mercoledì, Aprile 17, 2024

Jasna Tuta – Giugno

Sono seduto da Sara, al bar dell’Hannibal a Monfalcone: alle 13  ho appuntamento con Jasna, la navigatrice-scrittrice- velista-insegnante di Sistiana; la inseguo da alcuni mesi per conoscerla, perchè,  dopo che Antonio mi ha dato da leggere il suo libro “Un Oceano di emozioni”,  ho deciso di intervistarla per RTM. Arriva puntuale, subito  mi fa una sintesi della sua vita, poi inizio a farle alcune domande… mi vengono in ordine sparso, anche se si inquadrano perfettamente nel suo percorso di vita.  Ve la presento:

Jasna……..nata a Trieste 13/5/1980… scrittrice…velista , ama l’ immersione, l’ arrampicata, la fotografia…velisticamente ha iniziato a Sistiana, optimist, tavole a vela, istruttrice per 10 anni….ha studiato pedagogia in Slovenia… poi ha cambiato vita….potremmo dire che la sua vita  è caratterizzata da fasi ben precise: la giovinezza, l’esplosione, la maturazione e la maturità…ma forse è solo l’inizio di un’altra vita.

Mi racconta: <<…come tutti i triestini ho il mare nelle vene. A sei anni ho fatto il mio primo corso di vela e fu odio a prima vista. Feci una promessa a me stessa: “Non salirò mai più su una barca.” (fu solo la prima di una serie infinita di volte che mi sono fatta questa promessa…)

Dieci anni dopo però sono ritornata al circolo nautico (YC Čupa) per un corso di windsurf e quello invece mi piaceva (o forse mi piacevano gli istruttori?!), sta di fatto che non me ne sono più andata. Ho iniziato facendo l’assistente ai corsi di windsurf, poi ho deciso di fare il corso istruttori della FIV così per una decina di anni passavo le estati a fare scuola vela, con i bambini su Optimist e con i ragazzi su tavole a vela. D’estate ero al mare, d’inverno invece studiavo a Lubiana in Slovenia, dove nel 2005 mi sono laureata con una tesi sul metodo Gioco Sport applicato alla vela. Capirai più avanti perchè questo gioco è stato importante, prima nell’insegnamento e poi per i miei futuri progetti.

Il mio gioco preferito è sempre stato la caccia al tesoro. Da bambina adoravo quando la mamma mi faceva correre su e giù per il giardino cercando bigliettini nascosti sugli alberi e sotto ai cespugli. Anni dopo ho scoperto che organizzare una caccia per gli altri è per certi versi ancora più divertente: inventare enigmi, scrivere indizi, comporre messaggi in codice, trovare nascondigli non troppo ovvi ecc. C’era un periodo in cui passavo interi pomeriggi a disegnare mappe col succo di limone o a creare enormi puzzle, ma devo ammettere che questo non mi è mai sembrato uno spreco di tempo. Mentre lo facevo, mi sentivo creativa, contenta, piena di vita. Non saprei proprio dire chi si divertiva di più – io che preparavo la caccia o le persone che poi giocavano.

Dopo l’università ho insegnato per 5 anni, ma volevo andare via… ho letto Terzani e tanti altri viaggiatori, e sentivo di voler partire ma non avevo soldi abbastanza soldi e non parlavo l’inglese. Solo molto dopo ho capito che quelle erano solo scuse: sono le paure, le insicurezze che ti tengono a terra.

Avevo 29 anni… ho sempre avuto voglia di viaggiare, almeno una volta l’anno partivo, sempre da sola. Egitto, Tunisia, Cuba…  poi ho capito che anziché  lavorare 10 mesi e fare 2 mesi di vacanza era meglio fare il contrario, ma non sapevo come fare. Avevo paura, come tutti. La differenza tra chi parte e chi non lo fa? Il bilanciamento fra paura e desiderio… devi lavorare sulle paure oppure un giorno è il desiderio che diventa troppo forte… e allora parti senza guardarti indietro.

