mercoledì, Aprile 29, 2026

Navigare nella burrasca in Mediterraneo

Navigare nella burrasca in Mediterraneo
di Stefano Cioni

Come preparare barca ed equipaggio per navigare in sicurezza con vento forte in Mediterraneo: tecniche di vela, prevenzione meteo, errori da evitare e consigli pratici.

Fortunatamente evitare il cattivo tempo in mare è possibile: si può navigare per una vita intera senza incontrare una vera burrasca.

“La pianificazione di una crociera a lungo termine è un po’ un ossimoro, e i commenti che seguono devono essere considerati accademici, poiché si basano su ciò che è “normale”, e il meteo raramente è normale.”

Il Mediterraneo è un mare difficile. Nonostante la sua fama di bacino tranquillo, è teatro di improvvisi cambiamenti meteorologici che possono trasformare una piacevole crociera in una dura prova. Per il buon velista che intende godersi una crociera, la regola d’oro non è affrontare la burrasca, ma evitarla. Tuttavia, è possibile trovarsi in condizioni di maltempo dove la preparazione e un buon piano d’azione fanno la differenza tra un inconveniente e un pericolo.

La prevenzione è la migliore attrezzatura, mentre l’abilità più grande non è saper gestire 40 nodi, ma non farsi trovare con 40 nodi, vediamo quindi come.

Analisi meteo e scelta della finestra di navigazione

Applicazioni e siti meteo che offrono modelli ad alta risoluzione come AROME HD o GFS sono essenziali. L’errore più comune è la consultazione di app o siti generalisti o con settaggi standard. Per chiunque abbia la responsabilità di una imbarcazione è quindi necessaria la conoscenza di saper leggere carte sinottiche, comprendere il gradiente barico e di come l’orografia della zona possa influire sulle condizioni previste.

Saper leggere una carta sinottica è una competenza fondamentale per navigare in sicurezza: è lì che inizia ogni buona decisione in mare.

Identificare la giusta “finestra” meteo e non guardare solo il meteo del giorno, ma per i 3-4 giorni successivi ad intervalli di 6-12 ore per eventuali aggiornamenti e monitorare la tendenza di vento e mare. Una finestra meteo di 6 ore probabilmente non sarà prudente se non per piccoli spostamenti. Inoltre i bollettini spesso sono in orario UTC, ne comporta uno sfasamento di fino a +2 ore in estate grazie all’ora legale.

Pianificare i punti di rifugio prima di averne realmente bisogno e ridossarsi in anticipo di modo che offrano riparo efficace da vento e onda. Verificare il rischio di groppi o “downburst”, specialmente in estate situazioni di estrema calma possono precedere violenti fenomeni improvvisi attraverso l’osservazione locale: il “nowcasting” – guardando i segni in cielo e usando radar meteo che permettano di identificare celle temporalesche in formazione e la loro direzione.

Serve inoltre considerare che un sistema frontale comporta venti che spesso tendono a ruotare. Un ancoraggio sicuro da scirocco può diventare una trappola se il vento salta a maestrale.

Tuttavia quanto sopra accennato può non bastare e troppo spesso si vede derogare a queste regole, specie nei periodi estivi, determinando così il fallimento della prevenzione con la conseguenza di dover prepararsi a fronteggiare situazioni di mare e vento impegnative. Vediamo allora come comportarsi per organizzare una navigazione sicura, bilanciata e veloce verso il primo buon rifugio.

Preparazione della barca e dell’equipaggio

Prima che le condizioni peggiorino, occorre agire con calma per rendere la barca pronta per la burrasca o il colpo di vento.

Per prima cosa è essenziale garantire il massimo della sicurezza a bordo, tutti in coperta dovranno indossare un giubbino salvagente autogonfiabile con luce automatica, cintura di sicurezza e laccio inguinale. I giubbini solidi che solitamente sono dotazione standard hanno la stessa funzione, ma al contrario dei primi non permettono di manovrare in coperta agevolmente. L’utilizzo dei “safety tethers” (ombelicali) collegati ai “jackstays” (fettucce di sicurezza o “life-lines”) è essenziale. L’equipaggio non necessario alla manovra deve stare sottocoperta, possibilmente a riposo.

Assicurare ogni oggetto sottocoperta (cucina, carteggio, cambusa, bagagli). Un oggetto che vola può ferire o creare disordine al momento sbagliato. Chiudere il gas direttamente dalla bombola dopo aver preparato in anticipo cibo da poter essere consumato con praticità al peggiorare delle condizioni. Chiudere e bloccare passi uomo e oblò. Assicurarsi che i gavoni nel pozzetto siano ben chiusi e stagni.

Le vele e la riduzione del piano velico

Ridurre preventivamente il piano velico prima che diventi difficile; prendere mani di terzaroli alla randa è sempre più complesso all’aumentare del vento e delle onde. Se siete in dubbio, riducete! La barca sarà più equilibrata, gestibile e con maggiore possibilità di risalire il vento in caso di necessità.

Ridurre il genoa o in alternativa l’utilizzo di una trinchetta o un fiocco da tempesta (tormentina), se a disposizione, sono la soluzione ideale. Se si utilizza un avvolgifiocco, è necessario avvolgere parzialmente la vela. Se si usano vele con garrocci, si passa a fiocchi più piccoli, specificamente progettati per l’incremento di vento (Yankee o Fiocchi n°3/n°4).

L’avvolgimento parziale di un genoa su un avvolgitore ne deforma il profilo, riducendone l’efficienza e diminuendone la potenza. Per questo motivo è consigliato utilizzare vele da burrasca come la “Storm Bag” che viene armata direttamente sopra al fiocco rollato.

Occorre verificare inoltre che gli stopper tengano bene e che tutte le cime non in uso siano ben raccolte e assicurate per non finire in mare. Il pericolo di una cima trascinata in mare è enorme se si pensa che possa finire nell’elica nel momento in cui si dovesse accendere il motore per evitare un pericolo o in preparazione ad entrare in porto o in una baia per dare ancora.

Navigazione e andature con vento forte

Una volta che il vento e l’onda hanno preso forza e la barca preparata al meglio, la massima attenzione andrà alla rotta e alle andature da tenere.

Riduzione della vela (reefing)

La riduzione della superficie velica è la prima e più importante tecnica per affrontare il vento forte…

Andature controvento

In Mediterraneo, il mare è spesso corto e ripido…

Quando non è strettamente necessario, non ci si avventura con vento molto forte e mare formato stringendo la bolina: è la scelta meno sensata e più faticosa.


Durante una navigazione impegnativa il margine di errore si riduce drasticamente…

Gestione dell’equipaggio (fattore umano)

  • Comunicare senza gridare: lo skipper deve mantenere tono calmo e comandi chiari.
  • Turni brevi: con mare formato la fatica cresce rapidamente.
  • Protezione dal freddo e dall’umido: fondamentali per non perdere lucidità.
  • Idratazione costante: necessaria anche senza percezione della sete.

Aspettare un giorno o due in porto non è debolezza, ma saggezza…