venerdì, Maggio 24, 2024

Leggendo i racconti di Giorgio

Le vacanze sono ormai un ricordo, ma rileggendo alcuni appunti che mi ero accantonato prima di operarmi al ginocchio ho trovato il racconto di Giorgio sui primi giorni della crociera di Settembre 2023. Provo sempre una grande amichevole invidia, perchè da anni leggo di lui, delle sue veleggiate, delle sue preziose scorribande anche culinarie ripensando alle mie, prima con il Krianni, Alpa34, poi con il Solaris-two Sound of Silence, che mi aspetta ancora a terra al’Hannibal….ma a marzo spero di riportarlo in acqua , e capire se avrò ancora un futuro con lei.
Vi dicevo del racconto che segue….con i primi freddi sono certo che ci farà buona compagnia durante la lettura…

Crociera settembre 2023
DOMENICA 3 SETTEMBRE 2023
Equipaggio: Giorgio, Franca e Marco
Quest’anno la consueta crociera famigliare di masquerade inizia in una giornata inconsueta. Solitamente siamo sempre partiti di venerdì o di sabato per una o due settimane di navigazione a zonzo per la Dalmazia. Purtroppo questo fine settimana Marco era impegnato con una regata sul lago di Garda e non si è potuto liberare fino a questa mattina.
Siamo in tre in auto alle 9,00, a lasciare Malcesine diretti verso Trieste. A me e mia moglie si e aggiunto mio figlio con funzioni di marinaio/ skipper e “badante “ a noi vecchietti un po’ rimbambiti. Il tempo passa veloce mentre percorriamo l’autostrada libera dai mezzi pesanti.
Anche in Istria incontriamo poco traffico e alle 14,30 raggiungiamo il Marine di Parenzo.
Il tempo dì parcheggiare, imbarcare alla bellemeglio bagagli e provviste, fare rifornimento di acqua e gasolio e dopo neanche un’ora siamo già in mare,la prua rivolta a sud. Il cielo è tipicamente settembrino, velata da una lieve foschia che offusca il sole e conferisce al mare una sfumatura metallica. Spira un leggero venticello da ponente, sui 5 kts. che ci permette di aprire le vele per aiutare il motore in un andatura al traverso.
Alle 16,30 siamo davanti a Rovigno dove ammiriamo il “Royal clipper” un veliero da crociera di 134 m., cinque alberi a vele quadre, alla fonda in rada. Superato l’isolotto di San Giovanni in Pelago, la propaggine più occidentale dall’Istria, possiamo poggiare verso l’arcipelago delle Brioni che ho deciso di lasciare a sinistra per sfruttare al meglio il poco vento disponibile.
Verso le 20,00 doppiamo il faro dì Porer all’estremità meridionale dell’Istria e entriamo in Quarnaro. Le previsioni meteo per questa notte indicano che il maestrale che ha soffiato lungo la costa durante la giornata andrà via via girando dapprima a tramontana e poi a grecale durante la notte fino a raggiungere i 20-24 kts. verso le 24,00 per poi rinforzare ulteriormente nella giornata di domani.
Noi abbiamo calcolato, alla velocità attuale di 6-6,5 kts. un ETA per la rada del paese dì Unie, il primo ridosso da NE dopo l’attraversamento del golfo, intorno alle 23,00 quindi dovemmo farcela senza grosse difficoltà.
In effetti , verso le 21,30 arriva la bora, che cresce rapidamente a 10,15 poi 20 kts mentre comincia a formarsi un’onda corta che talvolta riesce a superare la protezione dello sprayhood.
Riduciamo progressivamente la vela fino a rimanere con due mani di terzaroli r un fazzoletto di gena ma Marco riesce a trovare rapidamente il ritmo sulle onde mentre il vento cresce con raffiche di 30-35 kts.
Le condizioni non sono ideali per la rada del paesino dì Unie per cui decidiamo di dirigerci verso la baia di Vrulje, a sud del promontorio che ospita il piccolo aeroporto dell’isola.

