giovedì, Aprile 30, 2026

Storia di Serena, prima donna comandante di una grande nave passeggeri, regina della classe Explora di Msc

di Monica Zunino


Nella foto: la comandante Serena Melani, al centro, con i suoi ufficiali

Genova – È la comandante dei record, un po’ “gypsy at heart”, appassionata dei cambi continui di orizzonte con un lavoro che però non è per tutti, lontani da casa per mesi.

Prima donna comandante di una grande nave passeggeri – oggi in Italia l’unica – e probabilmente anche prima comandante al mondo a essere pure madrina, come avvenuto per la cerimonia della moneta di Explora V, la nuova nave di Explora Journeys che entrerà in flotta nel 2027.

“Alla domanda che spesso mi rivolgono: cosa fa il comandante? Rispondo: fa il direttore, o la direttrice di orchestra, perché è la persona che fa in modo di mettere insieme tutto l’equipaggio, tutti i vari senior officer che riportano a me, in maniera tale da lavorare armonicamente e avere un filo, una melodia comune. Prima di tutto, quella della sicurezza di tutte le persone a bordo, ma anche rendere felici gli ospiti e felici di lavorare a bordo i membri dell’equipaggio, perché lavorare su una nave a volte anche per 6-7 mesi, confrontandosi con realtà diverse – e per qualcuno magari è la prima volta – non è così semplice. Sei lontana da casa, puoi avere problemi laggiù, ma comunque devi ancora lavorare a bordo ed essere molto concentrata”.

Serena Melani, 52 anni, livornese, comandante da più di 10 anni, è arrivata al comando di Explora I, la nave che ha inaugurato il brand delle crociere di lusso di Msc Crociere, Explora Journeys, nel 2022, dopo una serie di altri comandi, e ne ha seguito la costruzione, poi ha seguito le ultime fasi della costruzione di Explora II, di cui è stata comandante per due anni e ora sta monitorando anche la costruzione di Explora III.

Una vita abbracciata quasi per caso.

“Molti, anche qualche altra collega – racconta di sé Serena Melani – lo avevano proprio come sogno di bambina, io no, forse perché nella mia famiglia nessuno aveva mai navigato e non ci pensavo proprio, anche se Livorno dove sono nata e cresciuta è una città di mare, un porto importante, però non così proiettata nel mondo marittimo come si potrebbe pensare. È una città più di scoglio, per accogliere, più che pensare a partire”.

Quello che voleva assolutamente era viaggiare, quindi un lavoro non stanziale. Da lì la scelta dell’istituto nautico e poi alla prima uscita in mare la scoperta della vita a bordo ha fatto scattare la scintilla, una passione e un entusiasmo che non le fanno pensare nemmeno dopo tanti anni ad un futuro più “stanziale”.

“Quando mi sono imbarcata la prima volta – racconta – ho capito che era un mondo che mi affascinava e non mi preoccupa il fatto di dover essere a bordo a Natale, Capodanno, nelle feste comandate e non essere legata a un determinato posto. Io li chiamo gli orizzonti mobili, perché possiamo magari imbarcare in Europa e sbarcare in America. Questo cambiare gli orizzonti ogni giorno è la cosa che più ancora mi appassiona. Poi le navi hanno una loro bellezza”.

Quando ha iniziato le donne erano pochissime nel settore, meno di oggi. E ancora meno le comandanti.

“In Italia fino a metà anni ’80 eravamo una o due donne sulle navi e alla fine degli anni ’90 eravamo sempre molto poche. Io e una collega siamo state le prime due ufficiali donna di Carnival Cruise Lines”.

Oggi in Italia è comunque l’unica comandante di una nave passeggeri ed è stata la prima comandante donna in Msc, e in precedenza l’unica per Norwegian Cruise Lines. In tutto il mondo probabilmente le donne comandante non sono più di una dozzina.

“Quando ho iniziato era piuttosto normale sentirsi dire queste cose…”

E poi ci sono tanti piccoli segnali, anche nel linguaggio, che marcano la differenza.

“Le parole definiscono qualcosa…”

Non viaggia solo per lavoro, su itinerari bellissimi e navi extra lusso.

“Io viaggerei sempre, costantemente…”

La bellezza delle navi?

“Mi ricorderò sempre quando ero con la Explora I nel viaggio inaugurale…”