer review?
Continuo ad inviarti un affettuoso ringraziamento per il profumo di mare che mi trasmetti

Franco

Ciao Franco, leggo con piacere la tua, e con piacere entro nel merito.
Innanzitutto alcune premesse:

1. ma che cos’è l’inchino? È un passaggio sotto costa, ma perchè? e qui si può aprire un dibattito, come puoi immaginare.

2. Io ho navigato con Costa molti anni, e pur non avendo mai partecipato ad un “inchino”, quando ero allievo sull’ANNA C, comandante Stuparich, so per certo che la nave passava attraverso i faraglioni di Capri, quindi l’inchino del Giglio in confronto era un gioco per un comandante che conosca la costa e stia sul ponte al momento dell’inchino.

3. Forse era paragonabile ad un inchino quando rientrando da Napoli, sempre con l’ANNA C, passavamo “sotto costa” davanti a Portofino per vedere il lenzuolo bianco che sporgeva dal balcone di uno dei palazzi che si affacciavano sul mare, dove abitava il comandante in seconda. Se ricordi ho parlato di questo episodio in un raccontino che ho scritto tempo fa…

4. La Costa ha sempre saputo dell’inchino, ma è sempre stata una libera decisione del comandante che come sai ha potere di vita e di morte sulla nave… tanto ne risponde lui… finchè…

5. Infine sulla Concordia credo che nessuno abbia cercato di riabilitare Schettino, perchè è lapalissiano l’errore, dovuto alla sua superficialità che ha permesso che succedesse.

6. Ti dico solo che quando è successo ho appreso con sorpresa che Schettino veniva dalle petroliere, era di Castellamare di Stabia (dove io ho fatto 12 mesi il militare …e qui ho fatto dei brutti pensieri) perchè ai miei tempi il comandante di una nave passeggeri della Costa doveva essere cresciuto con Costa, e aver fatto prevalentemente navi passeggeri, e godere di una fiducia che veniva solamente da una gavetta interna alla compagnia…. io stesso, che sono arrivato ad essere ufficiale in 2^, sono arrivato in Costa subito dopo il militare (24 mesi in marina) perchè mio padre conosceva personalmente Giacomone Costa… fra Rotariani….

Pensa che sono stato congedato da Castellammare il 20/12/1968 ed il 29/12/1968 ero già imbarcato sull’ ANNA C come allievo… Poi avendo 22 mesi di imbarco nella MM mi sono bastati 6 mesi da Allievo e aver passato Gibilterra per fare l’esame di patentino ed essere promosso a Terzo Ufficiale… credo di essere stato il più giovane in Costa Armatori ad avere quel grado … ma è un’altra storia.

7. Infine per me la manovra è stata sicuramente valida per cercare di salvare il salvabile, ma è il minimo che si potesse fare, ma non mi sento di dire nulla su ciò che è successo prima… sull’ancora … sul fondo… sui 180°…

8. Potrei insistere su ciò che stava facendo Schettino al momento dell’incidente, sulla libertà che si prendevano i comandanti (non tutti) sulle navi da crociera…. ma lascio a te l’immaginazione…

Un caro saluto e grazie di avermi scritto…
ziobric