In rada ci solo già due barche alla fonda per cui, alle 23,30, diamo fondo all’ancora poco discosti, in cinque metri di fondale. Ci resta solo qualche minuto per riordinare la barca prima di coricarci.

LUNEDÌ 4 SETTEMBRE 2023
La bora ha soffiato ininterrottamente per tutta la notte e masquerade si è rivoltato sull’ancora come un cavallo imbizzarrito che cercasse di disarcionare un cavaliere non gradito.
Abbiamo dormito poco e male con un “occhio aperto” rivolto all’ormeggio.
La bora è ancora sostenuta, sui 18-20 kts. quando mi alzo alle 7,30 per spegnere la luce di fonda prima di ricacciarmi in branda per riguadagnare un po’ di tepore.
Il cielo è sereno e il mare di un blu cobalto quando alle 9,30 decidiamo di levare l’ancora per dirigerci verso sud.
La bora, sui 22-25 kts. ci permette una navigazione relativamente tranquilla fino a quando siamo ridossati dalle due isole Canidole- Srakane poi, quando entriamo nel Canale dì Unie, il vento si scatena a 28-30 kts con raffiche di 35-40 e il mare è costellato da creste frangenti bianche di spuma.
Anche l’attrezzatura è messa a dura prova e, nonostante avessimo ridotto il genoa a un fazzoletto, dopo qualche straorzata cede l’impiombatura tra la cima più sottile della scotta del Genoa e quella più grossa da cazzare sul winch.
Si tratta di una soluzione “regatastica” adottata da molti anni che evidentemente ormai è arrivata al capolinea. Per fortuna Marco, agile come un furetto, va a prua e in breve sostituisce la scotta perduta con quella di sopravento, al momento inutilizzata.
Avevamo in programma di dirigerci verso Premuda ma attraversare il tratto di Quarnerolo, al termine del ridosso garantito dall’isola di Lussino, con questo vento e mare ci sembra un’impresa troppo ardua. Raggiungiamo pertanto l’insenatura di Balvanida, sulla sponda occidentale di Lussino, dove alle 12,00 ormeggiamo a uno dei gavitelli presenti.
La baia, chiusa da tutti i lati come un ombelico e contornata da una fitta pineta offre un riparo dal mare ma non dalle raffiche di bora che scendono dal rilievo soprastante.
Ci concediamo comunque un tuffo in mare attorniati da nugoli di grosse occhiate fameliche e speranzose. Trascorriamo il pomeriggio tra un tuffo, uno spuntino e un bagno di sole fino all’ora di cena.
Non abbiamo portato il tender e quindi non possiamo scendere a terra per cenare alla konoba Balvanida.
Ci consoliamo con una bottiglia fresca di traminer e un paio di tartufi neri del Monte Baldo procurati da Marco e un assortimento di formaggi.
Miglia marine percorse 13 totali 66
La baia di Balvanida si è dimostrata una scelta azzeccata con bora forte.
Solo qualche raffica più intesa ha raggiunto nella notte masquerade fischiando tra le sartie e facendo gemere il cavo d’ormeggio che ci trattiene al gavitello.
Fuori la situazione è senz’altro differente .
Il mare di un blu cupo strinato di bianco che alle 7,30 intravedo dall’apertura della bocca di porto, il cielo azzurro intenso incombente sul segnavento dell’albero che gira vorticosamente e l’aria frizzante mi fanno riconsiderare il progetto di un tuffo in mare e riguadagnare il tepore della cuccetta.
Per oggi il meteo prevede ancora grecale forte sui 24 kts. con raffiche a 32 alle ore 8,00 che andrà via via calando superato il Quarnerolo e raggiunte le isole di Premuda, Scarda e Istò. Inoltre da qui la rotta dovrebbe essere più favorevole.
Mentre ieri avevamo vento e onda al traverso oggi navigheremmo al gran lasco prendendo le onde al giardinetto, soluzione prediletta da Masquerade.
Usciamo il mare alle 9,30. L’addetto al pagamento degli ormeggi ai gavitelli non si è visto nè ieri sera nè questa mattina.
Meglio, 30-40 € risparmiati! Il vento sotto costa è calato quasi del tutto, 3-4 kts con qualche sbuffo a 8 e la coperta di nuvole “a glassa di bignè“ sui monti Velebit, tipica della bora si è ridotta e alzata.
Dirigiamo a motore verso l’estremità occidentale dell’isola di Asinelli-Ilovik per raggiungere il Quarnerolo. Qui le cose cambiano! Il vento, non più ostacolato dai rilievi delle isole, soffia libero da levante a 22-24 kts. Aperte le vele, 1/4 di genoa, ci mettiamo al traverso, diretti all’estremità settentrionale di Premuda.
E’ una navigazione entusiasmante! Il fetch si prolunga per diverse miglia fino alla terraferma e le onde hanno modo di distendersi ed essere più lunghe e morbide.
Masquerade si comporta magnificamente e alle 11,00 raggiungiamo il canale di San Ciriaco-Krijal tra la sponda occidentale di Premuda e la scogliera di Mazarine. I gavitelli del campo boe sono quasi tutti occupati da barche poco inclini a navigare con questo vento.
Proseguiamo di bolina larga, con 19-20 kts. senza onda ma con qualche raffica provocata dai rilievi delle isole e i bracci di mare aperto, costeggiando Premuda, poi Scarda, Isto e Melata-Molat fino a raggiungere alle 13,30 il Canale delle Sette Bocche- Sed Movrace che consente l’accesso alle isole interne dell’arcipelago zaratino.
Qui ingaggiamo una barca svizzera più o meno delle dimensioni e età di Masquerade e inizia la sfida. Riusciamo a tenergli testa fino a Sferinacco-Zverinac poi il vento in calo, il fatto che loro sono più leggeri e hanno più tela residua da spiegare e soprattutto che il mio skipper è più interessato da una scatoletta di insalatissima che dal match race perdiamo rapidamente strada. Continuiamo comunque a mantenere una velocità di 6-6,5 kts. di bolina larga mentre costeggiano Isola Lunga- Dugi Otok e ci stiamo divertendo un sacco. Sono ormai le 16,30 quando transitiamo davanti al ristorante “Vila Rava” sull’isola omonima.
Finora abbiamo visto molte barche ferme agli ormeggi davanti ai quali siamo passati. Pieni i gavitelli a Mali Rava, quasi esauriti quelli nella rada vicina, molte barche al gavitello e al molo di Rava.

