lunedì, Giugno 8, 2026

Andamane

L’isola dove se sbarchi ti ammazzano

Ero in Malesia nel lontano 2003, imbarcato su un Supermaramu 2000 che stava facendo il giro del mondo, ed era in programma una sosta alle Andamane. Avevamo fatto il permesso di entrata in quell’arcipelago presso l’ambasciata indiana, ed ero molto curioso di conoscere quelle isole. Avevo visto da poco un documentario che spiegava i rischi che si corrono nell’avvicinarsi a terra a causa dei fondali poco mappati e pericolosi, oltre alla poca ospitalità degli indigeni, e al rischio di compromettere l’equilibrio immunitario della popolazione che non aveva contatti con il mondo esterno alle Andamane.

I missionari si avvicinavano alle isole in canoa, lasciando la barca fuori dalle secche pericolose: il loro era uno dei pochi contatti che esistevano, ed eravamo comunque perplessi sulla validità della sosta proprio per l’incognita sugli abitanti.

Infine qualche anno prima delle società avevano fatto un investimento importante a scopo turistico, che non aveva prodotto risultato proprio per la difficoltà di ricevere l’appoggio della popolazione.

Ecco quindi che leggendo l’articolo che segue ho potuto avallare a posteriori la decisione di non fermarci e lasciare traccia agli amici che mi leggono sullo stato attuale delle cose.

Nell’arcipelago delle Andamane, un’isola è abitata da una tribù bellicosa che uccide tutti i visitatori
di Riccardo Bottazzo

Se mai vi capitasse di far vela nell’arcipelago delle Andamane, evitate di dare alla fonda davanti all’isola di North Sentinel. Rischiate seriamente di venire accoppati.
E non sareste neppure le prime vittime di una tribù indigena che non fa sconti a nessuno e che non vuole saperne di avere a che fare con la, chiamiamola così, civiltà moderna.

Persa nell’azzurro mare del Golfo del Bengala, North Sentinel è formata da 72 chilometri quadrati di spiagge da paradiso terrestre e di foresta ancora incontaminata.
Niente alberghi, niente turismo, a North Sentinel. E neppure sportelli del bancomat.
La tribù che vive su questo atollo è considerata dagli antropologi una delle più isolate – termine appropriato se consideriamo che vivono, per l’appunto, su un’isola – del mondo.
Si tratta di indigeni cosiddetti “non contattati”, come se ne trovano, sempre più raramente, in alcune zone della foresta amazzonica.
North Sentinel appartiene alla Repubblica dell’India, anche se i suoi abitanti avrebbero molto da ridire a questo proposito.
Qualsiasi tentativo di allacciare un rapporto con questa bellicosa tribù è stato un fallimento.
E così le autorità di Nuova Delhi hanno semplicemente deciso di lasciar perdere, limitandosi semplicemente a mettere sull’avviso naviganti, pescatori e diportisti di non avvicinarsi all’isola.
Che poi, a volerla dire tutta, questa tribù un contatto con la cosiddetta “civiltà”, lo ha già avuto in passato.
Nel XVIII secolo vi sbarcò un contingente coloniale inglese che compì un’autentica strage di indigeni.
Solo un centinaio di loro sopravvisse nascondendosi nella foresta. Insomma, qualche ragione per non voler avere a che fare con noi, “uomini bianchi”, ce l’hanno pure.

L’isola degli “incontattati” a rischio di estinzione
Nell’arcipelago delle Andamane il popolo Shompen è condannato al genocidio nel nome di un gigantesco progetto di sviluppo.

Trasformare un’isola dell’arcipelago delle Andamane in una nuova Hong Kong, a beneficio del turismo di massa, dell’industria e del commercio del Paese.
È il progetto al vaglio del governo di Nuova Delhi.
Il problema è che nell’isola in questione, Gran Nicobar, vive una delle ultime tribù non contattate della terra: quella degli Shompen. Un popolo, in altre parole, che non ha mai avuto contatti, né desidera averli, con la cosiddetta civiltà globalizzata.

È impossibile immaginare che gli Shompen possano sopravvivere ad una trasformazione della loro isola così travolgente e catastrofica come quella che vuole attuare il governo dell’India,

si legge in un appello diffuso da Survival International, emerita associazione internazionale che ha come obiettivo quello di difendere gli ultimi popoli indigeni del pianeta.

Gli Shompen, come tutti i popoli incontattati del mondo, dipendono interamente dalla loro terra: se viene distrutta, lo saranno anche loro. Chiediamo al governo indiano di abbandonare questo folle progetto.

Survival International ha promosso anche una raccolta firme a sostegno del diritto degli Shompen ad abitare la loro terra, che può essere sottoscritta anche online.
Se il progetto dovesse andare in porto, nell’isola di Gran Nicobar verrebbe realizzato un aeroporto internazionale, una centrale elettrica, una base militare ed un parco industriale, oltre ad una città capace di contenere 650 mila residenti.
Un po’ tanto per un’isola dove oggi vive una popolazione di Shompen che si stima aggirarsi tra i cento e i 400 individui.
Cifre esatte non ce ne sono, essendo, come abbiamo detto, un popolo non contattato che ha sempre rifiutato qualsiasi contatto con il resto dell’umanità.
Da sottolineare che l’isola di Gran Nicobar si trova a poca distanza da quella di Sentinel, di cui abbiamo raccontato la storia su questo articolo di Daily Nautica: “L’isola dove se sbarchi ti ammazzano”.
A differenza degli Shompen, i Sentinelesi sono assai più aggressivi nel difendere la loro terra e questo ha attirato su di loro una attenzione mediatica che i loro vicini di isola non hanno mai avuto.
Addirittura, National Geographic ha realizzato un documentario su di loro, in cui si racconta la vicenda che ha portato alla morte del missionario evangelico John Allen Chau che era sbarcato nell’isola proibita nel tentativo di convertirli al cristianesimo.

Il filmato è appena uscito negli Stati Uniti e qui potete vedere il trailer.

Considerata la grande attenzione mediatica riservata a John Allen Chau, potrebbe sembrare che la morte di un occidentale per mano dei Sentinelesi che stavano difendendo le loro vite e le loro terre, valga più della distruzione imminente di un intero popolo,

ha commentato amaramente Fiona Watson, direttrice del Dipartimento Ricerca e Advocacy di Survival International.