Io ci ho messo due anni a capire e  decidere: avrei lasciato il mio lavoro di insegnante e mi sarei presa un anno sabbatico.

Ricordo che durante un corso di vela una bambina di 10 anni mi chiese… ma cosa farai?  Le ho detto che farò un anno sabbatico, che girerò il mondo, scoprirò paesi nuovi, conoscerò tante persone… e lei mi disse: “…anche io da grande voglio fare la sabbatica!”

Ho lavorato tanto, tra scuola, corsi di vela a Sistiana, lezioni private, baby-sittering e altro sono riuscita a mettere via 10.000€, e solo dopo mi son sentita abbastanza tranquilla da comprare  un biglietto di sola andata. “Quando me ne rimangono 1000, torno a casa…” mi dicevo. E così sono partita per l’Australia: ci ho messo tre mesi ad arrivare, via Tailandia e Malesia. Sono arrivata a Surfers Paradise con lo zaino in spalla a dicembre del 2010.

Un paio di mesi dopo mi sono imbarcata sulla Marutji dove  ho incontrato Rick che mi ha insegnato l’inglese ma non solo… un po’ la passione comune per il mare, un po’ l’amore… mi ha chiesto se volevo restare con lui, mi ha fatto leggere dei libri sulla vita in barca con budget ridotto, e così ho scoperto che la vita in barca non è solamente per gente ricca… Ho deciso di provarci. Sono tornata in Italia, ho venduto tutto, ho salutato mamma e papà e sono partita… con Rick… in Australia ho lavorato in bar e ristoranti, e inoltre scrivevo, alcune riviste hanno cominciato a pubblicarmi…non è impossibile, vivevo con poco, 300€ al mese… si può fare.

Abbiamo navigato insieme per nove anni, esplorando per due anni la costa orientale dell’Australia, poi Rick ha venduto la barca per trovarne una più adatta a lunghe navigazioni.  Siamo approdati in Messico dove ha comperato Calypso, abbiamo navigato per tre anni in acque messicane, su e giù tra Baja California e Tenacatita, poi nel 2014 siamo partiti per la traversata, della quale scrivo nel libro. Poi siamo stati tre anni in Polinesia, un anno alle Tonga e uno alle Figi. Poi è cambiato il vento, abbiamo preso strade diverse e io sono rientrata in Italia.

Ecco, questa in sintesi la mia storia… dimmi cosa vuoi sapere…

Ma adesso tu vivi in barca?  Sì, appena la barca esce dal cantire mi trasferisco a bordo, con base nella Baia di Sistiana. Vivere in barca anche d’inverno, dormire a bordo non solo a luglio ed agosto è una cosa che qua da noi è strana… ma è quello che voglio fare. Perché anche quando ho una giornata impegnativa al lavoro, appena salgo a bordo …. evado. Qui da noi non se ne parla, ma se cerchi bene scopri che ci sono tanti vagabondi del mare anche nel Mediterraneo.

Nelle scuole c’è sempre bisogno di insegnanti, e mi hanno chiesto di fare una supplenza… ho accettato, perché comunque insegnare mi piace. I ragazzi a volte mi chiedono: <…..ma una prof che vive in barca è una stranezza, come fai con la corrente, l’acqua, e paghi le tasse??? …..>

Mi rendo conto che è insolito, ma secondo me è importante parlarne. Sono stata invitata in tante scuole a parlare della mia scelta e ne approfitto per spiegare che abbiamo tutti la possibilità di scegliere, che dobbiamo fare quello che va bene per noi, anche se può sembrare strano… Così spiego ai ragazzi i miei perché, spiego il mio bisogno di libertà e specialmente cos’è, per me, la  libertà – il non avere un mutuo, essere senza debiti, poter spegnere il cellulare per un mese, essere libera di partire o di restare.