Qui i gavitelli sono quasi tutti occupati mentre la banchina antistante il ristorante, fornita di trappe è completamente vuota.
Ci avviciniamo e il titolare ci chiede se vogliamo cenare e ci informa che potremo ormeggiare al molo dopo le 17,30 e nel frattempo di prendere un gavitello. Così facciamo approfittandone per fare qualche altro tuffo in mare.
Sistemata la barca sulla banchina fornita anche di corrente elettrica andiamo a fare un giro per il giardino del locale. Vila Rava è un hotel ristorante molto bello e curato fornito di una spiaggetta di sabbia con lettini, una grande veranda affacciata sul mare dove si trovano i tavoli all’aperto del ristorante , un lounge bar per un aperitivo nel giardino dove, tra gli olivi, svolazza libero un grosso pappagallo ara giallo e blu Ale 20,00 andiamo a cena.
Il tavolo è a 6 metri dalla poppa dì masquerade, una “pila” (vasca di pietra per la salatura delle sardine) ricoperta da un cristallo.
Ordiniamo un mix di antipasti: insalata dì polpo, paté di pesce e code di scampi al miele e mostarda. A seguire polpo e calamari “domaci” alla brace con patate bollite. Una pelinkovac e arriva il conto: 160 € per la cena + 15 € per la corrente elettrica per la barca mentre l’ormeggio è gratuito, prima del rientro in barca.
Miglia marine percorse 40 totali 106