COLOMBIA – BAIA DI NEGUENJA, di Luigi Corcione, a bordo del Lupo Solitario (Hanse 411)

Aggiornamento al Notiziario RTM, sezione Oceano Atlantico

MAR DEI CARAIBI – BAIA DI NEGUENJA, COLOMBIA
di Luigi Corcione, a bordo del Lupo Solitario (Hanse 411)

Rotta su baia Neguenja a poco più di 140 miglia a SW di Cabo de la Vela.
E’ il 25 aprile. Vento in diminuzione, NE forza 5, mare molto mosso.
Tutto genoa.
Le signore sono rinfrancate dalla tranquilla notte di sonno in rada. Inoltre, dopo i primi giorni, hanno sviluppato un “piede marino” di tutto rispetto, per cui sono loro che servono in pozzetto, ben agitate, latte e caffè.
Pesci volanti, disturbati dalla prua in planata, saltano in barca da tutte le parti, li friggeremo più tardi.
La notte trascorre tranquilla e, ormai abituati, riusciamo anche a dormire di traverso, puntando i piedi sulle paratie.
E’ ora di pranzo quando entriamo nella baia. All’interno il mare è calmo e bellissimo. Il vento non raffica più di tanto ma gira in continuazione, per cui mi tengo un po’ distante dalla spiaggia. Per nostra fortuna, oggi sono del tutto assenti le raffiche di oltre 40 nodi, raccontate da altri velisti su internet.
Al controllo il fondo non è buon tenitore, presentando un’uniforme platea di roccia ricoperta da un sottile strato di sabbia. Dopo vari tentativi alla ricerca di un fondale diverso, mi accontento di “appoggiare” l’ancora filando molta catena, tanto ripartiremo appena notte e posso tenere bene in vista la barca.
Più tardi, con il tender, scopriremo che i lati della baia (specie entrando a sinistra) sono costellati da formazioni coralline pericolosissime, delle quali non vi è cenno sulle carte, per cui l’abitudine di entrare in rada mantenendomi sempre al centro ha dato suoi frutti.
Anche qui l’acqua non è proprio cristallina ma è pulitissima e calda. Mentre Mauro e io caliamo il tender, le signore sono già in acqua e nuotano verso la spiaggia.
A terra siamo accolti da una Guardia Forestale che ci chiede una tassa di 90.000 pesos (circa 40 euro), rilasciandoci una regolare ricevuta. Ci dicono che quei soldi vengono impiegati per mantenere la riserva.
Il posto è stupendo, spiaggia e foresta pluviale immediatamente a ridosso. Mauro e Grazia si inoltrano e torneranno stanchi e felici dopo due ore, raccontandoci le meraviglie di quella foresta. Katya e io, per non perdere di vista la barca, ci limitiamo alle pendici dell’altura che, finita la spiaggia, si alza per diverse centinaia di metri, con il cucuzzolo immerso nella foschia. Appena tra gli alberi, migliaia di buchi nel terreno rivelano la presenza di altrettanti granchi blu, enormi e abbastanza socievoli, tanto da farsi fotografare. Dicono che sono squisiti e che ciò ha portato quasi alla loro estinzione per cui, ora, sono una specie protetta. Quindi ci limitiamo alle foto e per mangiare mettiamo i piedi sotto il tavolo di una delle due magnifiche bettole locali che offrono “pescado”.
Siamo soli nella rada, mentre, via terra, arrivano turisti locali con dei bus coloratissimi. Ancora bagni e passeggiate fino a sera. Per cena un piccolo piatto di pasta, così da mantenerci leggeri in previsione della navigazione notturna.

CONSIGLI PER I NAVIGANTI
Per entrare nella baia, sia che si provenga da Nord che da Sud, è necessario mantenersi ben lontani dalle scogliere perché i fondali nelle loro vicinanze nascondono pericolosi ammassi di corallo quasi affioranti, sparpagliati e assolutamente non visibili a causa del mare calmo e dell’acqua torbida.
Quindi, prima di girare all’interno della rada, raggiungere il WP 11°, 20’, 210N – 74°, 05’, 000W, dopo di che mettere prua verso l’interno mantenendosi al centro della rada stessa.
Ripeto, non sono riuscito a trovare un fondale sabbioso su cui ancorare con sicurezza, forse anche perché mi sono tenuto abbastanza discosto dalla spiaggia a causa del vento girevole. Però, anche immergendomi più vicino, ho trovato sempre la roccia dopo un piccolo strato di sabbia.
Noi abbiamo ormeggiato in 6 metri d’acqua al WP 11°, 19’, 070N – 74°, 04’, 530W.
N.B. A poco più di mezzo miglio dall’uscita dalla baia siamo stati “presi” da una forte corrente verso Nord, non rilevata in entrata, veramente forte e pericolosa, specie di notte con le scogliere al traverso, tale da costringermi a risalirla a tutto motore. Appena usciti dalla baia il fenomeno è cessato.


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