Parlo sia dei pro che dei contro, delle tante sfide, e i giovani mi sentono, vedo che li faccio pensare … testimoniare con la propria vita ciò che si racconta …. spiegare perchè si sono prese certe decisioni ….. non esiste una vita senza problemi, anche io ho i momenti bui, ma me li sono scelti io …. andar per mare vuol dire convivere con la  paura, in mare viene spesso a farmi visita ….. quando c’è mare grosso mi viene il mal di mare, ma solo se devo fare 2000 miglia, lo stesso mare lo sopporto tranquillamente se le miglia da fare sono solo 20. Perciò so che è la paura a farmi star male, a volte devo addirittura prendere le medicine per i primi due giorni di navigazione… poi passa.

<< …… mi hai fatto venire voglia di andare in barca ….>> questo mi hanno detto i ragazzi ad una lezione sugli animali incontrati in Polinesia… se un giovane lo porti in barca lo sensibilizzi ad un altro mondo…. Il mare è un ottimo ambiente educativo.

Com’è il tuo concetto di  navigare?   il mio è un viaggiare lento, se posso non uso il motore… ritmo lento …. qui in Adriatico osservo come si corre su e giù …… e mi rendo conto che all’inizio è difficile, ma imparare a seguire il ritmo della natura ti calma, è come una meditazione; viaggiare lento  impari  a conoscere te stesso e la gente …..gli altri …. è un arcobaleno, c’è di tutto,  quelli che fanno il giro in due anni ed i giramondo che non hanno intenzione di tornare a terra …. un po’ di tutto, famiglie numerose con figli, cani e gatti…

Ma non ti annoi? Solo la gente noiosa si annoia  la vita a bordo non è monotona, aiuta se ami leggere, capire i ritmi del mare, perché è tutto più lento … fare  fotografie, 5000 per  poi sceglierne 20, scrivere, raccogliere l’idea per il libro … raccontare di una vita impegnativa ma felice ….

In Polinesia è bello star in acqua, sotto acqua …… ti muovi con la canoa, senza che il motore disturbi l’equilibrio del mare, così le tartarughe, i pesci  ed i delfini non  scappano.

Impari ad esser più tollerante, impari i valori che sono in mare, che il mare ti insegna …..non conta quello che hai in banca o davanti al cognome, ma chi sei veramente …… in mare sei tu … nudo

Raccontami della  prima volta in Oceano… Era l’anno 2014: attraversare l’oceano pacifico  ma dal  Messico, è stata un’avventura veramente  indimenticabile. Tanti mi chiedono cosa si prova..  cosa si prova ad essere nel grande blu, con mille e mille miglia di mare attorno a te. Come faccio a rispondere ad una domande del genere…ci sono momenti di un terrore così grande che ti blocca le gambe, non poi muoverti, non puoi pensare, ma ci sono momenti di una gioia così grande, così pura, che ti vien da piangere dall’emozione… poi ci son momenti di preoccupazione, di soddisfazione, tante tante paure, che é difficile spiegare.

Il momento più bello…Ricordo una bellissima sensazione di felicità, dopo la partenza dalla California, quando la terra è sparita dietro all’orizzonte: sapere che davanti c’erano 3000 miglia che mi aspettavano… non c’era più niente… solo il mare. Ma il momento più bello è stato l’arrivo, con l’aliseo… dopo 32 giorni di navigazione, vedere le imponenti isole Marchesi… rendersi conto di essere in Polinesia…

Dimmi cos’è il mare per te : il mare per me è libertà… però anche la libertà ha un suo prezzo, e se la vuoi devi accettarlo… la fatica…il mare in burrasca …anche quella è libertà… io ho bisogno di sentire che è vicino, di annusarlo, è come avere una finestra aperta…. sentire il flusso e riflusso delle onde…

Non potrei vivere senza il mare; mi ha cambiato completamente, mi ha calmato, quando ero partita ero una persona molto irrequieta, non avrei mai pensato di imparare a rimanere ferma una settimana. Ricordo che stavamo navigando in Australia, un po’ a nord di Sydney, e una sera siamo entrati nella foce di un fiume e ci siamo messi alla fonda… di notte il mare si è ingrossato e non c’era più verso di uscire… le onde si frangevano che era uno spettacolo,  e noi siamo rimasti fermi lì in quella bruttissima baia per una settimana… all’inizio pensavo di impazzire. Ho capito che per vivere in mare avrei dovuto assecondare il suo ritmo… il mare scuola di vita. Decisi di fare un corso di meditazione di 10 gg, e lì ho veramente imparato ad accettare quello che arriva.

