mercoledì, Luglio 8, 2026

Polo Nord

Il Polo Nord magnetico terrestre ha ufficialmente cambiato posizione
di Salvo Privitera

Silenziosamente, senza terremoti né scosse visibili, la bussola della Terra ha cambiato direzione. Nel 2025 il polo nord magnetico ha ufficializzato il suo ingresso nell’emisfero russo, proseguendo una migrazione iniziata secoli fa ma accelerata in modo anomalo negli ultimi decenni.

Un movimento impercettibile per chi cammina sulla superficie del pianeta, ma tutt’altro che trascurabile per i sistemi che regolano la navigazione moderna.

Lo confermano i nuovi modelli del World Magnetic Model 2025, sviluppati da NOAA e British Geological Survey: oggi il polo si trova a oltre 86 gradi di latitudine nord, più vicino alla Siberia che al Canada. Dal XIX secolo ha percorso oltre 2.200 chilometri, spinto dalle turbolenze del ferro liquido che ribolle nel nucleo esterno della Terra, a quasi 3.000 chilometri di profondità.

Dopo aver raggiunto velocità record di circa 60 chilometri all’anno tra il 1990 e il 2020, ora rallenta, ma resta comunque ben sopra le medie storiche.

A risentirne sono aerei, navi, satelliti, sistemi di difesa, droni e veicoli autonomi, tutti dipendenti da un allineamento preciso tra nord geografico e magnetico. Le nuove mappe aggiornano anche le cosiddette “zone di blackout magnetico”, dove le bussole diventano inaffidabili, un problema concreto per le rotte polari e le missioni scientifiche.

Gli esperti rassicurano: non ci sono segnali di un’imminente inversione dei poli, evento raro che avviene su scale di centinaia di migliaia di anni. Ma la rapidità del cambiamento mette sotto pressione infrastrutture e software progettati per un mondo magneticamente più stabile.

Il Polo Nord Magnetico della Terra sta cambiando posizione, spostandosi dal Canada verso la Siberia. Questo fenomeno, studiato da NOAA e British Geological Survey (BGS), ha portato alla pubblicazione di un aggiornamento del Modello Magnetico Mondiale (WMM), una mappa indispensabile per sistemi di navigazione, aviazione e logistica.

A differenza del Polo Nord geografico, immutabile al vertice dell’asse terrestre, il Polo Nord Magnetico si sposta costantemente a causa del movimento del ferro e del nichel nel nucleo terrestre. Negli ultimi vent’anni, la sua velocità di spostamento ha subito un’accelerazione drammatica, passando da 10 a 50 chilometri all’anno, per poi rallentare bruscamente a 35 chilometri negli ultimi cinque anni.

William Brown, esperto del BGS, sottolinea come queste variazioni non abbiano precedenti nella storia delle misurazioni geomagnetiche. A proposito: quali sono le conseguenze dello spostamento del nord magnetico?

Il fenomeno è causato dall’interazione tra due enormi lobi magnetici sotto la crosta terrestre, uno situato sotto il Canada e l’altro sotto la Siberia, che influenzano la direzione del campo magnetico. Per i viaggiatori e le tecnologie che si affidano alla navigazione magnetica, le conseguenze sono significative: mappe vecchie potrebbero portare a errori di traiettoria fino a 150 chilometri su lunghe distanze.

Tali aggiustamenti saranno cruciali per aggiornare i software di navigazione utilizzati da flotte aeree, militari e agenzie governative in tutto il mondo. Insomma: il polo nord adesso ha un’altra posizione.

Sembra assurdo ma è ufficiale: il Polo Nord ha una nuova posizione
di Giuseppe Occhiuto

Questa settimana è stato pubblicato ufficialmente il World Magnetic Model 2025. Non avete minimamente idea di cosa sia? Sappiate allora che se amate l’avventura vi aiuterà molto… per i prossimi 5 anni!

Dopo aver appurato lo spostamento del Polo Nord magnetico, questo recente modello rivela l’ultima posizione ufficiale prevista dei campi magnetici della Terra. Secondo le previsioni, potrà essere adoperato fino alla fine del 2029. Ma cosa sta succedendo?

Tanto per cominciare è opportuno ricordare come il Polo Nord magnetico sia profondamente diverso dal Polo Nord geografico. Quest’ultimo, definito spesso come “vero Nord”, rappresenta un punto fisso sulla superficie terrestre situato a 90° di latitudine Nord.

Al contrario, il polo magnetico è un punto in continuo movimento, a causa dei metalli liquidi che scorrono attorno al nucleo esterno del nostro pianeta. Senza tediarvi con complesse spiegazioni fisiche, sappiate che questi metalli, seguendo perfettamente i principi dell’elettromagnetismo, generano un campo magnetico con due poli.

Proprio per questo motivo, il 17 dicembre è stato rilasciato un ultimo aggiornamento: il World Magnetic Model High Resolution (WMMHR2025), che offre un netto miglioramento nella risoluzione spaziale. Per avere più chiaro di cosa si tratti, potete osservare una mappa della Terra con i rispettivi poli al seguente link. Come potete notare, quello magnetico è ora decisamente più vicino alla Siberia che al Canada. Ma a cosa servirà tale modello?

Per rispondere a questa domanda, non dobbiamo dimenticare come tutta la tecnologia di geolocalizzazione, vale a dire il Global Positioning System (GPS), si basa sul campo magnetico terrestre. Inoltre, è fondamentale monitorare costantemente la posizione del polo, poiché tali spostamenti sembrano accelerare anno dopo anno.

Dagli anni ’30 del XIX secolo, infatti, il polo nord magnetico della Terra si è spostato di circa 2.250 chilometri dal Canada verso la Siberia. Tuttavia, tra il 1990 e il 2005, la velocità di spostamento dei poli è aumentata da meno di 15 chilometri all’anno a circa 50-60 chilometri all’anno.

“Il WMM viene rilasciato ufficialmente oggi, garantendo agli utenti le informazioni più aggiornate in modo che possano continuare a navigare con precisione per i prossimi cinque anni”, ha affermato il dott. William Brown, una delle menti dietro al modello.

Dopo aver visto l’incredibile video di un anno sulla Terra in soli 11 secondi, la tecnologia si dimostra ancora una volta una preziosa alleata, rendendo necessarie ulteriori ricerche per meglio comprendere ciò che accade sul nostro amato pianeta.

“L’attuale comportamento del polo nord magnetico è qualcosa che non avevamo mai osservato prima. Si è mosso lentamente attorno al Canada sin dal 1500, ma negli ultimi 20 anni ha accelerato verso la Siberia, aumentando di velocità ogni anno fino a circa cinque anni fa, quando ha improvvisamente rallentato da 50 a 35 km all’anno, che è la più grande decelerazione di velocità che abbiamo mai visto”, conclude lo stesso Brown. FONTE: iflscience