La Global Solo Challenge 2023/2024 – parte 3

Leggo sul sito della regata Global Solo Challenge 2023-2024 che il terzo italiano che parteciperà alla è  Simone Camba, di Cagliari , lavora come poliziotto. È diventato velista italiano dell’anno nel 2021 nella categoria “Tag Heuer Most Voted” al concorso organizzato dal “Giornale della Vela” e da sempre promuove l’inclusione sociale con la sua associazione no profit New Sardiniasail. Con la sua partecipazione al Global Solo Challenge intende coronare un sogno personale ma anche rendere il suo progetto un veicolo di un messaggio positivo per i giovani.

La  sua passione per la vela nasce dalla  immensa passione per il mare, fin da bambino ha cercato di sfruttarne al meglio tutta la bellezza, sia sotto che sopra la superficie … e la barca è diventata una scuola di vita, al punto da usarla come strumento per progetti di inclusione sociale/lavorativa rivolti a giovani con problemi di integrazione.

Il passaggio alla navigazione in solitario è stato naturale, e così ha scoperto che è un momento prezioso, dove ognuno è responsabile di tutto ciò che lo circonda. L’introspezione diventa uno stile di vita, prendere la decisione giusta al momento giusto, con azioni che magari bisogna fare da soli, in quel  momento,  ma in seguito ci si rende conto che  sono diventate oggetto di coinvolgimento sociale…

Prendendo spunto da queste riflessioni racconta che questa regata  è diventata la coronazione di un sogno che finalmente è diventato realizzabile, grazie al format  con un  budget contenuto che rende accessibile l’evento.

Riferendosi all’impatto sociale della regata  gli piacerebbe creare un team di giovani ambiziosi con la passione del mare che possano seguirlo in questo meraviglioso viaggio e ovviamente continuare a navigare il più possibile…… ma la vera sfida sarà arrivare alla linea di partenza… possibilmente con una barca pensata per la navigazione oceanica a corto raggio come un Class40, anche se attualmente naviga su un Farr 40, molto utile per la preparazione atletica e tecnica.

E sempre a questo proposito racconta<<…. Nove anni fa ho realizzato la prima edizione del progetto “The Route of Legality”, un progetto di inclusione sociale attraverso lo sport della vela. Da quel progetto ogni anno ho aiutato centinaia di giovani da tutto il mondo, questa circumnavigazione sarà per me un’altra opportunità sia per coinvolgere tanti giovani sia per comunicare un messaggio importante… l’idea è anche quella di coinvolgere tanti bambini portando la vela oceanica alle scuole e regalare un po’ di felicità ai bambini che ogni giorno lottano con la malattia… Per me la gara è iniziata proprio adesso… Se puoi sognarlo, puoi farlo. Ormai navigo da circa trent’anni, ho percorso oltre 30.000 Miglia, ho partecipato a numerose gare, e ognuna mi ha sempre lasciato qualcosa di positivo……>>

 

 

 

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