Se non c’è vento non accendo il motore, aspetto che arrivi; sulla Calypso avevo il timone a vento: è indispensabile se navighi in oceano, è silenzioso e non usa energia. Non capisco chi naviga con barche a motore e con generatori enormi che rovinano la quiete della rada di sera…. evviva il timone a vento cape horn ….

Il mare ormai è la mia vita: e pensare che da  giovane pensavo di fare l’insegnante a tempo pieno… ho cambiato perchè avevo una voce dentro di me che mi diceva “devi partire”, ma non avevo coraggio di ascoltarla, finchè questa voce ha gridato così forte che non ho potuto non sentirla. Ci ho messo due anni per decidermi…. è stata una scelta preparata, sono molto razionale, dovevo avere tutte le sicurezze, dovevo essere sicura che sarebbe andata  bene.

Andresti nel mar rosso? Vado a fare immersioni, ma non mi attira navigarci. Trovi i popoli arabi un po’ invadenti, specialmente verso una donna che viaggia da sola. Preferisco i polinesiani, sono molto ospitali, ma mai invadenti.

Parlami della tua barca ideale e del tuo  mito della vela:   mi piace la barca semplice, mi arrangio con gli strumenti di bordo, bevo l’acqua piovana, carico le batterie con i pannelli solari…  quando parto c’è il mare, il vento, la semplicità, la naturalezza…. lascio a terra lo stress causato dagli altri, la burocrazia, che in mare non hai; la barca ideale è la mia, …ed ognuno ha la sua…. Uso la barca per andare in mare, per godermi il mare, amo la vela, l’arte di andare a vela, ma anche fare immersioni, nuotare.

Ogni tanto mi piace andare in solitario, perchè dipende tutto da me, è una bella sfida con me stessa. Però condividere mi dà più soddisfazione, adoro fare i corsi di vela, specialmente i corsi crociera.

Non ho un navigatore di riferimento: non ce n’è uno, ho letto tutti, tutti hanno fatto storia, si impara da tutti.

Come ti mantieni e perchè scrivi? I soldi si trovano sempre… di solito in estate tengo corsi di vela, e in inverno presento i mie libri: quando ho cominciato a scrivere l’ho fatto per vivere, ed ho notato che il mio modo di scrivere piace allora ho continuato. Mi mantengo, mi pagano, in Slovenia dove sono molto conosciuta, le biblioteche e le scuole mi chiamano: 2 presentazioni alla settimana, specialmente nell’entroterra: tutti sognano il mare, e comperano i libri; sono loro che mi cercano, non ho bisogno di promuovermi…. A causa del covid negli ultimi due anni non ho fatto presentazioni e sono tornata ad insegnare. Poi, si vedrà.

Perché scrivo? Per far viaggiare le persone attraverso le mie storie; cerco di raccontare la verità, la curiosità di viaggiare, le molteplici emozioni… con assoluta sincerità …. “Mi hai fatto viaggiare leggendo i tuoi libri” mi dicono le persone “mi hai portato in Polinesia…” Persone di tutte le età e di tutte le nazionalità. L’ultimo che mi ha scritto per dirmelo è un signore di 82 anni che vive nelle montagne del Tennessee, pensa tu… Per me questo è il miglior complimento possibile. Per questo scrivo.

