martedì, Settembre 8, 2026

Salire in testa d’albero

Prima di salire in testa d’albero bisogna chiarirsi le idee sui controlli da fare lungo la salita e la discesa

Guida completa alla salita in testa d’albero con consigli su sicurezza, attrezzatura e controlli da eseguire durante la manutenzione
La salita in testa d’albero è un’operazione da affrontare sempre e comunque con estrema serietà. Non sono solo gli aspetti relativi alla sicurezza gli elementi che la caratterizzano, ma anche quelli che riguardano, banalmente, l’organizzazione delle operazioni che si andranno a compiere.
Innanzitutto il vestiario. Non è mai il caso di indossare il banzigo se si è scalzi, a torso nudo, o non adeguatamente vestiti. Ovviamente non c’entra nulla il decoro. Il fatto è che non ci faremo issare come fossimo un sacco, ma aiuteremo l’uomo al winch. E questo va fatto senza procurarci ferite o esporre inutilmente i nostri arti a dolorosi (e debilitanti) incidenti. Le scarpe da ginnastica, e i guantini tagliati alle dita da vela, svolgeranno egregiamente il compito di proteggerci. Indossare una maglietta in estate ci eviterà invece abrasioni sulla pelle, nel caso (sempre opportuno) in cui indossassimo anche una cintura di sicurezza legata a una drizza di rispetto.
Mai, nella maniera più assoluta, usare direttamente i moschettoni delle drizze. Sono pensati per potersi aprire se necessario, e a volte lo fanno egregiamente quando non è il caso. Le drizze che useremo vanno legate con una gassa.
Infine, quali attrezzi portare? Sempre: un lubrificante, una pinza multiuso (che abbia coltello e cacciaviti essenziali), sagolino, e nastro telato. Questa semplice attrezzatura standard, povera ma in grado di coprire un bel ventaglio di manutenzioni ordinarie, deve essere assicurata opportunamente. La soluzione migliore è usare una borsetta porta attrezzi, a tracolla, che non impedisca in alcun modo i movimenti. Nel caso invece in cui si salga per fare lavori fuori dall’ordinario, gli attrezzi dovranno essere portati in testa con un’altra drizza, e possibilmente in una sacca. Il classico secchio fa molto “marinaio”, ma ha il vezzo, se incontra un ostacolo, di ribaltarsi facilmente e svuotare il suo contenuto.

Prepararsi alla salita in testa d’albero

Salire in testa d’albero è una necessità periodica. Prepararsi a farlo nel modo più opportuno è un elemento di sicurezza per noi e per chi ci aiuta. Per prima cosa è bene stabilire che controlli bisogna fare.

Le puleggie per le drizze sono sicuramente oggetto di verifica

Controlli e manutenzioni durante la salita

1) Se per salire in testa avremo scelto la drizza randa, alla quale aggiungeremo la drizza di spi, cosa non possibile sui frazionati perché l’uscita della drizza dello spi sull’albero è molto più bassa. Il primo lavoro di manutenzione ordinaria sarà quello di lubrificare, man mano che si sale, la canaletta per favorire il movimento dei garrocci.
2) Siamo prossimi alla cima. La maggior parte dello sforzo, nostro e di chi ci aiuta, è quasi concluso. È il momento di valutare come issarci alla quota necessaria per lavorare. Il banzigo, o l’imbragatura, spesso arrivano al “fondo corsa” venti o trenta centimetri sotto la quota utile. Se è necessario andranno usate le gambe per colmare il gap.
3) Arrivati in testa si concretizza il secondo lavoro di manutenzione ordinaria: lubrificare le pulegge. Prima quella della drizza randa. Poi, oscillando sul davanti, quelle delle drizze spi e, più in basso, la puleggia della drizza genoa. Un metro e mezzo circa ancora più in basso, bisogna intervenire anche su quella dedicata al carica alto dello spi.
4) Ecco gli elementi essenziali da controllare in testa d’albero: la stazione del vento, l’antenna del VHF, la luce di fonda e il windex. Tutti questi strumenti sono montati su staffe e in parte hanno elementi in movimento. Anche in questo caso la lubrificazione periodica, con teflon o comunque con essenze che non “impastino” in ambiente marino, è necessaria, così come il controllo dei serraggi.
5) In primo piano la drizza genoa e gli elementi del rollafiocco. Un esempio di manutenzione straordinaria potrebbe riguardare proprio la necessità di smontarli per un grippaggio o altro incidente. In questo caso una sacca dovrà portare in testa gli strumenti adatti e riportare in basso gli elementi smontati con la loro ferramenta.
6) In evidenza il particolare dell’attacco di una sartia alta. Il controllo visivo dello stato della ferramenta essenziale dell’albero è importante. Così come quello dei rivetti che, unendo fortemente metalli diversi (acciaio e alluminio), possono costituire un punto debole. Sono in commercio liquidi speciali che “colorano” eventuali linee di cedimento invisibili a occhio nudo.
7) Osservare l’albero da un punto di vista diverso può essere utile. Vanno controllati: il passaggio del sartiame, gli eventuali disallineamenti tra le crocette, l’ancoraggio del riflettore radar, ecc. Anche la flessione dell’albero si può considerare da un’altra prospettiva. Ci si può preparare alla discesa.

La testa d’albero, il punto di arrivo e il luogo dove si fanno il maggior numero di controlli

Scheda breve: sicurezza e attrezzatura

La salita deve essere affrontata in completa sicurezza. Cadere da un albero alto tra i dieci e i sedici metri lascia pochi dubbi sugli esiti. L’attrezzatura di base è costituita dal banzigo che va assicurato a una drizza. Mai direttamente al moschettone. Bisogna eseguire una gassa e il moschettone può essere chiuso intorno al dormiente.
È più che opportuna la cintura di sicurezza a cingere le spalle, collegata a una drizza di rispetto. Il banzigo è un oggetto tradizionale sostanzialmente immutato se non nei materiali. Può essere il caso di considerare, invece, l’uso di un’imbracatura completa da rocciatore, con i relativi accessori. Essendo materiali provenienti da attività altamente specializzate offrono comfort e alti standard di sicurezza.