la mia Grecia – ITACA

ITACA

Siamo partiti alle 9.30 da Itaca diretti a Zante.  Eravamo arrivati ieri eri sera dopo aver cercato di andare a Kion, dove ci sono i 3 mulini,  ma abbiamo dovuto rinunciare perché porto, antiporto e baia erano pieni di imbarcazioni a vela, charter  e non. Ci siamo quindi diretti a Vathi, città principale dell’isola, ed anche qui tutti i  moli erano occupati, barche da charter e non, oltre ad una decine alla fonda, alcune delle quali italiane.

Abbiamo dovuto ormeggiare dopo il pontile dei traghetti, di poppa, filando l’ancora, e dopo di noi sono arrivate altre 3 barche a vela ed un catamarano.

La prima considerazione, dopo corfu, è che la crisi tanto paventata  non si sente per nulla, ne in grecia ne sembra in europa, perché se tanto mi da tanto (porti e marine  pieni, turisti da tutta europa, navi da crociera che intasano le isole, imbarcazioni a vela inglesi e francesi) significa che soldi ne girano, per quanti sconti abbiano fatto…a fine maggio…

Dopo cena ( abbiamo cenato a bordo con orecchiette   saltate nei fiori di cavolo saltati nelle acciughe saltate nell’aglio saltato nell’olio, il tutto reso saporito dal peperoncino e condito con vino bianco fresco di creta) abbiamo fatto 2 passi in centro,  ed abbiamo contato almeno una sessantina di persone che cenavano nelle taverne, il che conferma che la crisi evidentemente ha molte facce.

Si lamenteranno i dipendenti statali greci che scioperano, ma il privato se vuole lavorare con il turismo non sente certo la crisi.

Beh, considerazioni a parte di natura economica, pur dispiacendomi delle notizie dall’Italia sui terremoti,  devo dire che qui si sta bene.

Sole, temperatura quasi estiva, mare e cielo da cartolina greca, compagnia a bordo di professionisti della vela, una barchetta piacevole da abitare, …e vai……in questo giro attorno al Peloponneso.

Stamattina abbiamo fatto la spesa, ed oltre al pane e dolcetti greci presi nella famosa pasticceria in centro, abbiamo trovato la feta di Cefalonia e le sardine: stasera zuppa di sarde alla mf, grazie anche allo zafferano trovato in un negozietto gestito da un ex-marittimo che parlava italiano.

Ora siamo a motore, e ne abbiamo approfittato per passare un po’ gli acciai più sporchi  con la pasta della 3M.  e non è stato necessario ricorrere al decappante.

Sapete cos’è? Un prodotto da urlo che mi ha fatto conoscere Graziano, il mio riferimento tecnico, lo specialista che lavorava da Serigi e 20 anni fa ha partecipato alla costruzione dalla mia barca ( sa tutto di lei…)  ed ora è responsabile del collaudo dei motoscafi della Montecarlo che costruiscono a Monfalcone.

Un prodotto al gel, da dare con attenzione con un piccolo pennello sugli acciai macchiati di ruggine, benissimo anche sulle sartie e stralli, si lascia agire 10 minuti, poi si ripassa  con acqua ed un panno, e l’acciaio torna a risplendere.

La pillola di oggi l’ho data..

Ciaociao

mario

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