Leggendo il libro si viaggia con la fantasia… ognuno lo interpreta come vuole…e per entrare in empatia con le persone sono sempre  sincera, racconto anche della cazzate che faccio … voglio essere vera…..una volta in Polinesia per 10 gg, dovevo scrivere un articolo ma non c’era niente di bello da raccontare, era una settimana orribile, ciclonica, piovosa, ventosa, non sapevo cosa scrivere. Una notte sono scoppiata in lacrime dalla stanchezza e dallo stress, mi sono resa conto che non sapevo gestire la responsabilità dell’essere capitano……prima c’era il mio compagno, ma in quei giorni ero da sola per la prima volta…. ero io la responsabile… e forse non volevo accettarlo,  non sapevo come fosse difficile.

Alla fine ho scritto proprio di questo, ho raccontato le lacrime e le paure di quei giorni, i pensieri e i dubbi, le mie debolezze. Pensavo non fosse interessante, ma non avevo altro da raccontare… e invece quell’articolo ha avuto un successo incredibile. Mi hanno risposto in tantissimi.

Ho scoperto che la responsabilità è un peso per molte persone… tanti dicono che da soli non hanno grossi problemi, ma con una compagna o dei figli a bordo cambia il concetto di responsabilità …essere da soli è una cosa, ma in coppia è diverso …. essere sincero, poter dire che sto piangendo… piango perchè non voglio trattenere le lacrime, per il dolore, perchè voglio essere triste… per paura, per emozione, per commozione… per star bene cerco di accettare tutte le emozioni che arrivano, devo accettare il dolore come la gioia.

Ho letto il tuo libro, la formula che hai adoperato è buona: non volevo scrivere un solito diario di traversata, ho voluto fare un libro metaforico, che parlasse delle emozioni che si prova navigando ma anche facendo alpinismo o altro… non è centrato sulla navigazione, ma sulle emozioni. Devo dire che è stato un successo, negli USA è da anni uno degli ebook di vela più venduti… perché piace? ….. le fotografie, capitoli corti, sfide della vita, la sincerità, uno stile semplice. Poi ha tante metafore, come impostare una cosa grande…come affrontare le decisioni… potrebbe essere una buona lettura per i giovani

Rimpianti? Non ho rimpianti. Ho fatto tanti compromessi, questo sì, quando si è in due è spesso così… ho notato che le coppie litigano spesso su dove ancorarsi e dove andare… per esempio a me  è dispiaciuto non fermarmi a Niue, … dicono che è speciale… ci siamo passati ma il mio compagno non ha voluto fermarsi… io lo capivo, eravamo senza motore e sarebbe stato pericoloso, ma a me è comunque rimasto questo desiderio di visitarla, Niue, un giorno o l’altro.

No, non ho rimpianti, ne desideri, desidero vivere come vivo adesso… passioni segrete non ce ne sono …le vivo… perchè faccio ciò che voglio. La mia passione più grande sono forse le immersioni, quasi più della vela, sia in apnea che con bombole… sono una sirena… non potrei vivere senza il mare.

Se me lo chiedevi un anno fa ti dicevo che il mio desiderio più grande era di trovare LA barca per me. Ora l’ho trovata e voglio godermela, ma non è un desiderio, è un modo di vivere. Fare quello che amo, ogni giorno, per non avere rimpianti.

Hai mai avuto paura?

Paure? tante…sempre…chi non ha paura non è normale… In mare provo due tipi di paure:

  • Quella forte, il panico che arriva di colpo, quando il gennaker casca in mare, o si rompe qualcosa o vedi un groppo nerissimo che sta arrivando
  • La paura dell’incognito, anche quando il mare è tranquillo…. essere attenta a tutto, pronta a reagire a tutto ciò che potrebbe succedere … io la chiamo una paura di fondo, quella sensazione perenne di vigilanza… perché sai di essere in mezzo all’oceano e che se succede qualcosa sono cavoli tuoi. Tu Mario dici che questa non è paura, che è coraggio. Forse hai ragione.

e adesso?:  Adesso la mia base è qui, mi mancavano i rapporti con gli amici, il rapporto continuativo, ero un po’ stanca di dover sempre dire addio agli amici che incontravo per mare, le rotte prima o poi si dividono e anche se spesso ci si ri-incontra dall’altra parte del mondo, avevo voglia di fermarmi un po’ …anche se nei miei obiettivi c’è sempre il mare, … ho fatto oltre 20.000 miglia, anzi ormai non le conto più da tempo, non mi interessa fare il giro del mondo…  Voglio stare in mare, navigare, andare su e giù, in questo momento voglio esplorare il Mediterraneo. Conosco meglio gli ancoraggi di Bora Bora che i nostri…  non va bene.

Ho avuto la fortuna di trovare proprio quello che cercavo, un bellissimo Grand soleil 39…  so che questa barca mi porterà dove voglio… forse prima o poi anche in Polinesia.

Tanti mi chiedono perché sono tornata. Adoro navigare, amo i mari del Sud, ma dopo 8 anni mi è mancata TRIESTE, le mie origini, la mia gente, la famiglia, gli amici, la lingua…e tornando mi sono resa conto che preferisco Sistiana a Bora Bora…..  forse il mare qui non è così spettacolare, ma è mio… e poi è pieno di storie, di cultura, di leggende. Trieste, Pirano, Venezia, Dubrovnik… qui il mare incontra la poesia. Ai tropici ci sono le palme da sogno, ma non trovi tutto questo.  …dall’altra parte so che dovevo  partire, provare a mettere le radici in Polinesia , per poi capire che alla fine dovevo tornare, perchè avevo bisogno di qualcosa di più, di costruire qualcosa.

Dov’è casa? Ho casa 1 e casa 2… amo la Polinesia, ci torno appena posso, ma è casa 2

Adesso non ho bisogno di sfide …  voglio godermi il mare…per esempio un amico mi ha chiesto di accompagnarlo in Alaska partendo dalla Polinesia… è una navigazione impegnativa, una bella sfida,  e sinceramente, non ne ho più voglia…. ho fatto le mie traversate, le mie miglia… Adesso ho voglia di altro, vado per mare per godermelo, 20 miglia al giorno, quando voglio starmene da sola mi faccio 3 gg in mare, e mi tolgo la voglia…

Se un’isola mi piace mi fermo anche un mese… fermarmi anche due mesi  senza internet, senza dover accendere il motore, sola con il mare, con i pesci , nuotare con le mante, mi fa sentire libera… sono i  polinesiani che mi hanno insegnato a gustare il tempo.

Il non far niente non è negazione di attività non deve essere un senso di colpa, ma  è assaporare la vita, dare un significato al tempo che passa ascoltando la natura, il mare, il vento….

Credo però che ci sia una differenza genetica tra noi e i polinesiani. Per noi giunge comunque un momento in cui senti il bisogno di fare qualcosa, di sentirti creativo, intraprendente… Io da loro ho imparato a guardare il mare per ore ed ore senza pensare a cosa avrei potuto fare in quelle ore. E’ stata una lezione molto importante. Però sento che adesso è il momento di creare qualcosa di bello.

Ho tre progetti principali

  • Il primo è un progetto europeo, nell’ambito dell’ Erasmus Sport, un progetto di vela per non vedenti che ho ideato con i miei amici dell’ASD Fairplay…. Loro lo fanno da anni, mettere un non vedente su un laser e farlo regatare con un altro non vedente… servono boe sonore e organizzazione, ma si può fare, allora perché nessun’altro al mondo lo fa?… adesso abbiamo trovato i finanziamenti e così faremo un corso per 15 istruttori FIV per abilitarli a lavorare con i non vedenti. Quando porti i non vedenti in mare ti accorgi che sentono cose che noi non sentiamo perché gli occhi hanno preso il sopravvento su tutto. Non solo gli istruttori, tutti i velisti potrebbero imparare qualcosa da loro.
  • Il secondo è un progetto importante che ho creato con degli amici che come me vogliono promuovere il nostro territorio e tutte le sue bellezze. Il progetto si chiama SeaYou (seayou.green), è un progetto enogastronomico di valorizzazione del territorio, a piedi, in barca e in SUP. Siamo un’associazione che vive tra Miramare e Duino. E che dire, non mi stanco mai, è spettacolare navigare tra due splendidi castelli ammirando i vigneti sotto Prosecco, ascoltando le storie di queste terre e sorseggiando le bollicine fatte dai nostri soci col metodo antico, tramandato loro dai nonni.
  • Poi ho due libri in cantiere, uno sul Messico, sui tre anni di avventure nel Golfo della California, dove adesso c’è Pestarini con la Chicca ..… un golfo vuoto, grande come l’Adriatico, e non c’ niente, al nord abbiamo navigato un mese senza incontrare nessuno, non per mare e non a terra, un’esperienza irreale. L’unico problema è che manca l’acqua, lì è deserto puro, devi partire con tutte le scorte .
  • L’altro è un libro motivazionale, per capire perchè non si fa il salto… e forse trovare il coraggio di farlo. Prendo le scuse che le persone di solito usano e le smonto, una ad una. Come la solita “ormai, sono troppo vecchia…” Alle Tonga ho conosciuto una signora che a 90 anni ha venduto tutto, ha comprato un catamarano ed ha attraversato il Pacifico con il figlio… da 90 a 91 è ringiovanita di 20 anni…. è morta a 94 anni, ma ha ammesso di non essere mai stata così felice…. Ecco, devi avere il coraggio di provare per capire cosa ti fa felice. Siamo sempre lì, a scegliere fra paura e desiderio.

Ho un nuovo compagno di vita, Claudio Gardossi. Anche lui ha navigato tanto ma sempre per regatare… adesso invece viene in crociera con me. Chi è lo skipper tra noi due? Beh, la barca è mia, quindi direi io, ma decidiamo insieme, e le vele le regola lui, è più bravo di me.

Credo che ogni velista dovrebbe imparare a navigare in solitario, per capire cosa vuol dire gestire una barca…. un capitano bravo deve saper portare la barca da solo. Poi se c’è un’altra persona ad aiutarti ti sembra un lusso. A pensarci bene anche questa è una metafora molto azzeccata della vita stessa.

La tua filosofia di vita: godersela adesso, perchè oggi ci sei e domani non puoi saperlo… ho perso troppi amici, anche in mare, e loro mi hanno insegnato che ogni giorno è prezioso;  questa vita vale la pena di essere vissuta, e io voglio continuare a vivere così, anche per loro, cercando di essere felice, sapendo che per esserlo dobbiamo fare ciò che ci fa illuminare gli occhi, quella fiamma di vita che ci riempie di energia…

Jasna OGGI – Sono un’anima in costante movimento e non sono mai stata brava a focalizzare a lungo la mia attenzione su qualcosa: mi interessa un po’ tutto. Cerco di approfittare delle occasioni che la vita mi offre e di godermi avventure piccole e grandi che ho la fortuna di vivere.

Mi sono chiesta quale fosse il comune denominatore di tutte le mie passioni. All’inizio ho pensato che forse non esiste. Da un lato adoro viaggiare e dall’altro mi piace stare a casa con i miei amici di sempre. Da un lato adoro il mio mestiere di insegnante e quando sono davanti a una classe di ragazzi mi sento la persona più fortunata di questo mondo. Ma amo anche essere su una piccola barca a vela nel bel mezzo dell’oceano. Una cosa è certa: quando sono sott’acqua, mi sento davvero a casa. Ho un legame fortissimo col mare, da quando sono nata. Poi però vado in montagna e quando arrivo in cima e ammiro le Alpi Giulie che si distendono tutto intorno a me, mi rendo conto che anche quella è casa.

Quando scrivo voglio condividere i beni preziosi che trovo in giro per il mondo, come in una caccia al tesoro… A volte questo tesoro ha la forma di una nuova amicizia, a volte un posto spettacolare o un’esperienza indimenticabile: ma quello che ho capito, il punto chiave che cerco di trasmettere, è che arrivare al tesoro non è poi così importante, il bello è divertirsi strada facendo.


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